Alessandro di Grecia e Soredamor

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Lettore, in questa rubrica trovi ogni volta la mia narrazione di un episodio del ciclo di re Artù, seguita da una sua variante moderna. Sei invitato a scrivere il finale secondo la tua fantasia, in sintonia o in opposizione alla vicenda base, e inviarlo alla maestra entro le ore 20 di domenica prossima. Le soluzioni migliori saranno pubblicate nella «vetrina» della puntata, insieme al finale della storia scritto da me. A Natale chi avrà dato i contributi più abbondanti e interessanti riceverà un libro omaggio.
(Cliccate sulle linguette delle schede per proseguire- Sopra: Aubreay Beardsley, Dama seduta).

Carla Muschio
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La storia

Il giovane Alessandro, figlio dell’imperatore di Grecia, vuole recarsi alla corte di re Artù per essere fatto cavaliere. Viene ben accolto e si fa molto onore nella vita di corte e in battaglia.
La regina Ginevra ha una giovane e leggiadra damigella, Soredamor, il cui nome significa: bionda per amore. Ella non ha mai amato, ma alla vista di Alessandro si accende d’amore. Soffre e langue, non osando confessare il suo sentimento né all’interessato, né ad altri.
Lo stesso avviene per Alessandro. Anch’egli non ha mai amato. Ora arde d’amore per la damigella, ma soffre in segreto senza osare dichiararsi.
Un giorno la regina Ginevra dona ad Alessandro una preziosa camicia cucita in oro proprio da Soredamor. In essa, una cucitura risplende più delle altre: è stata fatta, invece che con l’oro, con un lucente capello della fanciulla. Soredamor vede la camicia indosso ad Alessandro e si strugge di non osare rivelargli di essere stata lei a cucirla. Tuttavia, provvede Ginevra a farlo sapere ad Alessandro, e allora la camicia gli diventa ancora più cara.
Ginevra vede che i giovani deperiscono e si consumano per il mal d’amore che li ha colpiti, e allora, visto che essi non sanno parlare, decide di intervenire lei. Li chiama a sé, dice di sapere quale sia l’origine del loro male. Alla rivelazione della regina, i giovani confermano di amarsi reciprocamente. Ben presto a corte si celebrano le loro splendide nozze.

 

La variante

Filippo e Vittoria frequentano lo stesso club. Fin dalla prima volta che si sono visti, ciascuno ha sentito nascere in cuor suo una forte attrazione per l’altro, quasi una cotta. Alle riunioni del club si cercano sempre con lo sguardo, ma poi, se i loro occhi si incontrano, subito essi li distolgono. Si parlano anche poco. Proprio per l’intensità della passione che provano, da cui sono loro stessi spaventati, non osano avvicinarsi all’altro, per la gran paura di ricevere un rifiuto.
Dorina, la presidentessa del club, si accorge di questo. Una sera chiama a sé i due e dice loro: «Ho una comunicazione importante che devo fare a voi due e voi due soli. Nessuno ci deve sentire».

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