Titolo di Repubblica, il quotidiano rischia la serietà

repubblicabortiva

A leggere un titolo così uno cosa pensa? Che la pillola abortiva, quella approvata per legge, comporti rischi gravissimi. Lo leggi su «Repubblica»! Oh, un giornale serio. See.
Sbagliatissimo! I farmaci «abortivi» (che poi in realtà abortivi non sono, sia mai: siamo un paese liberamente catechizzato) approvati dalla legge non c’entrano nulla. Si tratta di un farmaco per curare l’ulcera, usato impropriamente per i suoi effetti collaterali. Perché allora non dirlo nel titolo?
Ecco il testo dell’articolo del 4 marzo, un po’ sforbiciato:

Per poco non ci lascia la vita. Una sedicenne che ha abortito, ingerendo Cytotec, la pillola abortiva molto diffusa tra le giovanissime e si compra in farmacia. Ha rischiato di morire e solo il ricorso urgente alle cure ospedaliere le ha permesso di salvarsi. […] Il farmaco […] è nato come curativo dell’ulcera gastrica, ma come controindicazioni provoca forti contrazioni dell’utero, quindi l’espulsione del feto quasi sicura entro le prime 9 settimane di gravidanza e con ottime possibilità di riuscita anche nel secondo trimestre. Tredici euro e ottanta per un aborto a casa. Tanto che i giovanissimi, e soprattutto gli stranieri sudamericani, la chiamano «pillola abortiva» e pare che si possa comprare in farmacia persino senza la prescrizione medica.

Puntualizzano, gli estensori dell’articolo: sono i giovanissimi a chiamarla impropriamente così, specie se stranieri sudamericani. Se ne deduce che «Repubblica» utilizzi i minorenni, forse sudamericani, come titolisti e/o articolisti. Vergogna!
Oppure mica sono tanto seri. Perché in rete rimbalzeranno le prime righe, il titolone, e in tanti saranno a sparare contro i farmaci «abortivi» approvati dalla legge, dicendo: «Vedi?!». Vedi che «Repubblica» qui non ha fatto il suo lavoro, ecco cosa vedi.

(Notizia letta su Nipresa).

Palloni sgonfiati

Deflated "Yes" campaign balloons lie on the grass in George Square after Scotland voted against becoming an independent country, in Glasgow

Curiositas mundi è uno che purtroppo scrive raramente (peccato, scrive benissimo) e per lo più, invece, ripubblica (o riblogga che dir si voglia) sulla piattaforma Tumblr. Spesso però le cose sono in una sequenza non casuale, o almeno sembra – ed è un modo per scrivere anche questo. scozia molto dopoPer esempio, dal suo sito: l’immagine soprastante mostra due palloncini sgonfiati, in piazza George, a Glasgow, dopo il voto scozzese sull’indipendenza della nazione dal Regno Unito (ha vinto il «No»), il 19 settembre 2014 (con cattiva pace di Sean Connery e altri sostenitori dell’indipendenza scozzese).
Non ho un’opinione precisa sulla questione, so solo che la Scozia, al contrario della Padania, come ho letto da qualche parte, esiste (c’è anche una squadra di calcio che partecipa ai mondiali; hanno pure sterline diverse dall’Inghilterra. E il Galles? Boh).
Comunque, sul sito di Curiositas sotto alla prima si trovava l’immagine qui a fianco, e sotto ancora John Cleese.
Direi che come commento ci siamo.
scoziadavvero

Off Topic Lab / ExpoPolis

expopolis

Che ne pensate della milanese Expo 2015? Off Topic Lab ha un’idea precisa.

expo 2015

Per questo ha realizzato un libro e un gioco. Lasciamo a loro la parola:

«Mentre dal palco delle autorità si celebra il luccicante brand di Expo 2015, gli specchi della città vetrina sono già in frantumi e Milano implode su se stessa».

book_expopolis

ExpoPolis è il libro collettivo di Off Topic e Roberto Maggioni. Uscito in libreria lo scorso giugno (cerca qui la prossima presentazione), è l’unica pubblicazione non convenzionale sulla Milano che cambia con Expo 2015. Potete trovarlo in libreria (E 13), al Piano Terra (E 10) e, se proprio non riuscite a farne a meno, potete scaricarlo gratuitamente in pdf cliccando sulla copertina!

Libro… e gioco

Prima che un libro ExpoPolis è un gioco nato «per gioco». Si chiacchierava una sera, sarà stato un mesetto fa, di come “svecchiare” le presentazioni del Dossier ExitExpo2015 restituendo una maggiore fruibilità a quei contenuti che tra iniziative in giro, articoli, e opuscoli abbiamo accumulato in questi mesi di ricerca. Abbiamo pensato così di ribaltare le priorità: «capiamo come far divertire e poi proviamo a collocarci in maniera ludica i contenuti senza però annacquarli».
Abbiamo così partorito l’idea di aggiornare il format del Monopoli, un gioco la cui vicenda è intrisa di storia sociale… al tempo ed allo spazio della nostra città, Milano. Ne è venuto fuori un kit di materiali utili a fare un «upgrade» del Monopoli di casa (nuove carte, tabellone e imprevisti/probabilità) scaricabile, as usual, aggratis. Nel kit abbiamo poi inserito l’aggiornamento del regolamento ufficiale per chi, come noi a dire il vero, non ricordasse granchè del gioco che ha accompagnato tanti pomeriggi in famiglia… alcuni anni fa.
Abbiamo cominciato a presentare la creatura in giro per spazi sociali e facoltà universitarie scoprendo a nostra volta che l’occasione del gioco si rivela un ottimo chiavistello per aprire il rapporto ingessato tra relatori e «pubblico» dei momenti di confronto e autoformazione, dischiudendo un’intelligenza collettiva che non avevamo calcolato in fase di progettazione. Implementando le carte con alcune sintetiche descrizioni di aree, quartieri, progetti di trasformazione urbanisticia, abbiamo assistito ad un accavallarsi di idee, punti di vista, racconti e storie di vita vissuta utili a ricomporre il framentato puzzle dell’esperienza urbana.
Tutto questo e molto altro è ExpoPolis, per l’appunto «solo un gioco»… che potete scaricare gratuitamente cliccando sul tabellone.

Complimenti a Off Topic Lab, vergogna per gli altri? Tutte giuste, le accuse? Probabilmente sì, penso; forse qualcuna no, però. Ognuno, di fronte a cose simili, ha il dovere di informarsi e farsi un’idea propria, e decidere a chi dare ragione, se alle affermazioni ufficiali o a quelle alternative, alle notizie che riempiono i giornali o alle smentite relative.
Per esempio, la mia personale idea è: complimenti a Off Topic Lab, vergogna per gli altri (parrebbe, come hanno inteso anche quelli di OTL, Tangentexpopoli).
E la vostra?

Mariuana libera in Colorado e crimine: i dati dell’Fbi

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In soldoni: in Colorado la mariuana è liberamente vendibile da un po’, il tempo è passato, i crimini sono diminuiti, come si vede in questa tabella fotografata oggidì (ma relativa ai primi due semestri quasi settemestri di 2013 e 2014: si chiude a luglio) dalla rete, direttamente dal sito dell’Fbi.
Crimini. Diminuiti.
A parte due – aggravated assault, l’aggressione armata, e arson, l’incendio doloso, tutti.
A parte due, tutti.
Mariuana libera e crimini diminuiti.
E’ presto per stabilire una relazione di causa effetto? Era lo stesso tipo di idiozia del proibizionismo riguardo agli alcolici, con lo stesso effetto remunerativo per tanti criminali? Mumble mumble / ponza ponza.
In realtà penso di sì, che sia presto per tirare le conclusioni (sui dati, non sulla sostanza della questione, che è pari pari al proibizionismo, e vedi un po’ come sono andate le cose), e troppe le variabili; ma intanto, piglia e porta a casa (perché comunque penso che la tendenza sarà questa).
Yo, Giovanaradi. Yo, Fini.

Ché Dio la manda

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Sotto, via Sabrina on my mind, alcune immagini di Serbia e Bosnia colpite dal peggior diluvio di cui abbiano memoria (così ha sostenuto qualcuno).
In proposito, Fatal quiete riporta: «Il papa: “Affido a Dio le vittime delle alluvioni”», e chiosa: «Ma non bastava che non facesse piovere cosi tanto ???».
E bastava sì. Non mi ricordo chi ha detto: non so se Dio c’è, ma se non c’è ci fa una figura migliore.

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Mango rosa / Mario Cucinella e Gaza

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Esistono eroi di cui i nostri media non parlano.
L’architetto italiano Mario Cucinella ha posato oggi la prima pietra della scuola di Gaza. Nell’abominevole campo di concentramento a cielo aperto dove la guerra toglie anche acqua e luce Cucinella non ha avuto alternativa: creare un luogo completamente autosostenibile. Il primo esempio al mondo.
La scuola è fresca d’estate senza aria condizionata, e con l’acqua piovana e i pannelli solari riscalderà gli studenti durante l’inverno. Insomma, un fiore di Loto che può crescere solo dalla melma di questa guerra ingiusta.