C.A.G.A.T.E.

Baldwin_Street_New_Zealand

[Nell’immagine, via Baldwin, una delle strade più ripide del mondo].

Nel solco della gloriosa tradizione dei vari A.S.A.B.D.A. (Appello Stucchevole A Beneficio Degli Apatici™) e C.A.P.P.E.L.L.A. (Considerazioni Assortite Personali Pre Elettorali Lievi, Laiche e Agnostiche™, #1 #2 #3) quest’anno dirottiamo su più triviali Considerazioni Accomodanti, Generaliste e Abbacchiate a Tema Elettorale
Queste elezioni riguardano circa 400 milioni di aventi diritto al voto in tutta l’Unione Europea, e pure se è un poco rustico parlare di peso del proprio voto in termini di un quatrocentomilionesimo (il numero dei seggi per stato non è così direttamente proporzionale ai votanti, c’è da tenere conto di macumbe circoscrizionali, di Hare e Niemeyer, delle cavallette) se ci sommi alcuni problemi di inefficacia strutturale del parlamento europeo e un’offerta politica qualitativamente opinabile, – insomma se, come recita un noto adagio, votare è come pulirsi il cvlo coi coriandoli, votare alle europee è come piantare chiodi usando la mollica (che vuol dire? boh, ma mi piaceva l’immagine).
Dici, se è uno spot pro-voto, sei partito un poco in salita.
E’ che con il passare del tempo miro più in basso: basterebbe già spogliare il voto da ruoli simbolistico-feticciosi, come se andare o non andare a votare abbia funzioni catartiche o qualche implicazione più profonda del ruolo sociale che uno sceglie (o non sceglie) di svolgere fra una votazione e l’altra.
Il discorso è sempre quello, c’è un parlamento che tanto si riempie comunque, una soglia di sbarramento che alza il rischio di voto buttato, una possibilità di esprimere una preferenza che metti pure arrivi ad un impatto globale di un mezzomiliardesimo, pace, non vado lì a far la rivoluzione, vado lì a dire che mi piacerebbe di più uno come Tsipras lì in mezzo che l’imperversare del PPE, con tutti i limiti del caso.
Poi questo non va minimamente ad intaccare il mio bilancio sociale da minqia fritta, ma diciamo che per una forma patologica di uttimismo (l’ottimismo utopistico) esprimere un mezzomiliardesimo di preferenza in un panorama desolante lo trovo comunque preferibile al non farlo.
L’unica cosa su cui dovrebbe influire è il diritto al parere da bar tipo «Una persona su tre ha votato abberluscò, io non ne conosco nessuno, non capisco chi l’ha votato», che quando la sento uscire da gente che non vota mi si intristiscono le braghe.

Autolesionistra
(quando la sinistra si fa malissimo)
(se cliccate sul suo nome e sfogliate vi fate benissimo)

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