Abbigliamento a teatro

teatro_etichettaLettore, leggi la scenetta e risolvi la situazione, o modificala, con le maniere migliori che riesci a pensare. Anche se non mi hai mai scritto, comincia ora. Inviami il tuo testo entro lunedì prossimo. Saranno gradite anche citazioni stimolanti sull’argomento. Le risposte migliori verranno pubblicate nella vetrina entro il giovedì successivo. Alla fine dell’anno 2014 si vincono tre libri, assegnati a suo capriccio da uno dei curatori del sito.
(Nell’immagine: il teatro Romolo Valli di Reggio Emilia).

Carla Muschio
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Renato ha trovato un appartamento piccolo, ma grazioso e poco costoso, in cui andare ad abitare con la sua ragazza. Per ambedue è il primo distacco dalla casa dei genitori, sono entusiasti e innamorati. Oggi si sono messi gli «abiti da lavoro», hanno preso la macchina e sono andati a imbiancare la casa. La dipingeranno in rosa, pistacchio e panna, in omaggio all’estate e alla gioia di poter vivere insieme. Renato ha addosso un paio di vecchi jeans e una maglietta sdrucita. Susanna, la ragazza, porta una canottiera e una graziosa salopette nera scartata da sua sorella. Verso sera gli abiti dei ragazzi sono tutti picchiettati di schizzi rosa, pistacchio e panna.
Alle sette suona il cellulare di Renato. È Paolo, un amico caro che fa l’attore.
-Ho dei biglietti omaggio per stasera al mio teatro. Vi va di venire?
-Sì, però noi siamo alla casa a imbiancare…
-Beh, manca un’ora, ce la fate. Poi si mangia una pizza dopo lo spettacolo.
-Sì, ma siamo vestiti da lavoro. Dovremmo andare a casa a cambiarci ma non c’è tempo.
-Beh, che fa? Chi vi vede penserà che è una nuova moda.

 

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