Quello dell’appartamento collettivo per androgini ritardati metalmeccanici

androgeniritardatimetalmeccanici

Piccoli Nemo e Piccoli Ego, siamo fatti della stessa materia dei sogni, e la Luna può ancora esser fatta di formaggio. E di questi sogni, alcuni, uno, eccolo:

Io con due tra i miei più cari amici, uno dei quali è con la sua ragazza Sara, viviamo in un appartamento collettivo.

Casa hollywoodiana

È una casa molto hollywoodiana, con giardino annesso, un po’ bizzarra. S(embr)iamo felici, molto, disoccupati, spensierati… passiamo tutto il tempo a parlare di filosofia, musica e cinema, amico 1 e Sara trombano come ricci tutto il tempo, beviamo birra, vino, vodka, rhum e alcolici vari e fumiamo canne dalla mattina alla sera, siamo disoccupati ma i soldi ce li abbiamo lo stesso.
Un giorno, tutti e quattro andiamo in bagno allo stesso tempo e facciamo i turni per andare a farci la doccia. Quando tutti l’hanno fatta, ci mettiamo davanti allo specchio ad asciugarci con asciugamani bianchi. Non vediamo i rispettivi organi sessuali, coperti anch’essi da asciugamani, ci asciughiamo solo i capelli. Quando io e amico 2 notiamo una cosa strana e inquietante: Sara e amico 1 sono diventati una cosa sola, sono biologicamente attaccati, e si asciugano i capelli allo stesso tempo, con le stesse mosse, sostituendosi le teste a vicenda, tant’è che ora sono un essere vivente unico. Ci guardiamo tutti allo specchio allo stesso tempo a quel punto, un pizzico sconcertati. È amico 1 a rompere il silenzio «Forse abbiamo esagerato».

Quella Cosa

Appare dal nulla mio cugino, che si siede nel nostro giardino. Io, ora vestito, lo raggiungo, e con lui osservo un mio terzo conoscente e Gesù Cristo in persona condurre una manifestazione di uomini ritardati e down che sembrano voler raggiungere Quella Cosa, una reliquia che si trova in cima ad una statua su di un colle non lontano. Io e Francesco li guardiamo con sguardo critico, e successivamente dico questa frase in inglese: «I’m gonna swear the tits outta them» («Bestemmierò le tette fuori da loro»), al che mio cugino comincia a ridere così tanto che la sua testa (letteralmente) esplode.

7isLS, sogno del 26 ottobre 2012

Vuoi veder pubblicato il tuo sogno? Scrivi qui. E l’immagine è, innaturalmente, di Rudi Giger, cui prima o poi bisognerà dedicare un par di gallerie.

Quello dell’India e di Ruggero

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Piccoli Nemo e Piccoli Ego, siamo fatti della stessa materia dei sogni, e la Luna può ancora esser fatta di formaggio. E di questi sogni, alcuni, uno, eccolo:

Questo sogno era molto bizzarro, lungo e strutturato, ma ricordo solo una scena e pochi particolari. Io e il mio amico Giovanni andiamo in una foresta, al cui centro c’è il confine tra Italia e India. Il confine è delimitato da una capanna circondata da palme e bambù, al cui interno vive un uomo di nome Ruggero che ha l’apparenza di un’ombra e che passa tutto il tempo ad ascoltare i Rammstein. Ricordo solo altri due risvolti: 1. Ruggero viaggia con noi a giro per l’Asia 2. Dopo due o tre anni lo sposo.

7isLS, sogno del 17 dicembre 2012

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Quello di «Yahweh salvami tu»

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Piccoli Nemo e Piccoli Ego, siamo fatti della stessa materia dei sogni, e la Luna può ancora esser fatta di formaggio. E di questi sogni, alcuni, uno, eccolo:

Io sono nel deserto, nudo. Completamente nudo. Non una gran bella vista, in effetti. Il mio pene (molto interessante, huh?) è tutto intero, a differenza che nella realtà. Non dovreste tenerci a saperlo, ma forse è importante per “””capire””” (le molteplici virgolette sono ovviamente volute) cosa succede davvero all’interno di questa storiella. Da dietro una duna, appare una specie di gigantesco genio della lampada, spiritato nelle forme, blu, con un turbante, simile ad Akinator per capirsi, anche se da un’iscrizione in ebraico comprendo che questi è Yahweh in persona. Bizzarro, perché il volto è quello di un mio amico. In mano ha un gigantesco paio di forbici, che porta nelle direzioni del mio organo sessuale. La circoncisione sanguinosissima ma meno dolorosa della reale. Comunque ahia.

7isLS, sogno del 6 marzo 2012

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Quello degli aborti esplosivi

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Piccoli Nemo e Piccoli Ego, siamo fatti della stessa materia dei sogni, e la Luna può ancora esser fatta di formaggio. E di questi sogni, alcuni, uno, eccolo:

In questo sogno io non sono presente come personaggio, e anzi tutto ciò che succede io lo vedo come attraverso una telecamera della sicurezza rovinata, un po’ come Paranormal activity. Vedo una ragazza con cui io, per un certo periodo della mia vita, ho avuto un rapporto molto, molto stretto, anche senza entrare nei particolari… anche se non è proprio fisicamente apparente come è nella realtà… è molto più alta, e quasi muscolosa. Insieme a lei ci sono delle sue amiche (non ispirate alla realtà, visto che non conosco molte sue amiche), anche loro dall’apparenza bizzarra: una è ricoperta di tumori che le deformano l’intera forma, una non ha un braccio ed una gamba e zoppica, infine una è incredibilmente bassa ma ha una fronte talmente alta che occupa metà del suo corpo.
Sono molto felici nonostante le loro deformazioni e bevono birra e tirano cocaina per festeggiare la buona riuscita dei loro corrispettivi aborti, che sono andati benissimo, senza troppi effetti collaterali sulla formazione cellulare, e per discuterne fanno riferimenti in particolare ad una loro conoscente che dopo una simile operazione è finita senza tutti gli arti e con capezzoli a forma fallica.
All’ultimo cincin, i quattro esseri («umani» non è necessario, per la situazione) esplodono. Appare una scritta, Fin, e il nastro si riavvolge. Se può interessare, giusto pochissimi giorni fa ho scoperto che poi in una maniera o nell’altra l’aborto è stato compiuto. Senza molti effetti collaterali. Credo.

7isLS, sogno del 23 ottobre 2012

Quello dell’esercito della musica

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Piccoli Nemo e Piccoli Ego, siamo fatti della stessa materia dei sogni, e la Luna può ancora esser fatta di formaggio. E di questi sogni, alcuni, uno, eccolo:

Siamo in una foresta e io mi sono arruolato nell’esercito russo. Dobbiamo sparare ai nazisti e io penso che son contento di far parte dei russi, che sono un gran popolo fiero e coraggioso. Il vento ulula nel bosco freddo e il suo ululato sembra una chitarra blues; e in effetti noi abbiamo chitarre imbracciate al posto dei fucili o cose del genere, io ho un basso quadrato come quello che aveva Smith dei Tears for fears.
Da dietro gli alberi scorgiamo i nazisti, che sono tutti fatti a quadratini tipo in Wolfenstein e sparano e mi feriscono; mi tira su il mio amico Yuriy e mi porta al riparo di un albero. Un sergente o un ufficiale con la faccia di Lee Marvin o James Coburn mi chiede se Yuriy è un mio parente e mi dice che mi ha salvato la vita. «Ne ho ancora tre o quattro», dico, come se fosse tutto un giochino elettronico. «Maledetti gatti!», dice Lee o Coburn ed esce dall’albero sparando a mitraglia (ha un fucile e non una chitarra).
E’ scesa la sera e con Yuriy ci stiamo fumando un cicchino dietro un albero. «Ma chi comanda i nazisti?», mi chiede. «Rihanna». «Ma come fanno i nazisti a farsi comandare da una nera?». «Son nazisti, son stupidi, non se ne saranno accorti». Segue una discussione sulle puppe di Rihanna che si è fatta fotografare nuda, almeno nella metà superiore. «Bello sforzo, ha la fronte più grande delle puppe», dice Yuriy. In effetti.
A un certo punto gli alberi del bosco dietro cui ci siamo nascosti hanno come una controzummata e ci accorgiamo che il colore rosa-bruno delle ombre sulla neve diventa il colore di tutta la neve e la controzummata continua e gl alberi in realtà sono i peli del pube di Rihanna, adesso diventata più piccola (prima era gigantesca davvero), grande solo una decina di metri e sdraiata su un fianco, invitante; non siamo più dietro i suoi peli del pube. La guardiamo distesa, con la bocca socchiusa e sensuale, i denti color neve, come se volesse mangiarci e le cosce lunghissime e la pelle di noce. «E’ bellissima», diciamo insieme.

Sogno del 25 gennaio 2013

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Quello di Velázquez & Co.

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Piccoli Nemo e Piccoli Ego, siamo fatti della stessa materia dei sogni, e la Luna può ancora esser fatta di formaggio. E di questi sogni, alcuni, uno, eccolo:

Da quando in qua Firenze è così piena di grattacieli? Perché è così che si chiama la città, ne sono sicuro, ma da come è strutturata la zona in cui mi trovo mi sembra più una New York distopica nel futuro di Blade runner, con scarichi e gas da tutte le parti, tromboni, rumori bizzarri. Io e mia nonna invitati da Diego Velázquez e sua moglie Juana in persona, al loro appartamento, in cima ad un grattacielo, per cena. Sono fantasmi, si fanno chiamare così.

Il sonno della ragione genera fantasmi

La loro casa è piena di scatoloni. Lui è nobilissimo nella postura, lei è vestita di stracci, mia nonna è più energica del solito. Per cenare ci sediamo ad un tavolo di ferro, attaccato con una forza incredibile ad un terrazzo che rotea in continuazione. «Non preoccupatevi per la gravità, se vi sedete attorno al tavolo mentre non rotea non cadrete durante la roteazione», dicono, e così succede, sebbene la paura di un disastro incomba. Parliamo d’arte, cinema. Diego dice che il suo film preferito è Il sorpasso. Io dico che il mio è Quasi amici, anche se non è vero. Cioè, Quasi amici mi è piaciuto, ma… film preferito? Seriamente?
È a quel punto che do uno sguardo all’interno dell’appartamento e vedo Lisa Simpson che mangia un toast. È un’immagine vivida, sono sicuro che parlava e faceva qualcos’altro nel sogno, ma non è per niente facile ricordare tutti i particolari. Barbara D’Urso, con una crew di un reality show intitolato Vivere con un fantasma, entra all’improvviso, scomodando tutta la cena ed invitando Diego a parlare al microfono, anche se lui non vuole farsi riprendere dalle telecamere, forse perché è timido, forse perché non approva il programma in generale, forse (non lo compatisco) perché gli sta sul pennello Barbara D’Urso.

Imbarazzi e sorpassi

In effetti, per evitare lei e la sua imbarazzante crew, scappiamo ad un festival del cinema, sempre tenuto a Firenze, la cui struttura è a dir poco surreale: persone che non hanno mai avuto esperienza nel mondo del cinema devono portare a questo festival film non propri, anche relativamente famosi, in bobina, trasportati su di una carriola (importantissima!), attraverso un’entrata gigantesca che si trova sotto lo schermo sotto il quale vengono proiettati. Matteo Renzi porta Il sorpasso e Diego gli spara in fronte per avergli rubato l’idea. Good job Diego, sarebbe dovuto essere fatto anni fa. Io porto Quasi amici, ma mi dimentico sia la carriola che la bobina, anche se entro lo stesso dall’entrata gigantesca in sala, e sedendomi in una delle prime file realizzo sin da subito che quasi tutti mi stanno guardando come se fossi un alieno, come se non appartenessi a quella stanza. Che situazione assurda. Fatto sta che Quasi amici inizia, anche se non è proprio fatto come il film è davvero… le inquadrature sembrano essere due soltanto, nella prima c’è il poster, con i due protagonisti sorridenti, nella seconda c’è Omar Sy (protagonista del film) che sorride in maniera inquietante e, senza muovere le labbra, dice «Nicola, io ti vedo». Mentre lo dice, entra nella sala Christoph Waltz, vestito com’è in Bastardi senza gloria. Dopo circa cinque minuti di Omar Sy sorridente, Christoph gli spara sul volto. Tutti scappano, lui mi tende la mano, mi mostra l’uscita di sicurezza e corre con me.

7isLS, sogno del 16 luglio 2012

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Quello delle balene in piazza San Francesco

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Piccoli Nemo e Piccoli Ego, siamo fatti della stessa materia dei sogni, e la Luna può ancora esser fatta di formaggio. E di questi sogni, alcuni, uno, eccolo:

Il cielo è blu, blu molto scuro. Sera tarda, o forse nottata. Sabato sera. Molte luci, colorate, movimentate nel cielo, vive. Ecco, lì ci sono io, in piazza San Francesco, Pisa, con sotto le mani un panino di carne kebab, mangiandolo come se fosse la cosa più normale del mondo, e forse lo è, è pur sempre sabato sera. Non sono da solo: insieme a me ci sono un mio buon amico di qualche anno più grande di me e una mia ex-cotta liceale. Non penso che i due si conoscano, in realtà, forse solo di vista. Anche loro stanno mangiando kebab. Una simpatica serata tra amici. Lui si alza, lei pure. Nel centro di piazza San Francesco, si stendono per terra. Io li guardo, continuando a mangiare. Hanno già finito di mangiare i kebab. Ed è così che inizia: lui inizia a stuprarla, anche se lei sin da subito sembra consenziente. Io continuo ad osservare la scena. Non rido, non piango, non chiedo aiuto. Sono impossibile, e continuo a mangiare. Durante il culmine dell’amplesso, sia lui che lei all’improvviso si trasformano in balene. Nient’altro che balene. Non balene eccessivamente grandi, non occupano nemmeno metà della piazza, cuccioli di balena, quasi, più o meno. Lo stupro (ormai solo amplesso) continua. Io continuo a rimanere impassibile, mentre piano piano realizzo che tutto ciò non ha alcun senso. Beh, chiaro. Come può qualcosa avere senso da un tale punto di vista? Fatto sta che non vedo più le balene allo stesso modo da allora.

7isLS, sogno del 7 giugno 2011

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