Beowulf, l’eroe di plastica e il Grendel dell’inutile

1974. Lloyd Kaufman e Michael Herz fondano la casa di produzione cinematografica “Troma”, ovvero produzione di film indipendenti a basso costo di splatter estremo e irriverente, con aggiunte di erotismo ripugnante, volgarità e liquidi corporei a non finire, battute politicamente scorrette. Insomma, il meglio del peggio del peggio. L’apoteosi della “Troma” si ha con il quarto capitolo della saga del Vendicatore Tossico, in cui il supereroe protagonista si vede protagonista di episodi nei quali: investe nonnette che, con la faccia spappolata, hanno attacchi epilettici e scagarellano qua e là; strappa a mani nude testicoli ai nazisti, notando che fanno uno strano rumore; spaventa a morte mafiosi che indossano pannolini (nei quali ovviamente defecano). La “Troma” però ha anche prodotto film seri: “Combat Shock”, un film sul Vietnam ispirato ad una canzone dei Suicide chiamata “Frankie Teardrop”, considerato da Kaufman il capolavoro della succitata casa di produzione. L’ultimo film ‘importante’ del grande Lloyd Kaufman risale al 2006 ed è il trashissimo “Poultrygeist”. Tutte queste pellicole sono esempi ottimi, eccelsi di pellicole volontariamente di cattivo gusto. Esempi che li rendono film, a loro modo, validi. A differenza di quelli che di cattivo gusto sono senza rendersene conto.
Un esempio lampante è “La leggenda di Beowulf”, uscito nel 2007, dopo la cui visione si rimane perplessi per un motivo che va anche oltre quello della qualità effettiva: come può aver avuto così poco successo al botteghino? Sulla carta, le qualità per riuscire le aveva tutte: alla regia un geniaccio stranoto come Robert Zemeckis, Oscar per la regia di “Forrest Gump”, cui si devono -tra l’altro- Ritorno al futuro e Chi ha incastrato Roger Rabbit; alla sceneggiatura nientepopodimeno che Roger Avary, cosceneggiatore di Le iene e Pulp fiction (Oscar per), e Neil Gaiman, autore del fumetto di culto Sandman, di libri come American gods e pellicole come Coraline. Il cast degli attori spande fiumi di denaro fino allo spreco, alla lettera: in ruoli di differente importanza sfilano, tra gli altri, Sir Anthony Hopkins, John Malkovich, Robin Wright Penn, Brendan Gleeson e Angelina Jolie, che appare essenzialmente in una sola scena (che, probabilmente proprio a causa sua, è la scena più ridicola e pietosa del film intero). Ad interpretare Beowulf sbuca il monocorde, inespressivo, titanico Ray Winstone che dà al suo personaggio due particolarità, entrambe sbagliate, che, come se non bastasse, si escludono a vicenda: passività di spirito e di emozione combinata con eroismo assoluto privato dell’amarezza che contraddistingueva il poema (o almeno così si dice).
Qualcosa va detto anche dell’aspetto tecnico: il film infatti si avvale, per modo di dire, della motion capture, tecnica che impiega attori in carne ed ossa per animare modelli tridimensionali. Per capirci (per chi fosse stato tanto fortunato da mancare questo Beowulf): come “Avatar” di Cameron, ma anche come due altre opere di Zemeckis, “Polar Express” e “A Christmas Carol”, non tanto ignobili. Il risultato totale? Un’orgia di effetti speciali inutili che lo rendono un videogiochino plastificato, molto poco emozionante e/o coinvolgente, talmente noioso e stupido da lasciare allo spettatore la sensazione che il vero Grendel (il mostro nemesi di Beowulf) sia l’inutile. E Beowulf mica vince tanto, allora. Varrebbe vederlo solo per un paio di piani sequenza allucinanti in cui la macchina da presa va all’indietro. Senza alcun vero scopo, in realtà. Come tutto il film, del resto.
Cosa resta di questo film? Vi si può trovare l’apoteosi delle ambizioni ‘a vuoto’ del nuovo cinema americano; è sicuramente poco interessante per gli studenti interessati al poema; finisce per essere un’offesa ai ritrovati della tecnica filmica che vorrebbe celebrare, perché se il cinema deve essere inteso come Arte di espressione, meglio si esprimano i titoli di coda.

7isLS

Aggiungi ai preferiti : Permalink.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *