Chania: periferia est

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Su una guida della città (La Canée, Editions Icons, Chania, s.d., pp.40-41) ho letto una notizia storica che mi ha sconcertata.

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Nella seconda metà del XIX secolo, a cavallo tra la dominazione turca e l’indipendenza dell’isola di Creta, vennero importate dall’Egitto delle famiglie beduine come mano d’opera a buon prezzo per svolgere lavori umili. Di fatto, degli schiavi. Venne assegnata loro un’area a est del porto, oltre la Porta Sabbionara: il quartiere Koum Kapi. Questa povera gente, che parlava arabo ed era di religione musulmana, viveva in abitazioni precarie, con condizioni di vita assai dure.

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Negli Anni Novanta del XX secolo il quartiere venne «risanato» ed oggi rimane povero, ma non presenta segni di grave degrado. Sono andata a esplorarlo e fotografarlo. Mi è parso un semplice quartiere popolare di periferia, non dissimile dagli altri visti a Chania.

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Vero è però che mentre percorrevo una strada una bambina graziosa e pulita mi si è avvicinata e mi ha chiesto la carità. In tutta la città sono solo gli zingari che chiedono la carità. Forse allora a Koum Kapi qualche traccia di ingiustizia sociale profonda permane ancora.

Carla Muschio
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