Scuole di pensiero: invia la foto della tua scuola

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Ora che si sono riaperte le scuole, si parla dappertutto di educazione. E allora ci mettiamo anche noi.
Sei invitato a mandare una foto scattata da te (in formato digitale), accompagnata da un testo che in qualche modo parli di scuola, all’indirizzo riportato in calce. Hai tempo fino a alla fine di ottobre.
I contributi più belli saranno pubblicati a fine ottobre, al «complimese» di quella che un tempo in Italia era la vigilia del primo giorno di scuola (il 30 settembre) nella rubrica Immagini da riporto di questo sito. Chi avrà svolto il compito meglio di tutti riceverà in regalo un libro di Barta edizioni.
Conoscendo la proverbiale pigrizia dei lettori della rete, vincere potrebbe essere piuttosto facile. Provateci!

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Carla Muschio
Scrivimi e visita il mio sito

Tanto tempo fa, in una Cappella sistina lontana lontana….

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Misantropo ha alzato la palla e, credo, Catastrofe ha facilitato l’apertura delle porte della percezione con un saporito montaggio animato, o grafica d’immagini formata, o giffa, o giffone che dir si voglia, e Luke dà un’occhiata e la piglia benissimo.

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(Codesta immagine invece è via Brondybux).

 

Vetrina: «mailing list»

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La vetrina di questa rubrica presenta le migliori risposte dei lettori sull’argomento della settimana precedente. Il mio contributo è una citazione, presa da uno dei tanti manuali di etichetta. Valuterai tu se la sentenza citata getta una luce che avvia a una soluzione o spinge invece verso un conformismo cieco.
Non è necessario partecipare ogni settimana, ma a Natale i lettori più brillanti e costanti riceveranno in dono un libro offerto dalla redazione di daParte. Quindi, scrivetemi!
(Cliccate sulle linguette delle schede per proseguire).

Carla Muschio
Scrivimi e visita il mio sito

 

Lettura

•    Una buona regola generale: conviene esser risparmiatori in quel che si spedisce e liberali in quel che si riceve. Non è il caso di inviare messaggi d’ira («flames») anche se si dovesse esser provocati. D’altra parte, non c’è da sorprendersi se si diventa vittime di qualche «flame», e in tal caso è prudente non rispondere.
•    Seguire regolarmente mailing list e newsgroup per uno-due mesi prima d’inserire testi. Ciò permette di comprendere la cultura del gruppo.

(Nota del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca)

Vetrina

Elena Trabaudi
Non apprezzo l’anonimato. Sono per l’assunzione di responsabilità.
Nel caso in questione non si era ricevuta un’offesa, semplicemente si riteneva un concerto molto al di sotto delle aspettative. Che bisogno c’era di lanciarsi in ingiurie, oltretutto anonime?
Non condivido minimamente. È vero, ci si può chiedere dove venga incanalata la rabbia, se non può venire espressa in queste forme rozze. Se lo chiedono di certo tutti quelli che si occupano di psiche. Anche a ogni esplosione di violenza negli stadi, si dice che la rabbia va incanalata, e che è meglio gridare arbitro becco o sporco negro che ammazzare una persona. Ma davvero noi umani siamo a livelli così tribali?
Per quanto riguarda il quesito finale, non so che dire. Io penso che non risponderei, ma visto l’andazzo potrei approvare anche una risposta identica nel tono ai messaggi di Giacomo e Gigi.

Francesca Taddei
Annoso problema, quello della violenza (verbale e non) sul web. Intanto sottolineo che si tratta comunque di un reato. Ingiurie, minacce, istigazioni a delinquere ecc… sono perseguibili penalmente anche nel mondo virtuale (esiste apposta la Polizia postale).
Sono sempre di più i violenti della tastiera, che sembrano una moderna deriva dei violenti di strada o dello stadio. Molti infatti si limitano al gusto della polemica, della provocazione; ma è facile spingersi oltre e passare alle offese (o peggio) quando si è protetti dall’anonimato (che è comunque sempre un anonimato relativo, ricordiamolo) o quando ci si trova in siti e blog che sono la versione virtuale del “branco”. Inutile dire che si tratta di persone che hanno evidentemente una certa dose di rabbia repressa, che dovrebbe preoccupare. La “valvola di sfogo” del web non è certo una soluzione (come non lo era lo stadio, o gli spettacoli cruenti dell’antichità); bisognerebbe piuttosto andare alla radice di quel disagio.
Per quanto riguarda l’etichetta, esiste una netiquette, che prevede l’educazione anche nella comunicazione virtuale: niente di offensivo, niente di urlato (perciò ad esempio non si dovrebbe scrivere con tutte maiuscole). A questa ci si dovrebbe attenere quando si scrive.
Quanto alle vittime, a un’accusa o a una provocazione si può scegliere di rispondere con una propria pacata versione dei fatti, con una battuta tagliente o con il silenzio. Ma se la provocazione diventa ripetuta e persecutoria o se si passa alle minacce, non è più questione di etichetta, ma di diritto: conviene denunciare.

Lodovico Re
Il ciberbullismo in qualche modo è un  analogo della violenza  alla guida: quante insolenze, corna, gestacci e violenze al riparo della sensazione di anonimato dell’abitacolo di un’automobile…. incontrare certe situazioni di bullismo  è un po’ come camminare  a zonzo per Venezia: prima o poi arrivi in una piccola calle che finisce nell’acqua e non ti resta che a malincuore tornare sui tuoi passi. A volte facciamo degli incontri con altri che hanno un atteggiamento mentale tipo i vicoli veneziani che non portano a nulla e la cosa migliore è venirne via. Perché cambiassero occorrerebbe un salto di qualità: chi minaccia per un concerto che non è piaciuto di quali e quante insoddisfazioni sta davvero parlando e vorrebbe che tu gli parlassi?

Rosa
Internet permette a tutti, vittime e delinquenti, di parlare senza troppe  intermediazioni mediatiche ed al riparo dell’anonimità. Internet – al pari di ogni altro strumento – può essere usato in modi proficui oppure in modi antivitali: la differenza non la fanno gli strumenti, ma gli umani che li utilizzano.

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Il dondolo, piano

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Mi dondolavo su un’altalena, davanti una spiaggia, c’era l’aria ferma delle tarde sere d’estate, al buio di un dopo cena, si sentivano solo il rumore delle posate sui piatti e risate dalle finestre, silenzio, nemmeno il mare si sentiva, era a riposo, quasi volesse celebrare il momento, in quel momento sembrava che lì l’umanità si fosse dimenticata di esistere.
Io mi dondolavo, piano, su e giù e ancora su e giù, un movimento ipnotico.
Accanto a me dondolava una bambina spinta da un’altra bambina, avevano ancora le voci innocenti, intatte.
Ad un certo punto quella che spingeva dice all’altra: Io quando muoio voglio essere sepolta in Russia, a Minsk.
E ha continuato a spingere il dondolo, piano, come una preghiera.

(Immagine via 6vladia6).

Alice in Dustland
Visita il suo sito.

Palloni sgonfiati

Deflated "Yes" campaign balloons lie on the grass in George Square after Scotland voted against becoming an independent country, in Glasgow

Curiositas mundi è uno che purtroppo scrive raramente (peccato, scrive benissimo) e per lo più, invece, ripubblica (o riblogga che dir si voglia) sulla piattaforma Tumblr. Spesso però le cose sono in una sequenza non casuale, o almeno sembra – ed è un modo per scrivere anche questo. scozia molto dopoPer esempio, dal suo sito: l’immagine soprastante mostra due palloncini sgonfiati, in piazza George, a Glasgow, dopo il voto scozzese sull’indipendenza della nazione dal Regno Unito (ha vinto il «No»), il 19 settembre 2014 (con cattiva pace di Sean Connery e altri sostenitori dell’indipendenza scozzese).
Non ho un’opinione precisa sulla questione, so solo che la Scozia, al contrario della Padania, come ho letto da qualche parte, esiste (c’è anche una squadra di calcio che partecipa ai mondiali; hanno pure sterline diverse dall’Inghilterra. E il Galles? Boh).
Comunque, sul sito di Curiositas sotto alla prima si trovava l’immagine qui a fianco, e sotto ancora John Cleese.
Direi che come commento ci siamo.
scoziadavvero

Off Topic Lab / ExpoPolis

expopolis

Che ne pensate della milanese Expo 2015? Off Topic Lab ha un’idea precisa.

expo 2015

Per questo ha realizzato un libro e un gioco. Lasciamo a loro la parola:

«Mentre dal palco delle autorità si celebra il luccicante brand di Expo 2015, gli specchi della città vetrina sono già in frantumi e Milano implode su se stessa».

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ExpoPolis è il libro collettivo di Off Topic e Roberto Maggioni. Uscito in libreria lo scorso giugno (cerca qui la prossima presentazione), è l’unica pubblicazione non convenzionale sulla Milano che cambia con Expo 2015. Potete trovarlo in libreria (E 13), al Piano Terra (E 10) e, se proprio non riuscite a farne a meno, potete scaricarlo gratuitamente in pdf cliccando sulla copertina!

Libro… e gioco

Prima che un libro ExpoPolis è un gioco nato «per gioco». Si chiacchierava una sera, sarà stato un mesetto fa, di come “svecchiare” le presentazioni del Dossier ExitExpo2015 restituendo una maggiore fruibilità a quei contenuti che tra iniziative in giro, articoli, e opuscoli abbiamo accumulato in questi mesi di ricerca. Abbiamo pensato così di ribaltare le priorità: «capiamo come far divertire e poi proviamo a collocarci in maniera ludica i contenuti senza però annacquarli».
Abbiamo così partorito l’idea di aggiornare il format del Monopoli, un gioco la cui vicenda è intrisa di storia sociale… al tempo ed allo spazio della nostra città, Milano. Ne è venuto fuori un kit di materiali utili a fare un «upgrade» del Monopoli di casa (nuove carte, tabellone e imprevisti/probabilità) scaricabile, as usual, aggratis. Nel kit abbiamo poi inserito l’aggiornamento del regolamento ufficiale per chi, come noi a dire il vero, non ricordasse granchè del gioco che ha accompagnato tanti pomeriggi in famiglia… alcuni anni fa.
Abbiamo cominciato a presentare la creatura in giro per spazi sociali e facoltà universitarie scoprendo a nostra volta che l’occasione del gioco si rivela un ottimo chiavistello per aprire il rapporto ingessato tra relatori e «pubblico» dei momenti di confronto e autoformazione, dischiudendo un’intelligenza collettiva che non avevamo calcolato in fase di progettazione. Implementando le carte con alcune sintetiche descrizioni di aree, quartieri, progetti di trasformazione urbanisticia, abbiamo assistito ad un accavallarsi di idee, punti di vista, racconti e storie di vita vissuta utili a ricomporre il framentato puzzle dell’esperienza urbana.
Tutto questo e molto altro è ExpoPolis, per l’appunto «solo un gioco»… che potete scaricare gratuitamente cliccando sul tabellone.

Complimenti a Off Topic Lab, vergogna per gli altri? Tutte giuste, le accuse? Probabilmente sì, penso; forse qualcuna no, però. Ognuno, di fronte a cose simili, ha il dovere di informarsi e farsi un’idea propria, e decidere a chi dare ragione, se alle affermazioni ufficiali o a quelle alternative, alle notizie che riempiono i giornali o alle smentite relative.
Per esempio, la mia personale idea è: complimenti a Off Topic Lab, vergogna per gli altri (parrebbe, come hanno inteso anche quelli di OTL, Tangentexpopoli).
E la vostra?