Arturiana: conclusione

01. Aubrey Beardsley by Frederick H. Evans

(Prima di lasciare la parola a Carla Muschio, un grato saluto da parte di daParte a tutti coloro che ci hanno seguito sin qui malgrado i pessimi giochi di parole dei gestori del sito, i continui ritardi, le sparizioni e le immagini a volte saltate: la colpa è tutta di chi si occupa di daParte, Carla è stata sempre impeccabile. Appena possibile, il sito riprenderà a marciare col consueto brio. Intanto, i vincitori di codesta avventura: Elena, Francesca, Ludovico e Paola. E ancora grazie.
Il tizio sopra, che pare preso da un cartone Disney dell’epoca della
Carica dei 101, è Aubrey Beardsley, alla cui opera abbiamo attinto per ogni puntata di apertura di Arturiana. E ora, davvero, sssst).

La fine degli amori, speculari tra loro, di Tristano e Isotta, di Lancillotto e Ginevra, segna la fine di un mondo. Dopo aver restituito Ginevra a re Artù, Lancillotto lascia l’Inghilterra per stabilirsi nei suoi possedimenti di Francia. Artù, aizzato dai suoi cattivi consiglieri, passa in Francia con un esercito per devastare le terre di Lancillotto. In sua assenza, affida il regno e la sposa a Mordred. Questi aspira a spodestare re Artù prendendone le terre, così esibisce false missive da cui risulterebbe che Artù è morto e sconfitto in Francia. I baroni d’Inghilterra gli credono e lo incoronano re. Mordred chiede anche la mano di Ginevra che, per sfuggirgli, si rifugia nella Torre di Londra. Mentre i cavalieri di Mordred assediano la Torre, Artù con le sue forze decimate ritorna in Inghilterra, avendo abbandonato la guerra contro Lancillotto. Nasce aspra battaglia tra i cavalieri di Mordred e quelli di re Artù, che si annientano a vicenda. Il re e il suo usurpatore si affrontano in singolar tenzone e ciascuno manda un colpo a segno. Mordred muore, invece Artù è solo ferito.
Sentendo l’approssimarsi della morte, si fa accompagnare dal fido Bedivere al luogo in cui aveva ricevuto la magica spada Excalibur. La spada è gettata in acqua e una mano si leva a raccoglierla. Giunge poi una barca riccamente adorna piena di belle regine che accolgono re Artù a bordo per condurlo alla valle di Avalon, una sorta di paradiso.
Ginevra, dopo la morte del marito, ripara in un monastero e ne diventa badessa. Lancillotto fa ritorno in Inghilterra e corre subito da lei per riprendere il loro amore, ma è respinto. Decide allora di seguire l’esempio della sua amata e farsi monaco. Un giorno Ginevra gli compare in sogno e Lancillotto capisce che deve accorrere da lei. Giunge che è appena spirata. La seppellisce con grande dolore e poco dopo muore a sua volta, compianto da tutto il popolo.

*

E ora tutti i nostri personaggi non sono più, ma la terra vive ancora e tutte le vicende da essi vissute torneranno a presentarsi, con volti e nomi nuovi. A ogni maggio spunteranno tenere foglie e freschi amori che l’inverno spegnerà, ma solo per poco.

Carla Muschio
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