Barta / Libri fino alla fine del mondo

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Tempo di leggere (1959) è uno dei più celebri episodi della serie tv Ai confini della realtà, e non sarà certo una sorpresa per gli appassionati della serie; tuttavia in molti non lo conoscono, ed è a loro (e a chi lo volesse rivedere, ovvio), che qui ci si rivolge.
La storia? Un impiegatuccio miope, vessato, remissivo ha una sola passione -leggere- e un solo luogo dove poterlo fare in santa pace: nel caveau della banca dove lavora. Una catastrofe nucleare devasterà il mondo e lui rimarrà «l’ultimo uomo sulla Terra». Perché non uccidersi? Semplice: perché tutto è ridotto a macerie tranne la biblioteca. Ora ha tutto il tempo per leggere e tutti i libri a disposizione… Davvero?
All’epoca in cui il racconto è stato trasmesso, andavano in voga i racconti con finale a sorpresa (anche nei fumetti: e chi ha fatto conoscenza con i fumetti della Marvel nella prima edizione italiana, targata Corno, ha ben presenti le storielle di cinque pagine imbastite da Stan Lee, Steve Ditko e soci, pubblicate in appendice all’Uomo ragno e simili), e la linearità della storia, di uno sviluppo problema-soluzione, era semplicemente bandita: lo spettatore doveva rimanere spiazzato, per godersi meglio il conforto della sua casetta – o almeno così si pontificava, e comunque così capitava.
Due curiosità.
Una: a proposito dell’Ultimo uomo sulla terra. Se non l’avete visto recuperate questo grande film, girato in un Eur spettrale, che simula alla perfezione un mondo distrutto da una pestilenza di vampiri. Il protagonista è Vincent Price e il film è tratto da Io sono leggenda di Richard Matheson (sceneggiatore di Ai confini della realtà e autore del racconto dal quale è tratto anche l’esordio di Spielberg, Duel), in seguito ispirazione per La notte dei morti viventi. Preferitelo, sempre, a Io sono leggenda con Will Smith.
Due: il protagonista di Tempo di leggere è l’allenatore di Rocky.
Un’ipotesi: l’episodio rimanda involontariamente (credo) alla biografia di Jorge Luis Borges, il quale per tutta la vita desiderò dirigere la biblioteca di Buenos Aires e alla fine vi riuscì (ma con finale a sorpresa).

Filippo Polenchi
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TEMPO DI LEGGERE

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