Arrestar gli equiti / Stop the cavalry

stop_the_equiti

(Traduzione curata da Mastro Giulio di Stop the cavalry di Jona Lewie – cliccare sul titolo per il testo originale)

Un canto di un soldato lontano da casa, che l’appropinquarsi del Natale porta a riflettere sull’insensatezza di ogni guerra, contrapposta al pacifico quadro di un focolare domestico scaldato dall’affetto delle persone care e non dalle esplosioni.

ARRESTAR GLI EQUITI.

Messer Colledipieve[1] giunge quivi
e loda assai lo gran nostro valore;
ma fuor v’è neve e del gelo ‘l martore
quando ‘l nemico in volta assalti e schivi.
Vorrei ch’esto patir avesse or fine:
s’arresteranno mai le truppe equine?

Mistier mi fu pugnare sanza cessa[2]
p’ogne vespro ne’ secul sanguinosi;
è ciò che me ognor mena a porre dessa[3]
quistion: equina truppa, che tu posi
avverrà mai? Maria, mio amor, m’aspetta:
in danza i’ vorria ella tenere stretta.

E com nell’aer galoppa pure ‘l canto
per lo Natal a’ miei vorrìa esse’ accanto.

D’un tratto un deflagrar: altra cittade
percossa, e ‘ntanto Iacopo e Luzzaro[4]
sorseggian bevande; se ‘l tristo ade
impetro[5] d’evitar, ivi dichiaro
ch’al poter mirerò per porre fine
a lo tristo pugnar di truppe equine.

E com trotta nell’aer bellico canto,
in danza mia fanciulla embracciarìa;
l’amor mio lunge attesemi, Maria,
giugne Natal, speme ho d’esservi accanto.

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[1] Noto signore albionico, “Churchill” nel suo idioma. [2] Ininterrottamente. [3] Questa. [4] Coppia di personaggi dei quali il curatore non è riuscito a sapere alcunché: chiediamo aiuto a lettori più dotti di noi. [5] Ottengo.

Informazioni su Mastro Giulio

Nacqui, conobbi la letteratura, conobbi il rock'nroll, li fusi.
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