Garofalo (forse) batte Barilla (comunque)

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Alla dichiarazione di Guido Barilla, presidente della multinazionale omonima, che dice no alle famiglie gaie nelle pubblicità perché per la sua azienda la famiglia tradizionale è sacra, scatta l’ironia in rete (finché è ironia va bene, ma niente isterismi. Via, ma la famiglia del Mulino bianco esiste? E per favore. Barilla ritiene che funzioni la pubblicità che rimanda a cinquant’anni fa, e quella manda in onda. Fine. Avete mai visto una famiglia non tradizionale accanto agli spaghetti? Son pochi persino i biondi. Dai. Poi, oh: beghinaggio e bigottume fan ribrezzo, va da sé). Qui una silloge; ma la risposta più divertente è contenuta in questa (finta?) pubblicità della Garofalo, che dice dove sia il vero nocciolo della questione.
Guido Barilla si è affrettato a ritrattare. Astuto come un Tiziano Ferro che dice che le donne messicane non gli piacciono perché baffute. Son cose, eh.

garofalo

Uomo sposa capra

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Secondo quanto riporta l’Evening standard il 6 settembre, il settantaquattrenne brasiliano Aparecido Castaldo ha deciso di mettere fine alla sua ritrovata singolarità di vedovo, convolando a nozze con Carmelita, la sua capra di compagnia. Il matrimonio dovrebbe tenersi il 13 ottobre a mezzanotte, in chiesa, ma non in una di quella retta da papa Cecco né in un’altra diversamente cristiana: l’unico sacerdote che si è detto disposto a celebrare il matrimonio è stato il pastore (ehm) della chiesa del diavolo (si sa, i capri…) della città carioca di Jundiai.
Il matrimonio giunge a coronare un amore che ormai dura da due anni, e non è frutto di un colpo di testa: Castaldo è già stato sposato quattro volte, e a chi gli rimprovera di compiere uno sbaglio replica: «La capra non chiede soldi per andar per negozi e non rimane incinta [Castldo ha già otto figli. Dice anche di non voler consumare il matrimonio: ma allora, ‘sta frase?] – e non può parlare».
La sposa si è mangiata il primo abito da nozze, ma per fortuna ne è stato trovato un altro; e, dovesse mangiarsi pure questo, è naturalmente biancovestita. Viva gli sposi!

 

GLI SPOSI

uomosposacapra

 

Rocco contro l’abbandono estivo degli animali

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Le conseguenze sui gaiosi e sulle donne amanti di certe pratiche potrebbero essere disastrose, sia per i cuccioli sia per Rocco, ma il senso dell’iniziativa è chiaro e condivisibile (credo che chi abbandona un animale per farsi meglio le vacanze debba schiantare male e presto. Lo dico così, eh). Bravo Rocco.

NON ABBANDONATE GLI ANIMALI, ALTRIMENTI

Lei sa chi sono io

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Tutti in cuor loro hanno sempre la risposta alla frase -espressa o sottintesa- «Lei non sa chi sono io», e il sostantivo è sempre lo stesso. Una … (dai che lo sapete, dai!) che si approfitta del suo potere per fare il prepotente. Anche con chi fa solo il proprio dovere (al contrario di tanti altri).
Il tizio nella foto è Mario Ferrara, un uomo che (cito da Wikipedia), «da sempre vicino a Gianfranco Miccichè», alle elezioni politiche del 2013 «viene rieletto al Senato in Sicilia, nella lista del Popolo della Libertà, in quota Grande Sud. Lascia il Gruppo Misto il 20 marzo 2013, per diventare presidente del nuovo gruppo Grandi Autonomie e Libertà». La grande autonomia e libertà che chiede, pare, sia quella di dare il cattivo esempio.
Fermato a un normalissimo posto di blocco (cito da Repubblica), reagisce malissimo

dopo la contestazione della mancata esposizione del tagliando assicurativo e l’accertamento della mancata revisione dell’auto, scaduta nell’aprile del 2012. «Le dobbiamo contestare due contravvenzioni al codice della strada», hanno detto i due agenti. «Sono un senatore della Repubblica e esigo il saluto militare», avrebbe detto per tutta risposta Mario Ferrara ai due poliziotti. In via Emerico Amari sarebbe arrivato anche un funzionario della questura che avrebbe chiesto ai due poliziotti, per cercare di arrivare a un accordo, di fare il saluto militare. Eppure c’è un decreto del Presidente della Repubblica del 28 ottobre 1985 che non prevede il saluto militare a un senatore, ma ai sottosegretari di Stato per l’Interno, al capo della polizia-direttore generale della pubblica sicurezza, e verso le altre autorità dello Stato. Ovviamente il saluto militare, riporta il decreto, «è previsto anche per gli altri superiori gerarchici o funzionali, se in divisa o se conosciuti».Ma il senatore non si sarebbe fermato a quella richiesta, infatti avrebbe anche minacciato di chiamare il prefetto per metterlo a conoscenza di quanto stava accadendo. E mentre gli agenti scrivevano il politico avrebbe iniziato a chiamare dal suo cellulare. I due agenti, nonostante tutto, hanno continuato a redigere il verbale ed è allora che il parlamentare, rieletto alle politiche del 2013 al Senato, “ha cominciato a fotografare con il suo iPhone gli operatori di polizia senza nessuna spiegazione logica», come scrivono nella relazione i due agenti. Alla fine i poliziotti hanno consegnato a Ferrara un verbale di circa 200 euro e sono andati via. La zona in cui è accaduto tutto è sottoposta a videosorveglianza.

Di parlamentari così abbiamo un enorme bisogno: da un’altra parte, però. Che ne so? A cogliere cetrioli di mare con la muta da sub.
Ringraziando l’imperdibile Francesco R. per la segnalazione, chiudo con un video che dimostra una volta di più, casomai ve ne fosse bisogno, che nella filmografia di Bud Spencer e Terence Hill (se in coppia) fino agli anni 1980 inclusi è contenuta la risposta a qualsiasi domanda sulla vita e tutto il resto. Qualsiasi.

I DUE SUPERPIEDI QUASI PIATTI

I grandi sondaggi di Libero: qual è il tuo stato d’animo dopo la condanna a 7 anni al capo del Pdl?

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Un altro fantastico risultato del direttore del quotidiano «Libero» («Libero non è un giornale e il Giornale non è libero», spiegò la differenza non so più chi), uno dei due robi di notizie più vicini alla cocuzza del Pdl, diretto da Belpietro; sondaggio pubblicato il 24 giugno. Bra!vo!

BB settete!

interdizione

I giudici di Milano hanno condannato a 7 anni di carcere la cocuzza del Pdl: per concussione per costrizione e per prostituzione minorile. L’accusa aveva chiesto 6 anni, i giudici hanno rilanciato di uno. Vedo. Ci sto.
Inoltre è stata disposta l’interdizione perpetua del padrone del Pdl dai pubblici uffici.
Sotto, un simpatico promemoria sui processi a carico del capoccia del Pdl (da Internazionale) e un riassunto grafico della sentenza (via Marsigatto).
Dedicata a Panduz.

 

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La V di Bologna

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L’affluenza non è stata da urlo, e questo tanto dice dello smarrimento dei cittadini; e del resto, quando la sinistra assume posizioni di centro-destra, i cittadini come si devono sentire? E’ difficile rendersi conto di come il proprio partito non esista più. E’ successo col Psi di Craxi: in quanti l’hanno votato quando già faceva schifo? Quanti galantuomini non sono riusciti ad abbandonarlo?
Comunque, il terzo di popolazione bolognese che è andato a votare ha votato bene: i cittadini contrari ai soldi pubblici alle scuole private sono stati il 60% circa. Riporto di pacca l’articolo Ha vinto Bologna ha vinto la scuola pubblica dal sito Articolo 33:

La scuola pubblica ha vinto il referendum nonostante una larga alleanza di forze politiche ed economiche abbia sostenuto l’opzione B con tutto il proprio peso. I cittadini, invece, hanno colto lo spirito democratico e propositivo di questo appuntamento e hanno difeso la scuola pubblica con il proprio impegno e la propria partecipazione, per rilanciarla come una priorità della politica. Un risultato del quale l’Amministrazione dovrà tenere conto, a partire dal Consiglio comunale che entro tre mesi ha l’obbligo di deliberare in merito.
Oggi le ragioni della scuola pubblica escono rafforzate dal referendum di Bologna: i diritti contano, i cittadini contano. Questo risultato è nell’interesse di tutti e del modello di convivenza e di civiltà che la nostra città ha sempre avuto. Bologna non ci sta a lasciare fuori qualcuno dalla scuola pubblica e si riprende il suo ruolo di avanguardia, lanciando un messaggio al Paese: la scuola di tutti, laica e gratuita, è un bene comune e deve rimanere un diritto come sancito dalla nostra Costituzione.

Attendiamo ora fiduciosi che i partiti se ne freghino come sempre (tanto ormai tra partiti e cittadini è guerra: e questo è il massimo problema, la radice di quasi ogni male).

Il prestigio internazionale della cocuzza del Pdl: e alla fine arriva m.

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Dalla serie tv How i met your mother, cioè Come ho incontrato vostra madre  e da noi tradotta con Alla fine arriva mamma o qualcosa del genere. Al di là delle chiacchiere diffuse dal proprietario di Mediaset e dei suoi, così viene visto all’estero la cocuzza del Pdl in una delle più popolari serie tv Usa, quella che ha in pratica preso il posto di Friends.  Una serie trasmessa da noi dalle reti televisive di cui è proprietario: che fine farà questa battuta?

 

 

Aggiornamento del 9 maggio: poiché è la quarta volta che ristabilisco il collegamento con il video esatto, di continuo rimosso in base a chissà (chissà) quali segnalazioni e proteste, metto anche una serie di scatti dalla puntata, con tanto di sottotitoli. Nella parte rimasta celata, Ted, uno dei protagonisti (inquadrato nella prima immagine), dice a Marshall e Lily, in partenza per l’Italia, che devono portar seco una vecchia poltrona.

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(E’ Marshall che parla)

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E perché?

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