Ottobre / October

ottobre

(Traduzione di October degli U2 curata da Andrea “Valerio” Del Cantone – cliccare sul titolo per il testo originale, o d’in su la linguetta Parole foreste)

Una metafora naturale per indicare come anche nei momenti in cui tutto sembra sonno e inerzia, permane la possibilità di andare avanti, sapendo che nell’eterno ciclo della vita torneranno tempi ricchi ma anche che l’opra sotterranea dei tempi bui è importante quanto quella manifesta e palese.
Ma anche un saluto per la rubrica, che va in vacanza sino al mese che dona il titolo a codesto piccolo ma pregnante carme. Imago: un collagio di Djuno Tomsni).

Parole

OTTOBRE.

Ottobre giunge et a l’arboli tutti
lor foglie siccome ombre d’occaso [1]
giuso van, e notte poscia l’inghiotte:
sì ch’ei restano di colori spogli.

Ottobre giunge, nichillan [2] li frutti
d’onne [3] mia mena [4]: essi son in discaso [5]
siccome li regni sorgenti in frotte,
cadenti. Ma tu non resti [6] et pur cogli [7].

***********

[1] Tramonto. [2] Sono niente. [3] Ogni. [4] Preoccupazione. [5] Disgrazia. [6] Non ti fermi. [7] Il tu universale cui si rivolge il poeta, grazie alla sua volontà, coglie frutti anche ove non ci sono, dagli spogli tronchi degli alberi ottobrini.

Musica

Parole foreste

OCTOBER.

October and the trees are stripped bare
Of all they wear.
What do I care?

October and kingdoms rise
And kingdoms fall
But you go on
And on.

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Meglior via / Better way

megliorvia

(Traduzione di Better way di Ben Harper curata da Mastro Giulio – cliccare sul titolo per il testo originale, o d’in su la linguetta Parole foreste)

Nel carme vergato da Messer Beniamino Dell’Arpa si invita l’uditore a prendere coraggio e a non abbandonare la speranza: le immagini che usa per descriver se stesso infatti riguardano tutti, ché tutti abbiamo in noi le potenzialità per vincere la dura battaglia per il cambiamento.

Parole

MEGLIOR VIA.

I’ son vivente occaso[1]
folgore ho dentro l’ossa
me spigne al limin raso[2],
volontà ho forte e grossa.

Gli stolti saran stolti
e i savi savi, ma
l’oculi miei saran
in quei[3] d’orbe rivolti.

Che vale un uom che mai
pugna e sta fiero in pie’?
Od i cinici lai[4]
cui altro pian non è[5]?

Realità è affilata,
me taglia qual pugnale:
ognuno che m’è accanto
è in pugna sua vitale[6].

Da tue man leva ‘l volto,
or detergi i toui rai[7]:
diritto a sognar hai,
che giammai ti sia tolto!

Ché tengo fede in core
in una via meliore.

*******

[1] Tramonto. [2] Al limite, al confine estremo. [3] Sempre gli occhi: «i miei occhi guarderanno in quelli del mondo». [4] Lamenti. [5] Alla francese: «che non hanno altro piano». Il senso generale è che l’autore se la prende con i cinici che si lamentano delle cose senza però avere proposte. [6] «Si trova impegnato in una battaglia per la vita». [7] Occhi.

Musica

Parole foreste

BETTER WAY.

I’m a living sunset
Lightning in my bones
Push me to the edge
But my will is stone

Fools will be fools
And wise will be wise
But i will look this world
Straight in the eyes

What good is a man
Who won’t take a stand
What good is a cynic
With no better plan

Reality is sharp
It cuts at me like a knife
Everyone i know
Is in the fight of their life

Take your face out of your hands
And clear your eyes
You have a right to your dreams
And don’t be denied

I believe in a better way

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Lo segnor del borgo bescuinto / Mayor of simpleton

bescuinto

(Traduzione curata da Mastro Giulio di Mayor of simpleton degli XTC – cliccare sul titolo per il testo originale, o sulla lingua picciola recante motto Parole foreste)

Arguta lirica nella quale l’autore, rivolgendosi alla fanciulla oggetto del suo corteggiamento, professa ingenuità, insipienza, anche dabbenaggine, sostenendo che però, anche per questo, il suo cuore è puro e i suoi sentimenti forti e diretti.
Il testo rivela in realtà ben più di una raffinatezza nonché parecchia «loica», e siamo sicuri che il poeta sia tutt’altro che «bescuinto».

Parole

LO SEGNOR DEL BORGO BESCUINTO.

Giammai giunsi di presso ad ateneo,
giammai alloro di sapienza i’ presi;
onde tenuto[1] sono per babbeo
da’ tuo’ sodal[2], ma di ciò mai m’offesi.

Nel ponderare[3] gli astri sono gramo
né di calcolo l’arte voglio alcuna:
re dei bescuinti[4] puo’ dir me, ma una
cosa i’ la cognosco, ed è che v’amo.

Perché come loica[5] più non va oltre
e lo cuitar[6] l’arrestan suo’ recinti,
tu troverà tepore qual di coltre[7]
tra li bracci del segnor de’ bescuinti.

Fors’io non mi trovava ne’ paraggi
lo dì che la mente fu data all’uomo,
e fors’io ignora li retti passaggi
p’acceder a ogne tuo profondo tomo,

e forse i tuo’ sodal tengon per folle
che pur anche[8] tu motto a me rivolga:
avvegna ch’io[9] sia musico ben molle
e che ‘l ludo verbale mi stravolga,

benché io sia de’ bescuinti ‘l segnore
cosa ben so, lo mio amore per voi.
Menar vanto non vo’ di quel ch’io ignore[10]
i’ dovrìa dir “sol senti, allora”, poi.

Reale è tutto ciò che vienti, mai
potrìa finzion io far di cosa alcuna:
finger richiede senno, come sai.
E enimmi e motti arguti arcana runa[11]

per me son, né lo calcolar m’è amico:
son de’ bescuinti re ma so che v’amo.
E se ‘l sentir profondo è auro, dico
ch’i’ son quel che del soldo piantò ‘l ramo.

E tra sodal tuoi alcun è loico tanto
da non discerner sua miseria somma[12],
che tal starà. Ignoro io, certo, a quanto
la filza di lauri che ‘n presi[13] assomma

ma ho detto: avvegna ch’io sia lo segnore
de li bescuinti io so una cosa: v’amo.
Ove s’arresta loica e cuito[14] è gramo,
nell’embracciar bescuinto avrai calore.

**********

[1] Considerato. [2] Amici. [3] Calcolare il peso. [4] Sempliciotti. [5] Logica, raziocinio. [6] Pensare, ragionare. [7] Coperta. [8] “Forse i tuoi amici considerano una pazzia che tu mi rivolga anche solo la parola”. [9] Sebbene. [10] Ignoro. [11] “Indovinelli e battute argute per me sono incomprensibili”. [12] “Alcuni tuoi amici sono talmente razionali da non capire la loro misera condizione”. [13] “Non so quante siano in totale le lauree che non ho preso”. [14] Il pensiero.

Musica

Parole foreste

MAYOR OF SIMPLETON.

Never been near a university,
Never took a paper or a learned degree,
And some of your friends think that’s stupid of me,
But it’s nothing that I care about.

Well I don’t know how to tell the weight of the sun,
And of mathematics well I want none,
And I may be the Mayor of Simpleton,
But I know one thing,
And that’s I love you.
When their logic grows cold and all thinking gets done,
You’ll be warm in the arms of the Mayor of Simpleton.

I can’t have been there when brains were handed round
(please be upstanding for the Mayor of Simpleton),
Or get past the cover of your books profound,
(please be upstanding for the Mayor of Simpleton),
And some of your friends thinks it’s really unsound,
That you’re ever seen talking to me.

Well I don’t know how to write a big hit song,
And all crossword puzzles well I just shun,
And I may be the Mayor of Simpleton,
But I know one thing,
And that’s I love you.

I’m not proud of the fact that I never learned much,
Just feel I should say,
What you get is all real,
I can’t put on an act,
It takes brains to do that anyway. (And anyway…)

And I can’t unravel riddles, problems and puns,
How the home computer has me on the run,
And I may be the Mayor of Simpleton,
But I know one thing,
And that’s I love you (I love you).

If depth of feeling is a currency,
(please be upstanding for the Mayor of Simpleton),
Then I’m the man who grew the money tree,
(no Chain of Office and no hope of getting one).
Some of your friends are too brainy to see,
That they’re paupers and that’s how they’ll stay.

Well I don’t know how many pounds make up a ton,
Of all the Nobel prizes that I’ve never won,
And I may be the Mayor of Simpleton,
But I know one thing,
And that’s I love you.

When all logic grows cold and all thinking gets done,
You’ll be warm in the arms of the Mayor of Simpleton.
You’ll be warm in the arms of the Mayor of Simpleton.
You’ll be warm in the arms of the Mayor.
(Please be upstanding for the Mayor of Simpleton.)

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Larme d’amore / Cry for love

larmedamore

(traduzione curata da Mastro Giulio di Cry for love di Iggy Pop. Per il testo originale, porre la freccia vostra d’in su la vetta de lo titolo strambiero, o addosso a la picciola lingua Parole foreste)

Qui il poeta apre il suo cuore, rivelando come egli rifiuti una certa idea di virilità tanto consolidata quanto limitata, confessando invece sentimenti e debolezze. E conclude invitando colui che dovesse provare vergogna di certi sentimenti a manifestarli, rassicurandolo che si tratta solo di umanità e non di qualcosa di sbagliato da celare.

Parole

LARME D’AMORE.

De’ cercatori d’onori mondani
giammai mi calse[1];, et io seppili un dì a
conquider e scoter l’orbe ‘sì inani[2]
ch’anche il mendico diadem vestirìa.

Larme d’amore, le stoviglie frante;
larme d’amor, l’ocul miei n’ho impregnati;
larme d’amor tutte mattine sante;
larme d’amor, scimmiottii n’han tediati[3].

Oh stolto saltimbanco che m’oltraggi,
ben so cos’ardo e anelo di vedere:
ch’a la cerca d’embracci veri e maggi[4]
giunsi al mio stesso onor soprassedere.

Piansi d’amor, negli atti seguii ‘l core,
piansi d’amor, odio chi in dir m’oltraggia;
piansi d’amor la mane del signore,
piansi d’amor, l’imitazion m’è in uggia.

Li cavalier pelagei[5] ch’a la cerca
de l’amor vanno, se l’ trovan lo fuggon;
e quei che lor guerriera opera mercan[6]
no l’ dicon, ma sol per amor distruggon.

Se ‘l volto riganti[7] larme d’amore
timore non aver, che è cosa bona;
ché, se tal larmi, allor fato a te dona
altra occasion fausta, larme d’amore.

*********

[1] «Non mi è mai importato». [2] «Incapaci di prendere il mondo e di scuoterlo». [3] «Le imitazioni ci (=ne) hanno annoiato». [4] «Più grandi e significativi». [5] I «cavalieri del mare» è definizione che indica quella disciplina atletica che si pratica in equilibrio sulle onde marine con una tavola di legno. [6] «Vendono». S’intendono i soldati mercenari. [7] Ti rigano.

Musica

Parole foreste

CRY FOR LOVE.

Status seekers – I never cared
once I found out they never dared
to seize the world and shake it upside down
and every stinking bum should wear a crown

Sayin’ I cry for love
till all the plates are broken
cry for love
until my eyes are soakin’
yeah cry for love
on every salmon mornig
cry for love
‘cause imitation’s boring
cry for love

bad tv that insults me freely
still i know what I’m dyin’ to see
in searching for a meaningful embrace
sometimes my self-respect took second place

an’ I cried for love
i did what my heart told me
cried for love
can’t stand it
when they scold me
yeah i cried for love
on every salmon morning
yeah i cry for love
‘cause imitation’s boring
cry for love

Surfers ride for love and wipe out when it hits ‘em
soldiers kill for love and nobody admits it
if you’re cryin’ for love well, that’s ok don’t sweat it
if you’re cryin’ for love then there’s still a chance you’ll get it
cry for love

Me coglie lieve stoltizia / I’m going slightly mad

stoltizia

(Traduzione curata da Mastro Giulio di I’m going slightly mad dei Queen – cliccare sul titolo per il testo originale, o d’in su la linguetta Parole foreste. Imago di Alessandro Villa, da qui).

Una lirica nella quale l’autore ammette che le sue cervella cominciano a perdere i colpi: attraverso arcani modi di dire, forse dell’autore forse popolari, che indicano l’incompletezza delle facoltà intellettive, l’autore alterna la prima persona a un «tu» generico rivolto a se stesso per indicare il raggiungimento, infine, di un’alterazione mentale prevista da tempo.
Ma senza tristezza: il tono è leggero, e alla consapevolezza raggiunta è sotteso un sorriso, quello dato dalla libertà che la follia, in un certo grado, dona.

Parole
ME COGLIE LIEVE STOLTIZIA.

Quand’agumenta[1] ‘l calido di fuore[2]
e ‘l senso pare piano e manifesto,
di narciso gialli mille et un fiore
dinanzi a te danzan: sarà cotesto

signal ch’a te essi voglion favellare?
Or se’ un poco svitato, sta’ appassendo,
invero: ignori d’ove principiare,
me infin lieve stoltizia[3] sta cogliendo.

Scempio[4] son d’una carta a fini’ ‘l mazzo,
picciol moneta son, manco d’un’onda
per lo naufragio, misero è ‘l mio andazzo
e tutte membra fevre[5] ora m’inonda;

vo a la deriva ne lo mare operto,
di cuccuma[6] ‘l bollor già passò ‘l segno;
son pianta forastier? Or lo mio ingegno
lo retto ragionar ha infin diserto[7].

Co’ un ferro sol faccio la maglia e ratto
me sfo, lo carro mio ha tre sole ròte,
cio è vero: ma voi no? Di leggier[8] matto
i’ son, lieve stoltizia me percòte.

Ché, mia diletta, accadde, finalmente:
or cogliemi stoltizia lieve in mente.

*******

[1] Aumenta. [2] Il caldo esterno. [3] Stoltezza. [4] Mancante. [5] Febbre. È il soggetto della frase. [6] Contenitore per far bollire sul fuoco acqua o bevande. [7] Abbandonato. [8] Leggermente.

Musica

Parole foreste

When the outside temperature rises
And the meaning is oh so clear
One thousand and one yellow daffodils
Begin to dance in front of you – oh dear
Are they trying to tell you something ?
You’re missing that one final screw
You’re simply not in the pink my dear
To be honest you haven’t got a clue
I’m going slightly mad
I’m going slightly mad
It finally happened – happened
It finally happened – ooh woh
It finally happened – I’m slightly mad – oh dear !
Ha ha ha ha ha

I’m one card short of a full deck
I’m not quite the shilling
One wave short of a shipwreck
I’m not my usual top billing
I’m coming down with a fever
I’m really out to sea
This kettle is boiling over
I think I’m a banana tree
Oh dear
I’m going slightly mad
I’m going slightly mad (I’m going slightly mad)
It finally happened – happened
It finally happened – uh huh
It finally happened – I’m slightly mad – oh dear!

Uh uh ah ah
Uh uh ah ah

I’m knitting with only one needle
Unraveling fast it’s true
I’m driving only three wheels these days
But my dear, how about you?
I’m going slightly mad
I’m going slightly mad
It finally happened
It finally happened – oh yes
It finally happened – I’m slightly mad
Just very slightly mad!
And there you have it!

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Pluvia fatal incombe / A hard rain’s gonna fall

pluviafatalincombe

(Traduzione curata da Mastro Giulio di A hard rain’s gonna fall di Bob Dylan – cliccare sul titolo per il testo originale, o in su la linguetta Parole foreste).

Apocalittico carme composto quando il poeta temeva appuntoche l’Apocalisse fosse ormai molto prossima; così decise di mettere in un solo compnimento tutto ciò che avrebbe voluto cantare in futuro e che non avrebbe potuto a causa dell’imminente fine del mondo.

Parole

PLUVIA FATAL INCOMBE.

«Oh, dove te ne gisti[1],
fanciul dall’ocul tristi?
Ove ‘l passo hai diretto
fanciullo mio diletto?»

«Sull’erta di duodeci[2] fosche vette,
strisciando su tortuose calli[3] errai;
di meste selve visitaine[4] sette;
oceani morti duodeci mirai;
per miglia da sepolcro fui ingollato;
e di pluvia[5] fatal incombe ‘l fato».

«E cosa hai tu veduto,
fanciullo glaucocchiuto[6]?
Ove ‘l guardo hai diretto,
fanciullo mio diletto?»

«Infante vidi accerchiato da’ lupi
e calle d’adamanti[7] disertata.
Veggiut’ho[8] arbusti di sanguine cupi
e stanza soffolta[9] da un’adunata
d’uomini che brandian magli cruentati[10]
e candida scalea ne l’acque immersa,
e dece migliara[11] vidi imbrigati[12]
d’oratori che favella avean persa[13]
e infanti che brandian brandi, armi e bombe
e lasso! Ora pluvia fatal incombe».

«E quali cose udisti,
fanciul dall’ocul tristi?
E quali hai tu auscultato,
fanciullo mio adorato?»

«Udii roggir[14] gran tuono ch’avvisava
et onda che sommergere poteva
lo monno intier[15], e mille che sonavan
tamburini con mani che splendevan;
dece mila bisbigli inauscultati,
e un uom morir d’inedia e risa attorno;
di cantor defunto in ruin[16] l’alati
versi, e il suon di giullar che in triste scorno
in un vicol plorava[17] disperato,
et or di grama pluvia incombe il fato».

«E in chi ti se’ imbattuto,
fanciullo glaucocchiuto?
Di chi ‘l passo hai incrociato.
o fanciullo mio amato?»

«Incontrai infante di presso a somaro
defunto, e uom che nigro can menava;
fanciulla ‘l cui sembiante ardea[18] qual faro,
pulzella ch’arcobalen me donava
uom ferito d’odio, et altro d’amore
vidi: e di pluvia fatal giungon l’ore».

«Et or cosa farai,
fanciul da’ tristi rai?
Che vuo’ ora far, diletto
oltr’ogne giovinetto?»

«Vo’ far ritorno pria che pluvia cada,
vo’ andar de la più fonda selva al fondo
ove son molti e lor mano inve’ è rada[19]
ove l’acque le ‘nsozza ‘l tòsco[20] immondo,
ove v’è vallea in cui magion s’abbocca[21]
a la sozza prison et ove ‘l volto
del tristo esecutor guardo non tocca;
ove brutta è l’inedia et è distolto
il ricordo da l’alme, e ‘l solo colore
è ‘l nigro, e non v’è numer se non nulla.
Dirollo, penserollo e insin nel core
lo narrerò e respirerò e d’in sulla
montagna vo’ ‘l rifletter ‘sì ch’ogn’alma
possa ‘l veder, poscia porrommi[22] in pie’
sull’oceàno magno insin a che
principierò ad annegarvi. Ma calma
la voce avrò, ché ben canzone mia
appresa avrò pria di iniziare ‘l canto,
quel dì di pluvia fatale che intanto
incombe: dessa[23] pluvia è già per via».

************

[1] Andasti. [2] Dodici. [3] Strade. [4] Ne visitai. [5] Pioggia. [6] Dagli occhi azzurri. [7] Diamanti. [8] Ho visto. [9] Piena, affollata. [10] Macchiati di sangue. [11] Diecimila. [12] Nei guai, in difficoltà. [13] La frase significa “vidi diecimila oratori nei guai perché avevano perso la parola”. [14] Ruggire. [15] Il mondo intero. [16] Morto in povertà. [17] Piangeva in un vicolo. [18] “Con il corpo in fiamme”. [19] In questo caso “vuota”. [20] Veleno. [21] “Dov’è una valle con una casa vicina a”. [22]  Mi metterò. [23] Questa.

Musica

Parole foreste

A HARD RAIN’S A-GONNA FALL.

Oh, where have you been, my blue-eyed son?
Oh, where have you been, my darling young one?
I’ve stumbled on the side of twelve misty mountains,
I’ve walked and I’ve crawled on six crooked highways,
I’ve stepped in the middle of seven sad forests,
I’ve been out in front of a dozen dead oceans,
I’ve been ten thousand miles in the mouth of a graveyard,
And it’s a hard, and it’s a hard, it’s a hard, and it’s a hard,
And it’s a hard rain’s a-gonna fall.

Oh, what did you see, my blue-eyed son?
Oh, what did you see, my darling young one?
I saw a newborn baby with wild wolves all around it
I saw a highway of diamonds with nobody on it,
I saw a black branch with blood that kept drippin’,
I saw a room full of men with their hammers a-bleedin’,
I saw a white ladder all covered with water,
I saw ten thousand talkers whose tongues were all broken,
I saw guns and sharp swords in the hands of young children,
And it’s a hard, and it’s a hard, it’s a hard, it’s a hard,
And it’s a hard rain’s a-gonna fall.

And what did you hear, my blue-eyed son?
And what did you hear, my darling young one?
I heard the sound of a thunder, it roared out a warnin’,
Heard the roar of a wave that could drown the whole world,
Heard one hundred drummers whose hands were a-blazin’,
Heard ten thousand whisperin’ and nobody listenin’,
Heard one person starve, I heard many people laughin’,
Heard the song of a poet who died in the gutter,
Heard the sound of a clown who cried in the alley,
And it’s a hard, and it’s a hard, it’s a hard, it’s a hard,
And it’s a hard rain’s a-gonna fall.

Oh, who did you meet, my blue-eyed son?
Who did you meet, my darling young one?
I met a young child beside a dead pony,
I met a white man who walked a black dog,
I met a young woman whose body was burning,
I met a young girl, she gave me a rainbow,
I met one man who was wounded in love,
I met another man who was wounded with hatred,
And it’s a hard, it’s a hard, it’s a hard, it’s a hard,
It’s a hard rain’s a-gonna fall.

Oh, what’ll you do now, my blue-eyed son?
Oh, what’ll you do now, my darling young one?
I’m a-goin’ back out ‘fore the rain starts a-fallin’,
I’ll walk to the depths of the deepest black forest,
Where the people are many and their hands are all empty,
Where the pellets of poison are flooding their waters,
Where the home in the valley meets the damp dirty prison,
Where the executioner’s face is always well hidden,
Where hunger is ugly, where souls are forgotten,
Where black is the color, where none is the number,
And I’ll tell it and think it and speak it and breathe it,
And reflect it from the mountain so all souls can see it,
Then I’ll stand on the ocean until I start sinkin’,
But I’ll know my song well before I start singin’,
And it’s a hard, it’s a hard, it’s a hard, it’s a hard,
It’s a hard rain’s a-gonna fall.

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Raggiante / Radiant

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(Traduzione curata da Mastro Giulio di Radiant dei Walkabouts – cliccare sul titolo per il testo originale, o in su la picciola lingua Parole foreste. Imago: una dipintura di John Silver)

Lirica che evoca un amore che si insegue tra città di pianura, spettri del passato e anime sempre in cerca di qualcosa oltre il quotidiano, tra dubbi e vincoli del passato. Ma alla fine del cammino, raggia la luce dell’amore che tutto irradia.

Parole

RAGGIANTE.

Fantasima[1] raggiante,
più ch’ogne altra io t’amo:
che tu m’appelli io bramo
dal borgo non distante

quando le membra posi.
Di’: mentre via t’andava,
t’annegavan marosi
o sol tu salutava?

La casa è sola cosa
ch’a noi vincola ‘l volo;
la casa è quella cosa
ch’affrontar non puo’ solo.

E se la sfavillanza
de le cineri aita[2]
del cor tua rimembranza,
giammai ti sia finita[3].

V’è in ciel d’astri abbondanza
eppur fame noi assale:
ma d’appetito tale
non avesti abbastanza?

Fame d’alma[4], ch’hai speso.
È guasta via ch’erriamo[5],
se sol uno ch’amiamo
raggia di lum acceso.

Raggiante epidermìde
di novo or tocca me:
l’amore non t’ancide[6],
saggezza fallo, inve’.

Spettri iersera vidi
balzar giù da vettura;
seguii lor andatura
diretta ad altri lidi,

poscia dimandai lor
se ‘l tuo nom noto li era.
Ove sol nostro amore
raggiante è di lumiera.

*********

[1] Fantasma. [2] «Suscita», più che «aiuta». [3] «Che non ti manchi mai questo brillare che ti aiuta a ricordare». [4] Appetito spirituale. [5] «La strada sulla quale vaghiamo». [6] Uccide.

Musica

Parole foreste

RADIANT.

Radiant ghost
love you the most
call me from the next town
call me when you lie down

Were you drownin’
or just wavin’ ?
as you pulled away
pulled away

Home is the one thing
that winds us in wire
Home is the one thing
you can’t face alone

..If the glow of the ember
helps you to remember
don’t let them go
don’t let em’ go

So many stars and still we starve

Don’t you tire of this hunger?
Of the spirit… that you’ve spent
It’s a wasted road, we wander
when only one love
is radiant

Radiant skin
touch me again
love will not kill you
but wisdom sure will

last night I saw the ghosts
jumpin’ … from the train
chased em’ as they walked away
asked em’, if they knew your name

where only our… love… is radiant
where only our… love… is radiant

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Diletto Iddio / Dear God

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(Traduzione curata da Mastro Giulio di Dear God degli XTC – cliccare sul titolo per il testo originale, o in su la linguetta Parole foreste)

Possente e inaudita dichiarazione da parte del poeta, pur militante in compagine canterina denominata «Estasi», di scarsa o nulla fede in Nostro Signore, realizzata mediante l’artifizio di rivolgersi a lui: l’autore elenca tutto ciò che nella sua amara esperienza di vita l’ha portato a dubitare dell’esistenza divina. La passione di cui queste parole miscredenti sono infuse denuncia che quella venuta meno era fede appassionata. Chissà se ritroverà la via…

Parole

DILETTO IDDIO

Signore Iddio diletto, tengo speme[1]
che giunga a voi l’umil epistol mia:
voi priego d’aitar[2] quivi, ove si geme,
non cheggio che minor lo prezzo sia

de la cervogia[3], ma di mirar tutti
cotesti umani a tua imago creati:
tapini giaccion, da l’inedia strutti[4],
ché scarso[5] dal creator son foraggiati.

Diletto Iddio segnor, perdon dimando
se noia arreco voi, ma in core credo
che ciò si debba udir qual fosse bando:
n’è d’uopo breviazion[6], se non eccedo,

de le larme ch’onne dì ognuno plore[7].
E mira quei ch’a tua imago hai creati:
ne le vie pugnan, ché intorno[8] al Creatore
da trista discordia son separati.

M’è arduo dunque assai in vossìa creder.
Creaste voi li morbi e ‘l blu adamàs[9]?
Creaste voi l’uom che for di sua fede
vossìa creò, e pure Satanàs?

Diletto Iddio, non saccio se veggete[10]
che d’esto libro in numerosi passi
lo vostro nome appar: noi umani, cassi[11]
di senno, l’abbiam scritto: orsù, leggete!

E le creature a tua immago create
a queste stoltezze ancor prestan fede;
ma i’ le so false, e ben pur voi lo sate[12],
caro Iddio in cui non credo né so creder.

Non vo’ credere a inferno e paraiso,
né a santi o peccator, né al Tentatore,
né a porta adorna di perle o all’infiso
diadem di spine, o tu che noi, ognore,

deludi et abbandoni: lo flagello
di guerra che n’infliggi[13] e quell’infanti
ch’anneghi com’altri dispersi tanti,
et è ‘l medesmo in tutto l’orbe fello[14].

Lo patimento ch’i’ veggio m’aita[15]
a ben comprendere con mente piana:
che ‘l Patre, ‘l Figlio e la Santa Trinìta
con Spirto Santo è sol beffa profana.

E se là ‘n suso siete, ben saprete
che favellando sto co’ in mano ‘l core:
e se v’è sola cosa, or me credete,
in cui non credo siete voi, Signore.

____

[1] Speranza. [2] Aiutare. [3] Birra. [4] Ridotti in misere condizioni a causa della fame. [5] Con valore avverbiale: “poco”. [6] “Abbiamo bisogno di una diminuzione”. [7] Piange. [8] Riguardo a. [9] Diamante. [10] Vedete. [11] Privi. [12] Sapete. [13] “Ne”=”a noi”. [14] Povero, misero. “E succede la stessa cosa in tutto il disgraziato mondo”. [15] Aiuta.

Musica

Parole foreste
DEAR GOD

Dear God,
hope you got the letter, and…
I pray you can make it better down here.
I don’t mean a big reduction in the price of beer
but all the people that you made in your image, see
them starving on their feet ‘cause they don’t get
enough to eat from God, I can’t believe in you

Dear God, sorry to disturb you, but… I feel that I should be heard
loud and clear. We all need a big reduction in amount of tears
and all the people that you made in your image, see them fighting
in the street ‘cause they can’t make opinions meet about God,
I can’t believe in you

Did you make disease, and the diamond blue? Did you make
mankind after we made you? And the devil too!

Dear God, don’t know if you noticed, but… your name is on
a lot of quotes in this book, and us crazy humans wrote it, you
should take a look, and all the people that you made in your
image still believing that junk is true. Well I know it ain’t, and
so do you, dear God, I can’t believe in I don’t believe in

I won’t believe in heaven and hell. No saints, no sinners, no
devil as well. No pearly gates, no thorny crown. You’re always
letting us humans down. The wars you bring, the babes you
drown. Those lost at sea and never found, and it’s the same the
whole world ‘round. The hurt I see helps to compound that
Father, Son and Holy Ghost is just somebody’s unholy hoax,
and if you’re up there you’d perceive that my heart’s here upon
my sleeve. If there’s one thing I don’t believe in

it’s you… Dear God.

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Mortifera Selene / The Killing Moon

mortiferaselene

(Traduzione di The killing Moon di Echo and the Bunnymen curata da Mastro Giulio – cliccare sul titolo per il testo originale, o in su la linguetta Parole foreste)

Oscura storia nelle cui notturne pieghe si cela forse un omicidio, cui il protagonista sarebbe condotto da un inflessibile destino che ignora, quasi irride la volontà dell’uomo; mentre sotto la luna si svolge un amore non privo di risvolti inquietanti, dai quali forse ha origine il probabile delitto.

Parole

MORTIFERA SELENE

Selène s’azzurrava[1]
quando v’ho io veggiuta[2].
A embracciar me voi andava,
tarda era divenuta
l’ora d’implorar voi
o tutto cancellare:
pur s’io sapea che poi
l’ora mortal sarìa[3]
giunta, deo[4] confessare
malvolentieri mia.

Fato, inimico sta
a vostra voluntade:
ogne difficultade
passa, et attenderà
sin a l’istante in cui
voi cederete a lui.

Sanz’astri s’annottava
quando veggiuta v’ho:
voi me baciaste prava[5],
la labbia m’incantò[6];
Tuo cielo tutto adorno
di monili ma, ahimè,
de la mortal Selèn
troppo celer vie’ il giorno[7].

Fato, inimico sta
a vostra voluntade:
ogne difficultade
passa, et attenderà
sin a l’istante in cui
voi cederete a lui.

_______________________

[1] «Sotto una luna blu» (che in originale suggeriva anche malinconia). [2] Vista. [3] Sarebbe. [4] Devo. [5] Malvagia, perversa. [6] «Le tue labbra mi avvolsero in un sortilegio». [7] Il momento giunge troppo presto.

Musica

Parole foreste
THE KILLING MOON

Under blue moon I saw you
So soon you’ll take me
Up in your arms
Too late to beg you or cancel it
Though I know it must be the killing time
Unwillingly mine

Fate
Up against your will
Through the thick and thin
He will wait until
You give yourself to him

In starlit nights I saw you
So cruelly you kissed me
Your lips a magic world
Your sky all hung with jewels
The killing moon
Will come too soon

Fate
Up against your will
Through the thick and thin
He will wait until
You give yourself to him

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Percotimi, fanciul, novella fiata / …Baby one more time

percotimifiata

(Traduzione curata da Mastro Giulio di …Baby one more time di Britney Spears – cliccare sul titolo per il testo originale, o in su la linguetta Parole foreste).

Disperato canto d’amore di una fanciulla che lamenta d’esser stata abbandonata dal moroso, e tale n’è il dolore ch’essa si prostra disposta a tutto pur di vederlo tornare.
Non ad essere «percossa», verbo che cerca (male) di rendere la plurisemanticità dell’originale.

Parole
PERCOTIMI, FANCIUL, NOVELLA FIATA

Diletto mio! Com’io veder potea
che non retto filava ‘l nostro amore?
Diletto amato, certo i’ non dovea
lassarti andar, or di vista se’ fuore.

Rendimi manifesto in quale guisa
t’aggraderebbe condur nostro amore:
t’en priego, dimmi! N’abbisogno: ancisa[1]
i’ son di solitudo, e credo ognore

in noi, i’ lo confesso. E quando sono
solinga senza te son dissennata;
e dunque, or dammi tosto signo buono:
percotimi fanciul novella fiata[2].

Fanciul, se’ del mio respirar cagione[3]
sì che luce a’ miei rai[4] portasti via!
Fanciul, non v’è cosa ch’i’ non farìa:
non era cotesta mia previsione.

M’ancide or solitudo, lo confesso;
non credi ch’i’ ancor crede che sarai
ivi, e un segno a mene[5] donerai?
Percoti me novella fiata: adesso!

_____

[1] Uccisa. [2] Volta. [3] Causa. [4] Occhi. [5] «Me» con un «ne» rafforzativo.

Musica

Parole foreste

…BABY ONE MORE TIME

Oh baby baby
How was I supposed to know
That somethin’ wasn’t right here
Oh baby baby
I shouldn’t have let you go
And now you’re out of sight, yeah

Show me
How you want it to be
Tell me, baby
‘Cause I need to know now
Oh, because

My loneliness
Is killing me (And I)
I must confess
I still believe (Still believe)
When I’m not with you I lose my mind
Give me a sign
Hit me baby one more time

Oh baby baby
The reason I breathe is you
Boy you’ve got me blinded
Oh, pretty baby there’s nothin’ that I wouldn’t do
It’s not the way I planned it

Show me
How you want it to be
Tell me, baby
‘Cause I need to know now
Oh, because

Oh baby baby
How was I supposed to know
Oh pretty baby
I shouldn’t have let you go

I must confess
That my loneliness
Is killing me now
Don’t you know I still believe
That you will be here
And give me a sign
Hit me baby one more time

I must confess (My loneliness)
That my loneliness (Is killing me)
Is killing me now (I must confess)
Don’t you know I still believe (Still believe)
That you will be here (My mind)
And give me a sign
Hit me baby one more time

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