Vetrina: Gareth difende Lynette

garethLa vetrina di questa rubrica presenta le migliori risposte dei lettori sull’argomento della settimana precedente. Il mio contributo è il finale della storia scritto da me, esattamente come per i lettori.
Non è necessario partecipare ogni settimana, ma alla fine dell’anno «scolastico» i lettori più brillanti e costanti riceveranno in dono un libro offerto dalla redazione di daParte, come di consueto. Quindi, scrivetemi!
(Cliccate sulle linguette delle schede per proseguire. Sopra: Arthur Hughes,
Gareth e Lynette).

Carla Muschio
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Finale

Il cliente accetta, seppure con incertezza, di proseguire le trattative con Mariella che, senza togliersi il grembiule, lo accompagna a una scrivania.
Dopo un mese il progetto è pronto. Mariella convoca il cliente per discutere i dettagli finali. Lo accoglie vestita con grande eleganza e gli mostra il prototipo della lampada. Il cliente è molto soddisfatto e commenta: «Devo ammettere che aveva ragione l’architetto. Qui la donna delle pulizie ha ancora più fantasia dei titolari».
Gli altri due soci dell’ufficio si avvicinano ridendo e finalmente sciolgono l’equivoco.
La lampada vince un bel premio alla fiera dove viene presentata.

VetrinaFRANCESCA TADDEI
Il cliente, imbarazzato, balbetta che forse non è il caso, che magari è meglio fare in un altro modo… Gli viene in soccorso l’altro socio, che impietosito spiega che lo stanno solo prendendo in giro e che in realtà Mariella fa parte dello studio.
Ma la spiegazione non basta a rincuorare il cliente. Dentro di sé pensa che se dei tre soci, Mariella è quella a cui toccano le pulizie, allora vuol dire che è quella che conta meno lì dentro. Come fare però? Non può certo dire che non vuole che se ne occupi lei perché ha il sospetto che sia l’ultima arrivata là dentro; e poi c’è il rischio che si pensi che, sotto sotto, fa tutte queste storie perché lei è una donna e gli altri due soci sono uomini… Per carità. Alla fine il cliente decide di accettare e di affidare l’incarico a Mariella.
In effetti poi il risultato del lavoro è ottimo e il progetto lo lascia del tutto soddisfatto. Al cocktail per la presentazione della famosa lampada, a cui sono invitati anche i tre soci dello studio di design, l’uomo confida a Mariella le sue iniziali esitazioni. “Sa, vederla lassù sulla scala, con lo strofinaccio in mano… Mi aveva dato proprio l’impressione dell’ultima ruota del carro”. “Beh, avrebbe dovuto presentarsi il giorno prima”, gli confida a sua volta Mariella. “Avrebbe trovato i miei soci impegnati a pulire la toilette. Sa, avevo giusto fatto notare loro che molti uomini hanno scarsa mira quando vanno in bagno…”

ELENA TRABAUDI
Il cliente rimarrà perplesso. Se davvero aveva in mente di fare un lancio in grande stile della nuova lampada, penso che si rivolgerà a un altro studio, ugualmente promettente, invece di intraprendere una sfida al buio.
La cosa cambia se l’arredatrice scenderà dalla scala, si toglierà i guanti e spiritosamente si rivolgerà al potenziale cliente con piglio manageriale, dicendo:
“Ecco, è bene che torni nei miei panni. Le pulizie mi si addicono meno dei progetti di arredamento, glielo assicuro!” Il tutto sperando che il signore in questione non si lasci fuorviare dalle apparenze.

LODOVICO RE
Al cliente pareva tutto irreale. Non sapeva cosa pensare, come capacitarsi della situazione. Fu così che pian piano gli sembrò di essere non nella vita reale, ma in una fiaba. E per questo accettò di buon grado che la signorina progettasse la sua lampada.
Infatti si era detto: se  il brutto anatroccolo può diventare un cigno,  una crisalide pelosa trasformarsi in una agile farfallina, ed un rospo con un bacio diventare un principe,  perchè lei non può trasformarsi nella mia designer?

PAOLA
“Non è questo il problema! La  fantasia è solo uno degli aspetti del mio progetto. Sono venuto in uno studio professionale perché tutti i fattori vengano valutati. E perché mi pone di fronte ad un out out? Che  modi sono? La saluto, non credo ci sia modo di collaborare ” disse il cliente ed uscì.
Sguardo rapido tra i soci, risata amara.
Giuseppe abbassa lo sguardo, Mariella si precipita sulle scale sperando di raggiungere in tempo il cliente nell’ascensore… Nella  corsa le si sciolgono i capelli ma lo intravede alla porta d’entrata del palazzo… forse lo raggiungo pensa…
Giuseppe dall’ alto guarda attraverso il vetro pulito… incrociando le dita… mordendosi le labbra…

Gareth difende Lynette

beardsley_mostronero

Lettore, in questa rubrica trovi ogni volta la mia narrazione di un episodio del ciclo di re Artù, seguita da una sua variante moderna. Sei invitato a scrivere il finale secondo la tua fantasia, in sintonia o in opposizione alla vicenda base, e inviarlo alla maestra entro le ore 20 di domenica prossima. Le soluzioni migliori saranno pubblicate nella «vetrina» della puntata, insieme al finale della storia scritto da me. A Natale chi avrà dato i contributi più abbondanti e interessanti riceverà un libro omaggio.
(Cliccate sulle linguette delle schede per proseguire. Sopra, un disegno di Aubrey Beardsley).

Carla Muschio
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La storia

All’udienza di re Artù si presenta Lynette, una bella e nobile dama proveniente dal Castello Periglioso, dove sua sorella, Lyonors, è assediata da un cavaliere detto Notte che vuole sposarla contro il suo volere. Altri tre cavalieri che si chiamano: Stella del Mattino, Sole di Mezzogiorno e Stella della Sera bloccano ogni accesso al castello. Lynette è venuta a corte per chiedere l’intervento di Lancillotto in difesa della sorella.
Si fa avanti Gareth chiedendo di poter difendere la dama, “benché egli sia un semplice sguattero di cucina”. Artù, senza rivelare il suo segreto, affida a lui la missione, ma la dama è offesa per aver ottenuto un difensore tanto umile e se ne va indignata.
Gareth la raggiunge e le dice: “Guidami e ti seguirò”. La dama risponde: “Stammi lontano, puzzi di cucina”. Gareth tuttavia la segue.
Presso uno stagno vedono un uomo con una pietra al collo che sta per essere affogato da sei malfattori. Gareth li sgomina salvando la vita all’uomo, che è un barone e, grato, invita i due a pernottare al suo castello. Al banchetto che si allestisce Lynette, sempre sdegnosa, rifiuta di sedere accanto a Gareth.
L’indomani giungono nei pressi del Castello Periglioso. Si fa avanti Stella del Mattino, dalle armi azzurre, a bloccare il passaggio. Gareth lo sconfigge in combattimento. A terra, Stella del Mattino implora: “Mi arrendo, non uccidermi”. Gareth risponde: “Ti lascerò in vita solo se Lynette mi prega di farlo”. Lynette, riluttante, cede. Il cavaliere dovrà andare alla corte di re Artù raccontando di essere stato sconfitto dal suo “sguattero di cucina”.
Lynette pare indispettita dalla vittoria e si lamenta a gran voce. Ecco che raggiungono il secondo cavaliere, Sole di Mezzogiorno, armato di rosso, sulla riva di un fiume. Questi nel combattimento scivola in acqua ed è sconfitto. Gareth gli risparmia la vita, ma lo invia da re Artù ad aspettare il suo ritorno. Lynette è sempre più sdegnosa.
Il terzo fratello da affrontare è Stella della Sera, che veste una vecchia armatura. Sicuro di sé, affronta Gareth e sta per vincere. Stavolta però la dama incoraggia il suo campione e Gareth riesce a trionfare. Ora finalmente Lynette lo chiama “il più nobile degli sguatteri” e gli chiede perdono per essere stata così scontrosa.
Cade la sera e sopraggiunge Lancillotto, che aveva seguito la coppia a distanza. Lynette tenta di affidare l’ultimo combattimento a lui, ma Lancillotto non accetta. Offre invece a Gareth le sue armi e il suo cavallo. Dopo essersi rifocillati e riposati, l’indomani mattina i tre raggiungono il Castello Periglioso, difeso dal cupo cavaliere nero della Morte e della Notte. La lotta è dura ma Gareth trionfa e spezza in due il suo elmo. Quale non è la sorpresa di tutti, compresa Lyonors che guardava dalla finestra, nel vedere che dall’elmo sbuca la testa di un fresco giovinetto! I tre fratelli l’avevano messo lì per impaurire le dame, attrarre Lancillotto e ucciderlo, ma ora sono stati tutti sconfitti.
Si fa gran festa e poco dopo Gareth sposa una delle sorelle, non si sa se Lynette o Lyonors.

La variante

Uno studio di design di Milano dal nome prestigioso è di proprietà di tre soci. Uno è una donna, Mariella. Un mattino di primavera Mariella arriva in studio presto e dice agli altri due: “Guardate come sono sporchi i vetri. Io li pulisco. Così mi sgranchisco.”
Il loro studio, confortevole e, ovviamente, ben arredato, è per i tre una sorta di casa. Mariella si mette un bel grembiule, sale sulla scala e inizia a pulire. Dopo poco suona il campanello. Giuseppe aveva dimenticato di aver preso appuntamento con un cliente.
Il cliente si accomoda, illustra la sua richiesta. Vorrebbe il design di una lampada dalle caratteristiche particolari, che metterebbe subito in produzione per presentarla a un’importante fiera nell’autunno. Mariella dalla cima della scala dice: «Che bella idea! Vorrei occuparmene io».
Il cliente è perplesso. Credendo che Mariella sia solo l’addetta alle pulizie, gli pare esagerato che voglia improvvisarsi designer.
Giuseppe si rende conto dell’equivoco, ma invece di chiarirlo lo cavalca dicendo: «Guardi che la signorina ha più fantasia di me! Prendere o lasciare: vuole o non vuole questa lampada?».