Ballata de’ riottosi / Rebel waltz

rivoltelondra

(traduzione per mano di Mastro Giulio di Rebel Waltz dei Clash – cliccare sul titolo per il testo originale)

Dopo il carme della settimana scorsa, ribelle ma in maniera celata, proponiamo un canto di rivoltosi ben più esplicito, che oltretutto parla non solo di rivolta ma anche dei canti della stessa, in una sorta di specchio.

 

BALLATA DE’ RIOTTOSI.

 

Morfeo tra li suoi bracci me cullava
quand’ebbi l’avvision[1] d’un arcano evo:
una legion di riottosi danzava
nell’aere e fuochi di campo vedevo.
Tra fiamme generato il guerrier canto
sonava in aria, e i riottosi altrettanto.

Danzavo avvinto a fanciulla un motivo
composto all’uopo di bellica danza;
femmineo era anche il canto ardente e vivo
che, prode, risonava in onne stanza:
“Finché non cadrem noi resisteremo
tutti, finché di noi cadrà l’estremo”.

D’un tratto giunse la fosca novella
ch’alma vittoria non ci aveva arriso:
cinque legioni marciavano in sella,
del campo il cor patì lo tristo avviso[2].
Nube oscurò Selen, pianse creatura
d’inedia e certa fu la sorte dura.

Danzando co’ un’arma per dama, allora,
gli scoppi seguivam; poi lo mio amore
nel bosco vidi, ma il suol gittò fora
ninferno al sol par[3], parve, di calore.
E ‘l gemer dei militi agonizzanti
s’accordava a vecchi riottosi canti.

Nostra speme in fumo al ciel ascendea
e li ocul me beffavano tra il bianco
astro e la selva, acciocché io credea
nel sonno di veder ‘l riottoso branco
alzarsi al prode richiamo di quella
ballata antica, ch’a rivolta appella.

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[1] Sogno. [2] Notizia. [3] Simile, pari.

Informazioni su Mastro Giulio

Nacqui, conobbi la letteratura, conobbi il rock'nroll, li fusi.
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