Buondì, Beppino / Hey Joe

(Traduzione a cura di Mastro Giulio di Hey Joe, di Billy Roberts ma resa famosa da Jimi Hendrix – cliccare sul titolo per il testo originale)

Non è chiara l’origine geografica di questo classico esempio di contrasto popolare: la presenza del lemma “Midonz” per indicare la propria dama la suggerirebbe provenzale, ma il riferimento a “oltre il Tecsasso”, estrema contea meridionale del Nuovo Mondo settentrionale confinante col Messìco sembra indicare che almeno l’ambientazione è d’Oltreoceano.
Già: e col friulano “Beppino” come la mettiamo? Ai lettori la decisione.

Parole
BUONDI’, BEPPINO

“Buondì a te, caro Beppino,
di’: ove armato te ne rechi?”
“Midonz femmi il cran cervino[1]:
ver[2] lei nutro intenti biechi”

“Oh, Beppin! Ohimè, Beppino:
dicon che tua dama hai spento!”
“Suo giaciglio fe’ casino[3]:
posi in atto il tristo intento”.

“Ah, Beppin, Beppin tapino!
Ver qual loco or movi il passo?”
“Verso il mezzodì[4] il cammino
muovo, più in la del Tecsasso[5].

Lì di corda niun potrà
far cravatta a mia laringa[6]”.
“Orsù, allora: ratto va’,
che vento fausto ti spinga”.

______________________
[1] Midonz= la mia signora; femmi= mi fece; cran=cranio, testa; cervino=da cervo, ovvero con corni, ovvero vittima di adulterio. [2] Verso. [3] Luogo di fornicazione smodata e plurima. [4] Il sud. [5] Regione meridionale del Novo Mondo. [6] Gola. Qui: collo. “Fare cravatta”: metterci una corda intorno (per l’impiccagione).

Musica

Parole foreste

Hey Joe, where you goin’ with that gun of yours?
Hey Joe, I said where you goin’ with that gun in your hand, oh
I’m goin’ down to shoot my old lady
You know I caught her messin’ ‘round with another man
I’m goin’ down to shoot my old lady
You know I caught her messin’ ‘round with another man
And that ain’t too cool

Huh, hey Joe, I heard you shot your mama down
You shot her down now
Hey Joe, I heard you shot your lady down
You shot her down in the ground, yeah
Yeah
Yes, I did, I shot her
You know I caught her messin’ round, messin’ round town
Yes I did, I shot her
You know I caught my old lady messin’ ‘round town
And I gave her the gun
And I shot her
Alright
Shoot her one more time again, baby
Oh, dig it
Oh, alright

Hey Joe
Where you gonna run to now, where you gonna go?
Hey Joe, I said
Where you gonna run to now, where you gonna go?
I’m goin’ way down south
Way down to Mexico way
Alright
I’m goin’ way down South
Way down where I can be free
Ain’t no one gonna find me
Ain’t no hang-man gonna
He ain’t gonna put a rope around me
You better believe it right now
I gotta go now
Hey, Joe
You better run on down
Goodbye everybody

 

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M’è in grado Cioppino / I like Chopin

(Traduzione a cura di Andrea “Valerio” del Cantone di I Like Chopin di Gazebo – cliccare sul titolo per il testo originale)

Non è solo il riferimento al musico a posdatare questa lirica ad epoca tutto sommato non lontana, ma anche un uso libero del verso sicuramente postelisabettiano col quale l’autore, mentre da una parte rivendica l’amore per l’eleganza e la sobrietà delle forme (citando appunto un musico elegante come il buon Federigo), dall’altra dimostra di amare anche la passione che caratterizza le composizioni cioppiniane, lasciando che essa fluisca libera fino a minare la struttura stessa del verso e delle strofe.
Un carme perciò decisamente moderno pur mentre rivendica la classicità.

Parole

M’È IN GRADO CIOPPINO

Rimembra lo cembale[1]
desueto, deliziale,
et la prisca sensanza[2]
ch’a’ sensi dà turbanza.

I’ solea profferire
che m’è in grado Cioppino[3],
adamami[4] tosto e sanza finire.

Dì guazzosi[5] al desìo
numqua certan[6] l’addio,
allorché siam accolti[7];

guazzosi dì ne’ vostri
rai[8] crescon: mi si mostri
ov’è uopo io mi volti.

Figura[9] ‘l tuo sembiante
di sol affigurato:
ciel oltremarinato[10],
distraimento incessante.

I’ solea profferire
che m’è in grado Cioppino,
adamami tosto e sanza finire.

__________________

[1] Antico strumento a tastiera. [2] Sensazione. “Prisca”: antica al punto di diventare universalmente nota. [3] Musico del secolo scorso, virtuoso del “cembale”. [4] “Amami” rafforzato. [5] Bagnati (di pioggia). [6] Comunicano, dicono. [7]Vicini, insieme. [8] Occhi. [9] Immagina. [10] Di un blu oltremare.

Musica

Parole foreste

I LIKE CHOPIN

Remember that piano
So delightful unusual
That classic sensation
Sentimental confusion

Used to say
I like Chopin
Love me now and again

Rainy days never say goodbye
To desire when we are together
Rainy days growing in your eyes
Tell me where’s my way

Imagine your face
In a sunshine reflection
A vision of blue skies
Forever distractions

Used to say
I like Chopin
Love me now and again

Rainy days never say goodbye
To desire when we are together
Rainy days growing in your eyes
Tell me where’s my way

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Qual vergine / Like a Virgin

(traduzione a cura di Arnaut De Marc di Like a Virgin di Madonna – cliccare sul titolo per il testo originale)

Il nome della poetessa potrebbe, nell’interpretare questo testo sottilmente ambiguo, far pendere la bilancia emotivo/ermeneutica del lettore verso un’interpretazione di tipo religioso della rinnovata purezza di cui si parla.
Ma sarebbe sciocco ingabbiare il testo cicconeo tra le sbarre di un’ipotesi critica univoca: esso infatti trova parte della sua efficacia proprio nella grazia con cui si mantiene in equilibrio tra le due possibili esegesi, legandosi a una ricca tradizione di testi analoghi.
Un po’ come Com’è bello, come dà gioia, insomma.

Parole

QUAL VERGINE / LIKE A VIRGIN

Scampata or son dall’erta diruta
ma su come ciò feci ‘l labbro è muto,
né seppi quanto ormai m’era perduta
sino al giorno che voi sete paruto.

Ero incompleta, e preda d’ogne ire,
e per rio inganno era mia vita mesta,
sino a che vo’ indrizzastemi a sentire
come un novo fulgor che mi rivesta.

Qual vergine primiera volta tocca,
qual vergine s’in petto ti rintocca
lo core a canto al mio.

A te, fanciul, l’amor mio intero vae,
svanisce ‘l mio timore, e non s’arresta;
per te mia purità fino ad or resta
poiché nel mondo amor solo permae.

Pulcherrimo sei tu, e mio ti faccio.
Forza mi dona, oh tu che dai valore,
poiché disciolto ha (sì!), sciolto ha ‘l tuo amore
ciò ch’ante era temenza e freddo ghiaccio.

Qual vergine primiera volta tocca,
qual vergine s’in petto ti rintocca
lo core a canto al mio.

Bellissimo, sei mio, e i’ tua sarò
fin quando il tempo stesso abbia a morire,
ché da quel che provai con te ora so
non starmi in petto arcano da coprire.

Qual vergine primiera volta tocca,
qual vergine s’in petto ti rintocca
lo core a canto al mio.

Qual vergine, sì, quale verginella
che di letizia ha pien seno e cervella
se batte ‘l cor, s’i’ son da te sorretta,
se di me fa l’amor la tua diletta.

Fanciullo, ohimè, non odi dal mio core
un battito cui niun fu l’anteriore?

Musica

Parole foreste

LIKE A VIRGIN

I made it through the wilderness
Somehow I made it through
Didn’t know how lost I was
Until I found you

I was beat
Incomplete
I’d been had, I was sad and blue
But you made me feel
Yeah, you made me feel
Shiny and new

Hoo, Like a virgin
Touched for the very first time
Like a virgin
When your heart beats
Next to mine

Gonna give you all my love, boy
My fear is fading fast
Been saving it all for you
‘Cause only love can last

You’re so fine
And you’re mine
Make me strong, yeah you make me bold
Oh your love thawed out
Yeah, your love thawed out
What was scared and cold

Like a virgin, hey
Touched for the very first time
Like a virgin
With your heartbeat
Next to mine

Whoa
Whoa, ah
Whoa

You’re so fine
And you’re mine
I’ll be yours
‘Till the end of time
‘Cause you made me feel
Yeah, you made me feel
I’ve nothing to hide

Like a virgin, hey
Touched for the very first time
Like a virgin
With your heartbeat
Next to mine

Like a virgin, ooh ooh
Like a virgin
Feels so good inside
When you hold me,
And your heart beats,
And you love me

Oh oh, ooh whoa
Oh oh oh whoa
Whoa oh ho, ho

Ooh baby
Yeah
Can’t you hear my heart beat
For the very first time?

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L’«anno zero» del Paese all’incontrario

Anno zero, per una volta, è stato molto utile. Più caos del solito in studio, con i giornalisti che si sovrapponevano e battibeccavano, ma una puntata emblematica. Grazie, soprattutto a Belpietro e Paragone, per altro derisi per tutta la sera da Santoro, Travaglio e, in primis, dalla logica. Grazie alle provocazioni di Belpietro – che svolge al meglio il ruolo di ribaltamento della realtà utile al premier che tanto stima e apprezza – per tutta la puntata si è parlato dei compensi di Saviano e Fazio. Tanto per stare sulla linea dettata dal Giornale di Feltri che ieri mattina apriva con le foto dei presunti mantenuti da Berlusconi: Fazio, Saviano, Benigni, Scalfari, Concita de Gregorio etc. Una teoria interessante perchè sarebbe un po’ come se la Stampa aprisse con “I mantenuti dalla Fiat” e pubblicasse le foto di tutti gli operai.

Il lavoro sfrutta il capitale

Quindi, ci par di capire non è il capitale che sfrutta il lavoro, ma il contrario. Per cui non è Berlusconi che ci guadagna pubblicando Saviano, ma è Saviano che si fa mantenere dall’anziano padrone. Un punto di vista originale, ma d’altra parte stiamo parlando di Feltri, quello che ha trasformato un quotidiano, già patetico, in un bollettino immobiliare. Ma al di là del caso specifico, solo in un Paese in cui probabilmente si crede che la sera arriva perchè si accendono i lampioni, si può discutere di quanto sia buono Berlusconi che mantiene un sacco di gente. Perchè la realtà è opposta. E’, ovviamente, Berlusconi, in quanto primo ministro, che è pagato dalle tasse degli italiani. Nella realtà, infatti, paghiamo a Berlusconi pure le sue decine di guardie del corpo e quella massa di incompetenti che si è portato in Parlamento. Ma finanziamo Berlusconi anche accendendo la Tv, comprando un giornale, acquistando una polizza assicurativa, andando in banca, allo stadio e in libreria. E sarebbe lui che mantiene qualcuno? Non siamo noi che siamo costretti a mantenerlo visto i vari settori in cui ha infilato le sue manine?

Si può essere più ridicoli?

Eppure Belpietro, Fede, Feltri, Vespa e Minzolini ci raccontano un mondo in cui l’uomo più ricco del Paese, proprietario di tre televisioni e della più importante casa editrice italiana, di banche ed assicurazioni, nonchè presidente del Consiglio con la maggioranza di governo più ampia della storia d’Italia, è una vittima. Il brevilineo Cavaliere non è capace nemmeno di far costruire la Salerno Reggio Calabria, si fa ridere dietro da mezzo mondo, l’altra metà gli ride in faccia, ma non è colpa sua. Non è perchè pensa solo agli affari suoi e alle sue case ad Antigua, no, è perchè “non lo lasciano lavorare”. Ma si può essere più ridicoli?

Belpietro ieri si è addirittura presentato raccontando che la televisione è in mano alla sinistra. Ora, questo va avanti da anni, ma siccome è chiaro che la regia è unica, Libero e il Giornale cavalcano le stesse battaglie, seguiti con meno foga dai vari Minzolini di turno, forse Santoro e compagnia dovrebbero evitare di cadere nella trappola. Anche se ieri bene hanno fatto a deridere la “straordinaria” capacità giornalistica di Belpietro nell’ottenere materiale sui compensi e sulle trasmissioni della Rai. Un apprezzamento particolare, infine, va a Gianluigi Paragone che ieri è riuscito a sputtanare definitivamente il suo programma. Ha spiegato che lo pagano mille euro a puntata, che nessuno ci vuole andare, che non riesce mai a fare una puntata come vorrebbe e che probabilmente gli puzzano anche le ascelle. Ottimo spot, si vede che anche lui è portato per la televisione. Lo devono aver scelto per merito, come Bondi, Maria Stella Gelmini ed Emilio Fede.

ON LI
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Pluvia / Rain

(Traduzione a cura di Umberto Pone da Santerme di Rain dei Cult – cliccare sul titolo per il testo originale)

Quest’ode, per stile e metro, sembra porsi contiguamente all’opera Jacoponica. È invocazione apparentemente pagana, ma “tu’l sai ove dirizzo”: verso l’unico e solo Creatore.

Parole
PLUVIA

Calido appiccante, tu’l sai ove dirizzo[1];
qual Appollo combusto[2] che fèremi la buccia[3].
I’ lunge l’aspegiai[4] col tempo in sì gran cruccia:
dischiudi l’aere e lassa, lassala a derupizio[5].

Quivi addiven la pluvia,
Di novello la pluvia;
Quivi addiven anch’ora
I’ vagheggia la pluvia!

Gradaggio[6] appiccante, tu’l sai ove dirizzo;
qual di deserto Appollo che fèremi la buccia.
I’ l’aspegiai col tempo in sì gran lunga cruccia:
avri l’aere e lassa, lassala a derupizio.

Vaghegg’io la pluvia
Quivi addiven la pluvia
Ella addiven anch’ora
Quivi addiven la pluvia.

____________

[1] Si intende il senso del discorso: sta per “sai cosa intendo”. [2] Sole particolarmente forte. [3] “Mi ferisce la pelle”. [4] “Aspettai”. [5] “A precipizio”, sottointeso “cadere”. [6] “Temperatura”.

Musica

Parole foreste

RAIN

Hot sticky scenes you know what I mean
Like a desert sun that burns my skin
I’ve been waiting for her so long
Open the sky (and let her come down)

Here comes the rain
Here she comes again

I love the rain
Rain
Rain

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Appagamento (veruno) / (I can’t get no) Satisfaction

(Traduzione di (I Can’t Get No) Satisfaction dei Rolling Stones a cura di Mastro Giulio. Cliccare sul titolo per il testo originale).

Un carme nel quale l’autore esprime la propria infelicità, causata da un forte disagio verso il secolo che lo circonda, disagio che si riflette anche nei suoi rapporti umani.

Nel testo, il poeta inserisce riferimenti a misteriosi oggetti futuri (le parole e le immagini che volano nel cielo a grandi distanze, il cavallo di ferro, e la novissima abitudine del tabacco), a conferma della sua fervida immaginazione.

Parole

APPAGAMENTO (VERUNO)

Porto di pace o donna unquamai tango[1],
nemmen nimico primo al ciel io fossi.

Quand’uom  traverso l’etere conciona[2]
(mentre il caval di ferro vo menando)
d’inutile novella, a nulla buona
ma che per divin verbo va spacciando;
sallo[3] anche il sasso esser ben veridìco[4]
ch’appagamento non vien: ciò ti dico.

Verun[5] appagamento mai raggiungo,
nemmeno a lo cercar per mari e fossi.

Se imagini lunge[6] menan umano
che d’intimo vestir e sua bianchezza
va disquisendo, e lo penso marrano
ché d’altro spippettar sente vaghezza[7],
d’elevazion, ahi lasso, resto sanza[8]
e appagomi soltanto di doglianza.

Appagamento alcuno mai ottengo
quantunque nella cerca io mi spossi.

Quando per l’orbe[9] intiero vago ed erro
e fo una cosa e un’altra ne suggello,
e il cor d’amor a fanciulla disserro[10],
ma umor suo è nero e fa “torna, pivello”:
è manifesto al savio come al matto
ch’esser giammai non posso satisfatto.

Tentai, tentai, tentai, ma non vi giungo,
per me raggiunger pace no, non puossi[11].

____________________

[1] Non tocco. [2] Qui è “parla tanto dicendo poco”. “Traverso l’etere”: attraversando il cielo.  [3] Lo sa. [4] Veritiero. [5] Alcuno, nessuno. [6] Lontano. [7] “Ha voglia”: qui il poeta si riferisce a una diversa marca, e non a un diverso tipo, di sigarette. [8] Senza. “Ahi lasso”: esclamazione di dolore. [9] Mondo. [10] Apro. [11] Si può.

Musica

Parole foreste

(I CAN’T GET NO) SATISFACTION

I can’t get no satisfaction
I can’t get no satisfaction
‘Cause I try and I try and I try and I try
I can’t get no, I can’t get no

When I’m drivin’ in my car
And a man comes on the radio
He’s telling me more and more
About some useless information
Supposed to fire my imagination
I can’t get no, oh no no no
Hey hey hey, that’s what I say

I can’t get no satisfaction
I can’t get no satisfaction
‘Cause I try and I try and I try and I try
I can’t get no, I can’t get no

When I’m watchin’ my TV
And a man comes on to tell me
How white my shirts can be
But he can’t be a man ‘cause he doesn’t smoke
The same cigarrettes as me
I can’t get no, oh no no no
Hey hey hey, that’s what I say

I can’t get no satisfaction
I can’t get no girlie action
‘Cause I try and I try and I try and I try
I can’t get no, I can’t get no

When I’m ridin’ round the world
And I’m doin’ this and I’m signing that
And I’m tryin’ to make some girl
Who tells me baby better come back later next week
‘Cause you see I’m on losing streak
I can’t get no, a no no no
Hey hey hey, that’s what I say

I can’t get no, I can’t get no
I can’t get no satisfaction
No satisfaction, no satisfaction, no satisfaction

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Pura mane / Pure Morning

(Traduzione per mano di Arnaut De Marco di Pure morning dei Placebo. Cliccare sul titolo per il testo originale)

Ancorché di profano tema, il carme si pone sul crinal di ardita convergenza tra sacra litania e smilmente sacro sutra d’oriente. Siffatto ardito sincretismo trae origine dalla diffusione delle notizie delli mirabili pellegrinaggi di Messer Polo, che l’autore spinge anche vieppiù oltre, com’è evidente dal riferimento al “Cipango”, la bella terra che per prima Febo Apollo scende a carezzar co’ suoi rai e che risulta tutt’altro che insensibile alla nobile arte del cestus.

Parole
PURA MANE

 

Amico senz’aita
è amico per la vita,
ma miglior è l’amica ch’ha verzura[1];
amica con il petto
(e niuna cosa ometto),
amica ch’in corame[2] ha covertura.

Amico senz’aita
è amico per la vita,
ma meglio è amica che dia celiatura[3];
pensieri in loco stretto
accordo benedetto,
ch’il ciel cosparge di tempesta oscura.

Amico senz’aita
è amico per la vita,
ma lingua di Cipango[4] mia è più pura;
se insisto e son diretto
lei svela ignudo aspetto,
poi vibra il cestus[5] con astuta cura.

Amico senz’aita
è amico per la vita,
ma meglio è se di vena fa apertura;
in confessione ha detto
che fue[6] suo esam perfetto,
l’amica, e non avrem mai troncatura.

Il dì l’alba sprigiona,
la pelle s’accappona.
Oh pura mane, man di puritade!

Amico senz’aita
è amico per la vita,
ma meglio è amica che dia celiatura;
pensieri in loco stretto
accordo benedetto,
ch’il ciel cosparge di tempesta oscura.

Amico senz’aita
è amico per la vita,
ma meglio è se di vena fa apertura;
in confessione ha detto
che fue suo esam perfetto,
l’amica, e non avrem mai troncatura.

Il dì l’alba sprigiona,
la pelle s’accappona.
Oh pura mane, man di puritade!

Amico senz’aita
è amico per la vita,
loquela di Cipango mia è più pura;
se insisto e son diretto
lei svela ignudo aspetto,
poi vibra il cestus con astuta cura.

Amico senz’aita
è amico per la vita,
ma miglior è l’amica ch’ha verzura;
amica con il petto
(e niuna cosa ometto),
amica ch’in corame ha covertura.

_____________________

[1] Probabilmente si intende qualche pianta dagli effetti psicotropi. [2] Pelle conciata, in particolare cuoio. [3] Scherzo, presa in giro. [4] Lontana terra orientale, anche più lontana del Catai. [5] Pugno. [6] Fu.

Musica

Parole foreste
PURE MORNING

A friend in need’s a friend indeed,
A friend with weed is better,
A friend with breast and all the rest,
A friend who’s dressed in leather,

A friend in need’s a friend indeed,
A friend who’ll tease is better,
Our thoughts compressed,
Which makes us blessed,
And makes for stormy weather,

A friend in need’s a friend indeed,
My Japanese is better,
And when she’s pressed she will undress,
And then she’s boxing clever,

A friend in need’s a friend indeed,
A friend who bleeds is better,
My friend confessed she passed the test,
And we will never sever,

Day’s dawning, skins crawling
Day’s dawning, skins crawling
Day’s dawning, skins crawling
Pure morning
Pure morning
Pure morning

A friend in need’s a friend indeed,
A friend who’ll tease is better,
Our thoughts compressed,
Which makes us blessed,
And makes for stormy weather,

A friend in need’s a friend indeed,
A friend who bleeds is better,
My friend confessed she passed the test,
And we will never sever,

Day’s dawning, skins crawling
Day’s dawning, skins crawling
Day’s dawning, skins crawling
Pure morning
Pure morning
Pure morning

A friend in need’s a friend indeed,
My Japanese is better,
And when she’s pressed she will undress,
And then she’s boxing clever,

A friend in need’s a friend indeed,
A friend with weed is better,
A friend with breast and all the rest,
A friend who’s dressed in leather.

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Teco o sanza / With Or Without You

(Traduzione per mano di Sempronia da Vanvera di With or without you degli U2. Cliccare sul titolo per il testo originale).

Carme incentrato sui laceranti dubbi spesso indotti da amori contrastati, che non si sa se è meglio proseguire o abbandonare

 

Parole

 

TECO O SANZA

Lo ocello tuo di petra è infitto[1],
lo fianco lo spino passa a diritto,
e aspetto.

Colpo di mano e beffardo il destino,
di chiodi il mio letto, attendo, sgaìno[2] ,
e vi aspetto.

Teco o sanza, la vita non avanza.

Tra la procella raggiungiam la piaggia,
tutto concedi ma a me non mi abbasta.

Il corpo contuso, le membra allacciate,
sconfitte, vittorie, neglette, obliate.
E ti abbandoni.

Teco o sanza, la vita non avanza.

__________________

[1] Nel senso che è la pietra ad essere infitta nell’occhio dell’amato. [2] Verbo costiero dell’alto Tirreno, raccolto evidentemente dalla DaVanvera durante i suoi soggiorni in loco. Nella forma transitiva indica l’atto di distruggere qualcosa, mentre nella forma intransitiva – come quella del testo presentato – significa sofferenza e struggimento.

Musica

Parole foreste
WITH OR WITHOUT YOU

See the stone set in your eyes
See the thorn twist in your side.
I wait for you.
Sleight of hand and twist of fate
On a bed of nails she makes me wait
And I wait – without you

With or without you
With or without you.

Through the storm, we reach the shore
You gave it all but I want more
And I’m waiting for you

With or without you
With or without you.
I can’t live with or without you.

And you give yourself away
And you give yourself away
And you give, and you give
And you give yourself away.

My hands are tied, my body bruised
She got me with nothing to win
And nothing else to lose.

And you give yourself away
And you give yourself away
And you give, and you give
And you give yourself away.

With or without you
With or without you
I can’t live
With or without you.

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Selvatico inceder / Walk on the wild side

(Traduzione per mano di Mastro Giulio di Walk On The Wild Side di Lou Reed. Cliccare sul titolo per il testo originale. L’imago è opra di Daniele Cascone)

In questo carme l’autore descrive una serie di personaggi piuttosto curiosi, che recatisi in una grande metropoli del Nuovo Mondo dedicandosi a una vita, se non proprio crapulona, comunque poco osservante delle regole dettate dalla morale comune.

Parole

SELVATICO INCEDER

Olindo di florido borgo giunse,
viandante per socie contee adiutato[1];
de’ suo’ oculi il sommo rimodella,
liscia gli arti inferiori ed è pulzella.
E poscia che il superfluo crine espunse
al selvatico inceder si è votato.

Candida, inve’, qui venne in su lo mare
a ognun diletta ne la stanza ascosa[2];
ma lume di ragion, benché amorosa
oral gioia desse, mai fe’ oscurare.
Muliebre ebaneo canto a lei fu viatico
per principiar lo incedere selvatico.

Beppin, di sua virtude parco assai,
giusta mercede esigea d’onne[3] astante;
nell’Eborraco[4] borgo Novel mai
scemava lo brigarsi suo incessante.
Borgo a suo aviso dimolto simpatico
all’uopo dell’incedere selvatico.

Del Dolce Prun la Fata, inoltre, dico
che del desinar d’alma[5] avea vaghezza:
alla sua cerca presso Febo antico
si pose tosto, con gaia allegrezza;
il selvatico inceder suo per via
tal era ch’ella fuggire parìa[6].

Giovanna, infin, inve’ ratta fuggendo
sta il senno, ahimè: si finge nel pensiero
Iaco Decan[7]… ma cotal male fero
pozion valente aiutarìa, volendo.
Ma nianco a scure donne volle chieder,
così ebbe fine il suo selvaggio inceder.

__________________

[1] “Aiutato”, nel senso che qualcuno ha avuto la cortesia di alleviare il suo cammino con un passaggio. [2] Nascosta. [3] Ogni. [4] “Eborracum”: nome con cui i Romani fondarono York. [5] “Cibo dell’anima”: si definisce così un particolare tipo di cucina tipico di alcune regioni meridionali del Nuovo Mondo. [6] Sembrava. [7] Noto attore dell’epoca, defunto ahimè in giovane età.

Parole foreste

WALK ON THE WILD SIDE

Holly came from Miami F.L.A.
hitch-hiked her way across the U.S.A.
Plucked her eyebrows on the way
shaved her leg and then he was a she
She says, hey babe
take a walk on the wild side
said, hey honey
take a walk on the wild side

Candy came from out on the island
in the backroom she was everybody’s darling
But she never lost her head
even when she was givin’ head
She says, hey babe
take a walk on the wild side
said, hey babe
take a walk on the wild side
and the coloured girls go
Doo, doo-doo, doo-doo, doo-doo-doo
doo, doo-doo, doo-doo, doo-doo-doo

Little Joe never once gave it away
everybody had to pay and pay
A hustle here and a hustle there
New York City is the place where they said
Hey babe, take a walk on the wild side
I said, hey Joe
take a walk on the wild side

Sugar Plum Fairy came and hit the streets
lookin’ for soul food and a place to eat
Went to the Apollo
you should have seen him go-go-go
They said, hey Sugar
take a walk on the wild side
I said, hey babe
take a walk on the wild side
all right, huh

Jackie is just speeding away
thought she was James Dean for a day
Then I guess she had to crash
valium would have helped that bash
She said, hey babe
take a walk on the wild side
I said, hey honey
take a walk on the wild side
and the coloured girls say
Doo, doo-doo, doo-doo, doo-doo-doo

END

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Scuotiamoci! – Let’s rock!

Rime petrose ovvero testi rock: in questa rubrica, infatti, proporremo testi di famose canzoni rock (ma anche pop) tradotte in italiano antico (di quale secolo non è importante, anche perché l’italiano letterario è spesso stato conservatore).
Le traduzioni non sono necessariamente cantabili sulla melodia originale: ogni testo troverà la sua metrica più adatta (o la troverà il traduttore: abbiamo una piccola squadra impegnata all’uopo, ma se scrivete qui potrete collaborare anche voi. Basta segnalare il testo prima, in modo da evitarvi di lavorare su una canzone che sta già facendo qualcun altro).
La verità è che quelli che passano per testi rock in realtà erano poesie ancora da scrivere, scese dall’iperuranio sotto forma di canzoni perché era l’unica via: la poesia oggi la leggono in pochi, mentre i testi inglesi hanno audiences più ampie.
Con questa rubrica riporteremo i testi al loro antico splendore, con tutte le finezze permesse dalla lingua italiana: buona lettura dunque e… scuotiamoci (let’s rock)!

Mastro Giulio

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