Barta / Cose che salvano la vita

verocomelafinzione02

Le cose si fanno serie, anche da queste parti. Questa volta vogliamo parlare di vita, morte, destino, di verità, di finzione, di temi duplici, della finzione. Cos’è vero? E cosa è falso? Si dice sempre che la storia la fanno i vincitori: diciamo che sono loro a raccontare la versione ufficiale. O almeno: loro la raccontano per primi. E ancora: dov’è la realtà quando parliamo di finzione narrativa, cinematografica, figurativa e così via. I formalisti, che Dio li abbia in gloria, si scatenavano contro a chi parlava di “realismo” per l’arte: l’arte è finta. E cosa accadrebbe se ti svegliassi, un giorno, e scoprissi di essere finto pure tu? Di essere come i personaggi di Tempo fuori luogo, il romanzo di Philip K. Dick che per certi versi anticipa Matrix.

verocomelafinzione01

Ed è quello che succede in un film che ho visto di recente, Vero come la finzione (2006), di Marc Foster, dove Emma Thompson è una scrittrice, di nome Kay Eiffel, che sta scrivendo il suo ultimo romanzo. Harold Crick (Will Farrel) è un ispettore fiscale che un giorno inizia a sentire la voce di Kay come se fosse un narratore onnisciente. Dettaglio numero uno: Kay sta narrando la vita che Harold vive. Dunque ad Harold si svela uno dei più grandi misteri dell’umanità: esiste un destino? Sì, esiste e a intesserne le fila è l’autrice di un romanzo. Dettaglio numero due: la scrittrice ha intenzione di uccidere il suo personaggio.

verocomelafinzione03

Vero come la finzione parla di libri e romanzi e noi, come sapete, ci perdiamo la testa dietro ai libri e ai romanzi, ma parla anche della vita, la morte, la letteratura e i generi narrativi. Il protagonista, infatti, quando inizia a sentire la voce di Kay, si rivolge a un esperto di letteratura, interpretato da Dustin Hoffman, il quale gli consiglia una prova decisiva: capire se la sua vita è una commedia o una tragedia. Solo capendolo Harold scoprirà se Kay gli riserverà un destino di vita o di morte. Grazia o pena.
Lo capisco: questo è un modo semplicistico di guardare la cosa, ma solo se la prospettiva è, per così dire, elevata, astratta e teorica. Voglio dire: nessuno sano di mente, seduto a un tavolo, nel mezzo di una ispirata conversazione, immerso in una piacevole atmosfera di buon vino e buon cibo direbbe che la vita è commedia oppure tragedia, senza vie di mezzo.
Le cose cambiano, invece, se la prospettiva è quella quotidiana, terrestre, dell’uomo che ogni giorno esce di casa e si domanda cosa ne sarà della sua vita, oppure che non si pone alcun interrogativo e demanda la sua filastrocca d’immortalità a rituali ossessivo-compulsivi, tipo scandire la giornata dal timer del proprio orologio (come fa Harold), se insomma il punto di vista è quello dell’uomo che teme l’avversione di forze incoercibili sulle quali non ha scelta, imprevedibili e selvagge loro, indifeso e impaurito lui, se, in definitiva, la prospettiva è quella di un tizio normale che teme di buscarsi una tegola in testa e comunque non può farci niente – perché ci sono delle cose che capitano e non puoi farci niente – allora il consiglio che Hoffman dà ad Harold è tutt’altro che banale o scontato. È un indizio di sopravvivenza, ma ancora di più è un abbraccio.
È empatia, comprensione, è divisione del patire. È umanità, è conforto, è solidarietà. Che tu sia commedia o tragedia, alla fine, conta poco, ma che io possa darti la mia comprensione e il mio conforto, fa tanto, fa tutto: è questo che salva la vita.

verocomelafinzione04

Vero come la finzione piace, in casa editrice, perché è una commedia ben fatta, recitata benissimo, lieve e profonda, perché parla di libri e romanzi (e noi ci perdiamo la testa dietro a libri e romanzi), ma soprattutto ci piace perché parla di «umanità» che da queste parti, nonostante tutto, è ancora la cosa più importante.
Vorrei parlare ancora di un aspetto del film, svelare un altro dettaglio sul «potere della lettura», ma rovinerei il finale a chi non l’ha visto.

Filippo Polenchi
Visita il sito dell’autore e quello di Barta edizioni

Taggato . Aggiungi ai preferiti : Permalink.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *