Burqa e bikini, solo per i tuoi occhi

Si sono spesse lette o sentite dire frasi come “la taglia 42 è il nostro burqa” o “la plastica facciale è il nostro burqa”. La vignetta qui sopra (opera di Evans, ma di più non trovo) si colloca all’interno di questo filone, presentando una donna in burqa che pensa «niente di coperto tranne gli occhi, che cultura crudele dominata dai maschi!» e dall’altra parte una donna in bikini (bianca e bionda, tanto per pigiare l’acceleratore su polarizzazioni Occidente / Oriente) che pensa «tutto coperto tranne gli occhi, che cultura crudele dominata dai maschi!». Le due son speculari, ma non si specchiano.
In quest’ottica, i due punti di vista sono interscambiabili. Nella realtà, quella di sinistra se vuole vestirsi come quella di destra può (al più, tenendo il volto scoperto. Ma non se è un inverno freddo e ventoso), il contrario no. Da un lato si può scegliere se ribellarsi o no ai dettami di una moda, dall’altro il diritto di scegliere come vestirsi non viene riconosciuto, perché non si tratta di moda bensì di coprire la donna, cioè proteggere la fragilità maschile di fronte alla parità. Punti di svista.
(Un giorno, al parco con mio figlio, ho visto una donna vestita con un quasi burqa, scoperto il volto e intabarrato il resto. «Poveraccia», ho pensato. Era un caldo boja. Poi son passate due suore, vestite uguali).

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