Benedetto è il rifiuto

papa_a_vento

Il papa molla, pare per ragioni di salute, dal 28 febbraio. Era (vado a memoria) dai tempi di Celestino V -morto alla fine del 1200- che non succedeva. Tra l’altro, mi fa notare l’amico palermitanissimo Nicola che sulla pagina wiki dedicata a Celestino V si legge: «Il 28 aprile 2009 papa Benedetto XVI, visitando la basilica duramente colpita dal terremoto di qualche giorno prima, pose sulla sua urna (una teca di cristallo) il suo pallio pontificio in ricordo della visita». Ah, tutto è contemporaneo nella mente di Dio.
Certo, così il suo pontificato da amorfo-conservatore, un nulla nella storia, finisce per lasciare il segno; e certo, già che c’era poteva cinguettarlo, anziché dirlo in latino (per ora nessun cinguettio, ma qualcuno vedrà e provvederà).
Il miglior commento che ho sentito a riguardo proviene dall’amico romanissimo Nicola. Dialogo: «Nicola, hai sentito? Il papa si dimette». Nicola: «Come, si dimette? Ma che vor di’? Non può. Deve morire!».
Eh, non ci sono più i papi di una volta.

Taggato . Aggiungi ai preferiti : Permalink.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *