Cinema italiano 1999

 

Con il titolo di questo articolo ho cercato di evocare Spazio 1999, serie Tv di fantascienza che pochi avranno dimenticato. Eh sì, quando trasmettevano la serie, tutti avevano grandi aspettative sul futuro. Alla fine, molto è cambiato, ma non nel modo immaginato lì, o nemmeno nel modo immaginato da Kubrick nel ’68 con 2001: Odissea nello spazio. Proprio un mondo completamente diverso.
Magari utopico. Mentre dilagava la disoccupazione, infatti, l’Italia non era in un grande periodo di speranza. Ciccio ne è un po’ il testimone: questo povero ventenne grasso, appassionato di musica e di cani, preso sempre in giro dalla sorella, era infatti disoccupato e aveva bisogno di un lavoro. Dopo infruttuose ricerche, a promettergli un mestiere è Grande Stronzo, una cacca finta con una vocina improponibile formata dalle feci di Ciccio mischiate con scorie radioattive buttate nel water da un vicino zerodimensionale. Grande Stronzo si ciba di cervelli, ed è grazie ad essi, commissionati a Ciccio, che riesce a continuare a vivere. Promette a Ciccio un lavoro, ma questi continua ad uccidere senza trovarne uno. La tragedia è vicina.
Senza ovviamente trascendere sul film, diciamo che questa è una segnalazione, un cartello: “Attenzione, o voi che entrate”. Perché Lo stronzo assassino, durata di mezz’ora, è indiscutibilmente il più grande capolavoro europeo degli anni ’90. Buttiamo (è il caso di dirlo) nel cesso Underground di Kusturica, o Funny Games di Michael Haneke. Usando un’efficace frase inglese, “this is the real deal”. Presumibilmente, un film così appositamente trash ed estremo da essere magnifico e da dover essere guardato in eterno da generazioni.
Fellini si inchinerebbe a cotanta magnificenza.
Sono senza parole.
Grazie, Stefano Bovi e Gianluca Ortolani. Verrete ricordati come profeti.

7isLS

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