La libellula

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Lettore, leggi il testo sotto. Poi tocca a te. Sei invitato ad andare oltre il testo leggendolo come un’allegoria. Non c’e’ un’unica soluzione. Vanno bene tutte le chiavi, pur che aprano verso significati nuovi. Inviami la tua risposta entro lunedi’ prossimo. Le letture piu’ belle saranno pubblicate nella vetrina. Alla fine dell’anno 2013 si vincono altri tre libri (i primi tre son già stati spediti), assegnati a suo capriccio da uno dei curatori del sito.

Carla Muschio
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La libellula è un insetto di grande leggiadria. Il corpo snello e allungato finisce in una testa mobile, che le permette di seguire facilmente la preda con i suoi grandi occhi sfaccettati. Ha due coppie di ali dalla bella coloritura che si muovono in maniera indipendente, così che la libellula è in grado di planare e anche di volare all’indietro. Le sei zampette le servono per aggrapparsi e, volendo, per camminare, ma per muoversi la libellula preferisce volare. È una cacciatrice di zanzare e altri piccoli insetti, che mangia con le sue mandibole dentate, talvolta tenendo la preda ferma con le ali.
Chissà se la libellula, quando da ninfa si libera del tegumento, apre le ali, le asciuga al sole e si libra nel suo primo volo, ricorda di essere stata larva e di aver compiuto dalle 10 alle 15 mute? Anche da larva mangiava insetti, con un apparato masticatore costituito da un labium molto sviluppato provvisto di polpi terminali che funzionavano come pinze.
La libellula adulta deve pensare alla riproduzione. A questo fine si porta vicino all’acqua, il suo habitat preferito. Il maschio trasferisce lo sperma dall’orifizio genitale ai genitali secondari e vola alla ricerca di una compagna. Trovatala, la afferra per la nuca fino a che lei non curva l’estremità dell’addome per ricevere lo sperma. Dopo la fecondazione il maschio si alza in volo continuando a trattenere la femmina, stimolandola a depositare le uova. Le uova fecondate vengono deposte direttamente nell’acqua oppure su piante acquatiche e si schiudono dopo circa un mese. Le larve che ne escono sono predatrici acquatiche che solo successivamente, di metamorfosi in metamorfosi, raggiungono la terra e infine, da adulte, il libero cielo.

Elena Anna Staller / Discorso alla Camera dei deputati del luglio 1989

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Un discorso tenuto da Elena Anna Staller, intesa Ilona (e per tutti: Cicciolina), quando era deputata. Altri tempi? Vedi.

PRESIDENTE: E’ iscritto a parlare l’onorevole Staller. Ne ha facoltà.

ELENA ANNA STALLER: Signor Presidente del Consiglio, onorevoli colleghi, vedo con piacere che dopo due mesi di crisi, risse e litigi, avete trovato il modo di dividervi le poltrone. Spero che adesso ve ne starete un po’ tranquilli, almeno fino al 1992. Spero che adesso per un po’ lascerete in pace la gente; quella gente che è sempre più delusa, ha sempre meno speranze e sta comprendendo sempre di più che tutti questi inutili litigi in famiglia servono solo a chi cerca il potere e vuole usarlo senza essere controllato.
Il nostro è il paese europeo in cui i governi e le legislature durano di meno, i cui elettori sono chiamati più spesso a votare, in media una volta ogni tre anni, ma in questo caso abbiamo rischiato di interromperla dopo neanche due anni dal suo inizio: un record dei record. Credo che denunciare tutto ciò sia molto importante per tutti. Il nostro rischia di diventare l’ultimo paese in Europa e questo non certo a causa mia, cioè della strega Cicciolina, ma per queste crisi continue che servono solo a chi vuole trovare nuovi equilibri di potere, ignorando completamente i contenuti, le proposte, le cose da fare. Le formule di Governo cambiano, ma le vostre facce rimangono sempre le stesse. C’è sempre Gava, c’è sempre Mammì, c’è sempre Misasi, c’è sempre cicciolino Andreotti. Siete sempre gli stessi, e la cosa più grave è che anche i problemi sono sempre gli stessi, ma voi fate finta di niente e continuate a chiedere voti, a far cadere i vostri stessi governi e a farli resuscitare. Gli anni passano e le vostre facce restano. Le facce di chi avrebbe potuto fare e non ha mai dato, di chi è sempre stato sospettato ma non è mai stato condannato, di chi si fa schiaffeggiare con finta tolleranza, di chi ha sempre promesso e non ha mai mantenuto.
A proposito di promesse non mantenute: quando era Presidente del Consiglio, Ciriaco De Mita promise che avrebbe cacciato le pornostar dal Parlamento. È passato qualche mese, lui se ne è andato ed io sono rimasta.
[Ilona Staller parla di violenza sulle donne, di aborto, di Aids, di pari opportunità, di libertà di opinione, d’espressione, della libertà della cultura, del diritto dei detenuti alla sessualità, poi conclude…]

Cari colleghi, abbiamo un nuovo Governo: è un Governo vecchio, vecchio negli uomini, vecchio nei programmi, vecchio nelle parole; è un Governo vecchio, composto dagli stessi uomini che sono colpevoli di avere permesso che le periferie delle nostre grandi, grandi città diventassero simili a villaggi messicani e i nostri mari a insalate di alghe. Governi vecchi come questo ne abbiamo avuti tanti che votare la sfiducia a tutti alla lunga è anche faticoso. Cosi, giuro che mi era venuta la tentazione di votargli la fiducia, giusto per regalargli il voto della pornostar di cui tutti quanti avete molta paura. Sarebbe un regalo che imbarazzerebbe un po’ tutti i bigotti che ci sono tra voi; sarebbe un brutto regalo sicuramente, però ve lo sareste meritato. Poi ci ho ripensato: la fiducia è meglio darla solo al governo ombra di Achille Occhetto, il vostro è solo un’ombra di Governo e nulla merita.
Ma io spero che cicciolino Andreotti mi smentisca prima della fine della legislatura.

(Via Il fascino del vago).

Allegorie all’agorà: riapre la scuola

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A tutti i lettori e collaboratori vecchi e nuovi: riparte la nostra scuola. Lunedì 30 settembre verrà pubblicata su daParte la prima allegoria da dipanare. Avrete una settimana per interpretarla e inviare il vostro compito alla maestra. Vi aspetto con le cartelle in ordine e la fantasia ben accesa.

la maestra Carla

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Smetto un secondo di spazzare le foglie davanti scuola per ricordare a tutti che al termine della scuola, a giudizio insindacabile della maestra, l’allieva o l’allievo migliore vincerà tre libri, scelti a capriccio dal gestore di codesto sito.
Ora vado, ché si sta come d’autunno gli alberi le foglie manco fossimo al governo e le foglie sono tante. L’immagine è un quadro di Lorenzo Lippi, Allegoria della simulazione. Ma si ricomincia per davvero.

Il giardiniere

Garofalo (forse) batte Barilla (comunque)

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Alla dichiarazione di Guido Barilla, presidente della multinazionale omonima, che dice no alle famiglie gaie nelle pubblicità perché per la sua azienda la famiglia tradizionale è sacra, scatta l’ironia in rete (finché è ironia va bene, ma niente isterismi. Via, ma la famiglia del Mulino bianco esiste? E per favore. Barilla ritiene che funzioni la pubblicità che rimanda a cinquant’anni fa, e quella manda in onda. Fine. Avete mai visto una famiglia non tradizionale accanto agli spaghetti? Son pochi persino i biondi. Dai. Poi, oh: beghinaggio e bigottume fan ribrezzo, va da sé). Qui una silloge; ma la risposta più divertente è contenuta in questa (finta?) pubblicità della Garofalo, che dice dove sia il vero nocciolo della questione.
Guido Barilla si è affrettato a ritrattare. Astuto come un Tiziano Ferro che dice che le donne messicane non gli piacciono perché baffute. Son cose, eh.

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Dinah Fried / Piatti ficti

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Oliver Twist.

Vi ricordereste così, a botta fredda, cosa mangiava Oliver Twist? Il giovane Holden?
Riproduciamo qui alcune delle immagini di Dinah Fried intitolate Piatti fittizi, con ovvio riferimento alla fittizione (ha ha) letteraria. Altro dirvi non so, perché il sito della tizia è più piantato di una sequoia. Idea carina e belle foto.

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Il giovane Holden.

 

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Alice nel Paese delle meraviglie.

 

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Moby Dick.

 

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Uomini che odiano le donne.

 

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Sulla strada.

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La campana di vetro.

 

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Heidi.

 

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Il buio oltre la siepe.

 

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Alla ricerca del tempo perduto.

In una galassia vicina vicina…

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Sincerly Truman ha rilasciato un video animato che presenta «4 regole per far tornare grande Guerre stellari», direttamente e spiritosamente rivolto al regista del nuovo episodio, JJ Abrams.
Quali i parametri: 1)  tutto si svolge alla frontiera, perché Guerre stellari è un western; 2) il futuro è vecchio, non scintillante e ripulito; 3) la Forza è misteriosa, magica, non un fuoco di fila di effetti speciali; 4) Guerre stellari non è carino, non è per bambini: la gente muore e i personaggi fuffosi devono sparire.
Se il video raggiungerà il milione di visite, il gruppo (he he) visiterà il quartier generale Disney di Burbank per consegnare a mano la petizione e una copia dell’animazione.
Per chi non ha dimestichezza con l’inglese, è possibile attivare i sottotitoli con una divertente traduzione automatica.
(Via Laughin squid).

 

CARO JJ ABRAMS