Borda!Fest 2016 – l’altra fiera del fumetto di Lucca

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Durante i giorni del Lucca comics and games (mi raccomando il nome in inglese, per il numeroso pubblico straniero, tipo di Barga o Capannori, o Gioia Tauro o Cologno Monzese), meno uno, a Lucca c’è un’altra fiera del fumetto, messa su con amore e passione enorme da un gruppo di matti.
Si tratta del Borda!Fest, l’altra fiera del fumetto di Lucca, ad accesso gratuito, con spazi gratuiti per gli espositori. Tutt’un’altra logica rispetto al fratellone, eh?
Quest’anno si terrà al Baluardo S. Martino, in via Buiamonti, praticamente alla fine di via Fillungo, subito dietro porta S. Maria. Chi ha familiarità con la geografia lucchese capirà subito che rispetto al Lucca C&G si trova dall’altra parte della Luna. E difatti prima era collocato proprio nei pressi del Lucca C&G: ma un paio di settimane prima dell’inizio del LC&G, magia: il luogo (sempre dentro un bastione, eh) è stato spostato da un’altra parte, una parte in cui il pubblico più o meno deve voler venire ed è molto più difficile che ci capiti.
A me è venuta in mente un’analisi di Chomsky sull’odio Usa per il Nicaragua e conseguenti affari loschi: perché gli Usa facevano così contro uno staterello minuscolo? Perché non potevano lasciare un modello statale non capitalistico e funzionante a due passi da casa.
Insomma, se potete: andate, venite!

Usa / Nsa

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Non so se avete presente la sigla iniziale della Pixar. Sì, dai.
Non so se avete presente la Nsa, l’Agenzia per la sicurezza nazionale degli Usa che, in nome della poc’anzi menzionata sn, calpesta i diritti di chiunque (di chiunque non sia al governo, neh) ritenga un pericolo per la madrepatria.
Ecco.

(Via Brondybux).

Pds – Ds – Pd: unite i puntini, che cosa sparirà?

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Prima c’era il Pci e c’era la Dc, tre lettere contro due lettere (che il Partito comunista fosse italiano era bene specificarlo).
Poi, giù il Muro a Berlino e su Tangentopoli. Si cambia.
Dopo il Pci, Partito comunista italiano, venne il Pds, Partito democratico della sinistra; poi vennero i Ds, Democratici di sinistra; poi venne il Pd, Partito democratico.
Già la fase intermedia era una prova (due lettere, tipo Dc), ma il confronto tra la prima e la terza fase a me fa impressione enorme.
C’è una parola che è sparita, e non è «della». Sotto gli occhi di tutti, da anni.
E’ tutto lì.

I prossimi 4 Stati Usa a legalizzare la mariuana saranno…

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Un’infografica (via Zé-Violet) sui prossimi probabili 4 Stati Usa a legalizzare la mariuana come ricreativa, dopo l’apripista Colorado e poi Washington. E’ in inglese, ma credo tutti capiscano il gettito fiscale stimato per ogni Stato, sulla colonna di destra. Le percentuali sulla colonna sinistra indicano i votanti che si sono espressi a favore, il resto altre info tipo se è già legale possederla a casa, se è stata legalizzata per usi medici e così via.
E in Italia, che aspettiamo a capire che 1) il proibizionismo (fa suonare un qualche campanello? Al Capone… No?) non funziona e 2) i soldi che farebbe l’Italia a essere il primo in Europa.
Come al solito, il problema non sono solo i cervelli che fuggono, ma quelli che rimangono. E governano, o governicchiano.
Che rottami.

Infografica: la riforma della scuola nel 2014 (finora)

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(Nell’immagine, un particolare dell’Annunciazione di Lorenzo Lotto, in cui pare che la Madonna stia raccontando un aneddoto di pesca -«Oh, era grosso così! Giurin giurello»; nell’altra immagine, una simpatica lavagnetta trovata su Spaam).
A me, sto governo Renzi pare sempre che urli «E’ pronto», noi si molla tutto e ci si siede e ci sono i piatti vuoti e un vocalista che ciancia, e se poi arrivano, i piatti, il vocalista ha cucinato solo roba indigeribile da uno struzzo (che pur, di spirto, roba durissima cosse) anziché gli annunciati manicaretti.
Meglio l’annuncio o la sua reificazione transustanziata? In genere, quando si arriva a sti punti o il ristorante cambia cuoco o prima o poi i clienti se ne vanno. Dai!

Paul Coleman / Il sipario del coccodrillo

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Sul sito del National geographic, questa foto di Paul Coleman scattata nel parco del Serengeti era messa distesa in orizzontale, con la scritta: «Un sorriso per la foto». Ma il primo posto dove l’ho vista, e che purtroppo non riesco a ritrovare, la presentava in verticale, e a me ha fatto venire in mente un sipario, o una cerniera lampo, e poi il Caimano-cocuzza di Fi (e non mi sto riferendo alla città di cui è sindaco uno che non sta in Fi solo perché non comanderebbe, o icché ddi’), e ho pensato: speriamo che si chiuda questa lampo, questa cerniera, perché ci sono bestiacce che se ridono è perché stanno per mangiar qualcosa e se piangono è perché stanno digerendo.
Da rottamare a ruttinare. Nghé!

Friends Frenz Firenz Renz

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L’immagine soprastante viene dal sito del Male, ma il bravissimo Mauro Biani a mio avviso ha invertito le parti, conoscendo la storia di Wilde: è Renzi che andava messo nel quadro a imbruttire, e la cocuzza di Fi fuori a ringiovanire e a rifilare al piddino le sue brutture (già partiva un po’ brasato, a modesto parer mio).
Per quel che ho letto (magari però la cronaca già mi ha sorpassato), la legge elettorale scaturita dal convivio dei due (una prova di forza di Renzi: l’ha fatto venire nella sede del Pd. Son soddisfazioni, eh) prevede un premio di maggioranza per chi raccatta il 35% dei voti (cioè per chi non ha preso il 65% dei voti: o cos’è l’Italia, una società per azioni dove decide una maggioranza relativa? Oooops! E maledetta dittatura del relativismo, talvolta), sbarramento all’8% (cioè eliminazione delle minoranze: ad esempio, sparisce Sel, forse Lega Nord, e resta Scelta civica. Monti di casini per le differenze, tutto appiattito), liste decise dai partiti; e Renzi ha detto che non è discutibile, o così o ciccia. Poi ha precisato che le liste bloccate le ha volute la cocuzza di Fi. Una grande prova di forza! Son soddisfazioni.
E questa sarebbe una legge elettorale democratica? E’ legge d’italietta, che rubacchia da vari sistemi come nelle barzellette (ci sono un sistema spagnolo, uno francese e un italiano che vanno alle elezioni…), e tutto in nome della stabilità, haha, cioè della lesta obbedienza al dettato delle borse, olaborsolavità, flessibilità, coccocò e parappaprò.
Però, oh! Finalmente qualcuno che decide! Basta con questa palude in cui tocca discutere, evviva. La democrazia è faticosa, troppo. Due pensieri uguali che si danno il cambio, ma con qualche differenza cosmetica così pare diverso. Pensa bello nelle aziende e nelle dittature, dove uno decide per tutti.
Spezzeremo i reni all’Italia, a furia di pigliallo nel baugigi.

Volevo chiuedere qui, ma ho appena trovato sta cosa:

È ancora democrazia? Non potremmo almeno smettere di chiamarla così? Il latte caldo della macchinetta in ufficio, non so se l’hai mai notato, non si chiama proprio latte, bensì “bevanda al gusto latte”. Può darsi che le elezioni col sistema Berlusconi-Renzi siano le uniche possibili, ormai, ma possiamo almeno chiamarle “sondaggio al gusto di democrazia”?

L’articolo da cui è tratta la citazione (Sondaggio al gusto di democrazia, di Leonardo) merita di essere letto tutto.

Chiedo Fonzi e mi danno Renzi

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Non mi ricordo dove ho preso l’immagine sopra (comunque da uno dei siti che finiscono con .tumblr.com elencati sotto Altrove, a sinistra nel sito), comunque non sono d’accordo con quel che dice: nella sua trasformazione da partito di centro-sinistra in partito di centro, con una identità a sinistra sempre più volatile, il Pd queste primarie le ha perse. E’ un partito di centro, ha eletto un uomo di centro. Saluti alla sinistra.
La battuta del titolo l’avevo fatta da me, poi l’ho riletta variamente su siti e forum: cita una canzone di Elio e le Storie tese, Tapparella, che versificava: «chiedo Fonzi e mi danno Avanzi / Cristo perchééé?» (Fonzi, la specie di patatina; Avanzi, amico di uno del gruppo; ma ovviamente i riferimenti sono a Fonzi / Fonzarelli e agli avanzi di cibo).

Pd (orco io)

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Premesso che il Pd (orco io) non lo voto manco se rinasco morto e mi fanno rana di Galvani con un arpione radiocomandante piantato nel baugigi; premesso ció, vado a votare alle primarie del Pd per due ragioni: Renzi e Cuperlo.
Per non farli vincere, cioè.
Renzi perché è Renzi (nel volantino distribuito sorvola elegantemente sul tema «sanità», date le sue posizioni liberiste in materia; e se sei liberista in materia di sanità per me sei cacca. Giusto per dirne una, veh).
Cuperlo perché è la continuazione di D’Alema con altri mezzi, e se si pensa ai danni che ha fatto l’intero (cfr. resuscitazione della cocuzza del Pdl, e basti per il resto), direi che di questi mezzi non abbiamo bisogno per raggiungere alcun fine.
Sicché vado a votare Civati, anche perché è stato l’unico non invitato dal grande Fazio, cioè Fazione, a «Che simpa che fa», mancato invito cui ha risposto spiritosamente (si è montato un palco con televisorone e trasmetteva le domande di Fazio fatte a Renzi e Cuperlo e poi rispondeva fingendo un «Grazie Fazio, di questa domanda….»), e lo spirito lo apprezzo sempre.
Poi, è l’unico che dica cose davvero di sinistra.
Il che ovviamente lo rende estraneo al Pd.
Sicché vado a votare Civati e poi il Pd non lo voto comunque.
Così, per dare un segnale.*

*Mavaffandomo** (poi chi votare non so, non prendendo in considerazione destra o centro-destra mancallanimamannaggiachitemmuert, escludendo Grillo e la sua armata branzalimone, mandando a spigare Vendola Ilva compresa. Una tragedia. Ma un partito di sinistra no, eh?)
** Domo = culo. Poi tanto vince Renzi, il rottamatore che ha votato Napolitano e schiera Fassino, lo so. E allora? Almeno, se saremo in tanti a votar Civati, lo sa meglio (perché già lo sa) che non tutti lo amano, a sinistra. Magari farà più cose di sinistra lui, dovendo guadagnarsi la fiducia degli elettori di sinistra, di tanti ex Pci occupati a baciar pile e a «prendere il voto moderato» (che tanto non prendono). E questo, anche questo, ci dice come siamo messi.

(Immagine via Buio sulle labbra).