A che anno è la fine del mondo?

Sulla scia dei Rem, Ligabue chiedeva in una canzone, preciso: a che ora è la fine del mondo? Per alcuni, i maia hanno il pregio -pur restando un po’ più sul vago- di fornire puntuali indicazioni, verso un giorno che ormai verrà tra una manciata di stagioni: 21 dicembre 2012, termine di uno dei cicli del loro calendario e, per le interpretazioni degli alcuni, data di una radicale trasformazione spirituale dell’umanità o della fine del mondo (sulla fondatezza di queste interpretazioni maioliche, vedi un articolo di Paolo Attivissimo). Il regista Emmerich, che vanta amaramente titoli quali Stargate, Independence Day, L’alba del giorno dopo, si è buttato a pesce sulla gufata, infliggendo a molti cinema il suo 2012, purtroppo uscito nel 2009 e quindi al riparo della catastrofe annunciata (se ve la siete persa, non è la fine del mondo).
Per cattiveria verso il monopolio pseudoscientifico degli allegroni della distruzione (“Pentitevi! Il mondo sta per finire!”. Ma un bel: “Fornicate! Il mondo sta per finire” mai, eh?), sono arrivati gli esperti della Nasa, prevedendo per il 2013 una gigantesca eruzione solare in grado di scatenare una tempesta magnetica sulla Terra e il rabbuio globale dei sistemi di telecomunicazione satellitare. L’allarme arriva da un vertice di scienziati riunitosi nella capitale Usa per analizzare, sulla scorta di un rapporto della National Academy of Sciences, gli effetti di questa apocalisse magnetica. La definizione non paia esagerata (soprattutto considerando che “apocalisse” signfica “rivelazione” e non “fine del mondo”, ma lassam pevdeve le derive bibliche), dal momento che si prevede che il lieto evento metterà in ginocchio il trasporto aereo, i sistemi di localizzazione geografica guidati da Gps, i servizi finanziari e le comunicazioni radio militari.
Tuttavia, ricantiamo Ligabue: niente paura. La Nasa sta infatti utilizzando decine di satelliti, tra cui il Solar Dynamics Observatory, per studiare e scongiurare la minaccia della megaeruzione solare, fenomeno scientificamente conosciuto come brillamento solare o stellare, che coinciderà con una fase di intensificazione dell’energia solare che si verifica ogni 11 anni e, sostiene l’astrologo che abita il blogo accanto, con un incremento nelle vendite di cosce di pollo, anelli vibratori e toffolette. Il prossimo picco, dice il vertice, è atteso per il 2013 e sprigionerà una potenza -o mamma mia, mia mammina- pari a CENTO bombe ad idrogeno e provocherà per l’economia Usa danni economici VENTI volte maggiori di quelli dell’uragano Katrina. Ed è inutile cercare di consolarsi dicendosi che tanto l’economia è in crisi. Preoccupate anche le autorità militari, noooo-pi paasso! Il ministro della Difesa britannico Liam Fox ha annunciato lo studio di misure per la protezione delle reti di comunicazione che potrebbero prestare il fianco all’attacco del terrorismo globale. A questo punto, facciamo due conti: picco ogni 11 anni, 2013, quindi nel 2002 è successo….? Siiiiiiiiì?

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