Calido sommo / Hot hot hot ! ! !

folgorazione

(Traduzione curata da Mastro Giulio di Hot hot hot ! ! ! dei Cure – cliccare sul titolo per il testo originale)

Testo insolito, nel quale l’autore racconta i suoi incontri con una folgore – senza dubbio metaforica – che scopre di amare: masochismo o storia di illuminazioni? Ai lettori.

CALIDO SOMMO.

La primiera fiata ch’i’ folgor vidi
nel sottosuol fu, tre bracci e un pie’ in giuso;
il ciel ruinò tra di macerie stridi
e pe’ un istante il loco fu protruso[1]
nel cosmo, poi calò tenebra in coltre, e
nel tugurio in fiamme non tornai oltre.

Quando vidi per la secunda fiata
colpir la folgor, fu al ream di Nettuno:
qual pluvia accese sue creature e ad uno
pluviolle[2] su me; la nave ingoiata
fu dopo un istante, poi buio fu
negl’abissi lasciail’, non tornai più.

La terza fiata ch’i’ vidi colpire
la folgor, nel giaciglio me percosse;
scagliommi che quasi vi lassai l’osse e
pe’ un attimo la ciambra[3] parve gire
su Sèlen, poi fu nero et io lassai
la magione in fiamme e non vi tornai.

Ma di folgor la bussa inver m’è cara,
qual Iacopo fantoccio io borrisco[4],
e danzo, prudo poi raitisco[5] e brado[6],
et ardo e in sommo calido bollisco.

******

[1] Scagliato. [2] Le fece piovere. [3] Camera. [4] Salto. [5] Grido. [6] Urlo.

Informazioni su Mastro Giulio

Nacqui, conobbi la letteratura, conobbi il rock'nroll, li fusi.
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