Arrestar gli equiti / Stop the cavalry

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(Traduzione curata da Mastro Giulio di Stop the cavalry di Jona Lewie – cliccare sul titolo per il testo originale)

Un canto di un soldato lontano da casa, che l’appropinquarsi del Natale porta a riflettere sull’insensatezza di ogni guerra, contrapposta al pacifico quadro di un focolare domestico scaldato dall’affetto delle persone care e non dalle esplosioni.

ARRESTAR GLI EQUITI.

Messer Colledipieve[1] giunge quivi
e loda assai lo gran nostro valore;
ma fuor v’è neve e del gelo ‘l martore
quando ‘l nemico in volta assalti e schivi.
Vorrei ch’esto patir avesse or fine:
s’arresteranno mai le truppe equine?

Mistier mi fu pugnare sanza cessa[2]
p’ogne vespro ne’ secul sanguinosi;
è ciò che me ognor mena a porre dessa[3]
quistion: equina truppa, che tu posi
avverrà mai? Maria, mio amor, m’aspetta:
in danza i’ vorria ella tenere stretta.

E com nell’aer galoppa pure ‘l canto
per lo Natal a’ miei vorrìa esse’ accanto.

D’un tratto un deflagrar: altra cittade
percossa, e ‘ntanto Iacopo e Luzzaro[4]
sorseggian bevande; se ‘l tristo ade
impetro[5] d’evitar, ivi dichiaro
ch’al poter mirerò per porre fine
a lo tristo pugnar di truppe equine.

E com trotta nell’aer bellico canto,
in danza mia fanciulla embracciarìa;
l’amor mio lunge attesemi, Maria,
giugne Natal, speme ho d’esservi accanto.

******

[1] Noto signore albionico, “Churchill” nel suo idioma. [2] Ininterrottamente. [3] Questa. [4] Coppia di personaggi dei quali il curatore non è riuscito a sapere alcunché: chiediamo aiuto a lettori più dotti di noi. [5] Ottengo.

Questioni di prospettiva

Alle volte, nella vita, pare essere tutto questione di prospettiva. Un evento terribile, riletto un anno dopo, forse non era così terribile; oppure sì. Oppure, quel che sembra vicino può essere lontano e il grande piccolo. O la stessa cosa, vista da una diversa prospettiva, cambia completamente di segno, di dimensione, di significato, di possibilità. Per esempio, sul principiare del Cinquecento Hans Holbein il Giovane dipinse I due ambasciatori (il quadro si trova alla National Gallery a Londra), in cui i due francesi protagonisti si trovano, visti di fronte, posti dietro una sorta di vassoio oblungo; tuttavia, mettendosi di taglio, mutando prospettiva quindi, dalla posizione laterale coincidente con la mano sinistra di uno dei personaggi, salta fuori un teschio, a significare che di fronte a tutto il resto (ambasciate, magnificenze, destini, alambicchi – il quadro è ricco di simboli) sempre morte c’è. Con questo spunto, offriamo oggi una galleria non propriamente artistica (o anche questa è arte? domandone!) di foto curiose scattate in vari momenti da ignoti personaggi: divertenti, poetiche, gagliarde, idiote, sono una manifestazione netta dell’utilizzo di arti superiori: il dito che preme l’otturatore della macchina fotografica, la mano che disegna la prospettiva assurda, la testa che ci fa leggere in chiave antropomorfa l’inanimato, il fegato che spinge a fare certe foto. Superiori a che? Be’, dipende dalla prospettiva.
(Nell’immagine: “Oh… pensavo avessi detto pizza” – in inglese Pisa e pizza hanno praticamente lo stesso suono).

QUESTIONI DI PROSPETTIVA

Vaccate politiche

Premessa

Gli “ismi”, le “azie”, le “ure” e le “achie” sono un’ossessione dei politoligi sin da quando… be’, da un sacco di tempo. E talvolta è davvero difficile orientarsi tra sistemi che sembrano sovrapponibili, quali comunismo e socialismo, o fra le varie forme di democrazia, o tra le declinazioni del capitalismo, o insomma s’è capita. Eppure gira per la rete un documento che pare indicare che in fondo, ogni ismo, ogni azia, ogni ura, ogni achia è una vaccata. Duplice. O perlomeno, mostra che con due mucche puoi spiegare ogni teoria poltiica.
Il documento esiste anche in una versione inglese, ma lo spazio dedicato ad alcune vaccate nostrane mostra quanto 2mucche possano fornir concime a ogni sistema politico. O il contrario.

Due mucche

Feudalesimo Hai due mucche. Il duca prende metà del tuo latte.
Socialismo Hai 2 mucche. Il tuo vicino ti aiuta ad occupartene e tu dividi il latte con lui.
Socialismo puro Hai due mucche. Il governo le prende e le mette in una fattoria con le mucche di tutti. Tu ti prendi cura di tutte le mucche. Il governo ti dà un bicchiere di latte.
Socialismo burocratico Le tue mucche vengono allevate in una fattoria di polli. Nella fattoria delle mucche tu allevi i polli che il governo ha prelevato dalla fattoria di polli. Il governo ti dà tanto latte e uova quanto le leggi dicono che te ne serva.
Fascismo Hai due mucche. Il governo se le prende, ti paga per allevarle e ti vende il latte.
Nazismo Hai 2 mucche. Il governo prende la vacca bianca e uccide quella nera.
Comunismo Hai 2 mucche. Il governo te le prende e ti fornisce il latte secondo i tuoi bisogni.
Comunismo puro Condividi due mucche coi vicini. Tu e il tuo vicino discutete su chi le alleva meglio e chi ne ha maggior bisogno. Nel frattempo nessuno munge o nutre le mucche che muoiono di fame.
Comunismo russo Hai due mucche. Tu le allevi ma il governo prende tutto il latte. Tu rubi quanto più latte puoi e lo rivendi al mercato nero.
Perestroika Hai due mucche. Tu le allevi ma la mafia prende tutto il latte. Tu rubi quanto più latte puoi e lo rivendi al “libero” mercato.
Comunismo cambogiano Tu hai due mucche. Il governo se le prende e ti spara.
Dittatura Hai due mucche. Il governo se le prende e ti esilia. (Se ti va bene. Altrimenti la polizia te le confisca e ti fucila.)
Totalitarismo Hai 2 mucche. Lo stato le prende e nega che siano mai esistite. Il latte é proibito.
Democrazia Hai 2 mucche. Si vota per decidere a chi spetta il latte.
Democrazia pura Hai due mucche. Il tuo vicino decide chi avrà il latte.
Democrazia rappresentativa Si vota per stabilire chi eleggerà la persona che deciderà a chi spetta il latte.
Democrazia americana Lo stato promette di darti due mucche se voti per lui. Dopo le elezioni, il presidente viene messo in stato d’accusa (impeachment) per aver speculato in Borsa con le mucche. La stampa crea l’affare “vaccagate”.
Democrazia inglese Hai 2 mucche. Le nutri con cervello di pecora e loro diventano pazze. Lo stato non fa nulla.
Democrazia di Singapore Hai 2 mucche. Lo stato ti multa perché tieni, senza autorizzazione, animali da fattoria nell’appartamento.
Burocrazia Hai due mucche. All’inizio il governo decide come nutrirle e quando mungerle. Quindi ti paga per NON mungerle. Quindi le prende entrambe, ne uccide una, munge l’altra e scarica il latte nelle fogne. Quindi ti chiede di riempire dei moduli per le due mucche perdute.
Capitalismo Non hai mucche. La banca non ti dà una lira poiche non hai mucche da offrire come garanzia.
Capitalismo ereditiero Tuo padre ti ha lasciato in eredità 2 mucche. Ne vendi una per comperare un toro ed avere dei vitelli con cui iniziare un allevamento.
Capitalismo selvaggio Hai 2 mucche. Fai macellare la prima e obblighi la seconda a produrre tanto latte come 4 mucche. Alla fine licenzi l’operaio che se ne occupava accusandolo di aver lasciato morire la vacca di sfinimento.
Capitalismo alla Berlusconi Hai 2 mucche. Ne vendi 3 alla tua società quotata in borsa utilizzando lettere di credito aperte da tuo fratello sulla tua banca. Poi fai uno scambio delle lettere di credito con una partecipazione in una società soggetta ad offerta pubblica e nell’operazione guadagni 4 mucche, beneficiando di un abbattimento fiscale per il possesso di 5 mucche. I diritti sulla produzione del latte di 6 mucche vengono trasferiti da un intermediario panamense sul conto di una società con sede alle Isole Cayman posseduta clandestinamente da un azionista che rivende alla tua società i diritti sulla produzione del latte di 7 mucche. Nei libri contabili di questa società figurano 8 ruminanti, con l’opzione d’acquisto o per un ulteriore animale. Nel frattempo hai abbattuto le 2 mucche perché sporcano e puzzano. Quando stanno per beccarti diventi Presidente del Consiglio dei Ministri.
Anarchia Hai 2 mucche. Lasci che si organizzino in autogestione.
Anarchia pura Hai due mucche. O vendi il latte a prezzi stracciati o il tuo vicino tenterà di prenderti le mucche ed ucciderti.
Anarco-capitalismo Hai due mucche. Ne vendi una e compri un toro.
Federalismo Hai 2 mucche. Il governo ti porta l’erba e il fieno della regione più fertile, l’apparecchio per la mungitura della regione più avanzata, gli operai che mungono dalla regione con più disoccupazione. Il latte finisce nella regione più affamata e i soldi nella regione più ricca.
Federalismo all’italiana Hai 2 mucche in Lombardia ma non puoi mungerle perché le quote latte della regione sono terminate. In compenso il governo interviene e consente la mungitura in cambio dell’esproprio del latte che viene venduto a Roma da una finanziaria consociata. I soldi finiscono a un boss di Napoli legittimo proprietario delle quote latte in eccesso.
Ambientalismo Hai 2 mucche. Lo stato ti proibisce di mungerle o di ucciderle.
Femminismo Hai 2 mucche. Si sposano e adottano un vitellino.

I fantastici libri volanti di Menopiù

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Candidato agli ultimi Oscar insieme ad altri cinque corti animati, I fantastici libri volanti del signor Morris Menopiù (di William Joyce e Brandon Oldenburg) è una storia che trae ispirazioni da fonti varie: Il mago di Oz e Charlie Chaplin, Buster Keaton e l’uragano Katrina, le commedie del muto e i primi musicali a colori della MGM, tanto per dire le più palesi.
La morale pare essere piuttosto semplice: amate i libri, vi contraccambieranno.
Estremamente poetico o fastidiosamente retorico? In ogni caso scoppietta di idee, e merita senz’altro una visione.
E un grazie alla sempre preziosa Cate G. per la segnalazione.

 

I FANTASTICI LIBRI VOLANTI DEL SIGNOR MORRIS MENOPIU’

Calido sommo / Hot hot hot ! ! !

folgorazione

(Traduzione curata da Mastro Giulio di Hot hot hot ! ! ! dei Cure – cliccare sul titolo per il testo originale)

Testo insolito, nel quale l’autore racconta i suoi incontri con una folgore – senza dubbio metaforica – che scopre di amare: masochismo o storia di illuminazioni? Ai lettori.

CALIDO SOMMO.

La primiera fiata ch’i’ folgor vidi
nel sottosuol fu, tre bracci e un pie’ in giuso;
il ciel ruinò tra di macerie stridi
e pe’ un istante il loco fu protruso[1]
nel cosmo, poi calò tenebra in coltre, e
nel tugurio in fiamme non tornai oltre.

Quando vidi per la secunda fiata
colpir la folgor, fu al ream di Nettuno:
qual pluvia accese sue creature e ad uno
pluviolle[2] su me; la nave ingoiata
fu dopo un istante, poi buio fu
negl’abissi lasciail’, non tornai più.

La terza fiata ch’i’ vidi colpire
la folgor, nel giaciglio me percosse;
scagliommi che quasi vi lassai l’osse e
pe’ un attimo la ciambra[3] parve gire
su Sèlen, poi fu nero et io lassai
la magione in fiamme e non vi tornai.

Ma di folgor la bussa inver m’è cara,
qual Iacopo fantoccio io borrisco[4],
e danzo, prudo poi raitisco[5] e brado[6],
et ardo e in sommo calido bollisco.

******

[1] Scagliato. [2] Le fece piovere. [3] Camera. [4] Salto. [5] Grido. [6] Urlo.

Dita Ainsalata: Picnic (episodio 5)

Cosa succede quando un personaggio che soffre di personalità multiple all’improvviso ode una voce che non proviene dalla propria testa? E se un corvo sorvola un tranquillo picnic, pieno di rugginosi cucchiai? Lo scopriamo nel quinto episodio della serie di Dita Ainsalata, opera di David Firth e piccolo culto della rete.

 

VIDEO: DITA AINSALATA – PICNIC

Il comandante Kim Schettino Il

concordia-schettino

Il comandante Francesco Schettino mi fa pensare a Kim Jong Il. Non solo per l’arroganza del potere e l’irresponsabilità, ma anche perchè ho sempre visto la nave da crociera come una Nord Corea per ricchi. Lo spot della nave Concordia mi procura gli stessi brividi delle parate di Pyongyang. Perchè qualcuno paga migliaia di euro per camminare o pedalare sul posto all’interno di una nave che solca il Mar Mediterraneo? Perchè migliaia di persone scelgono di passare il proprio tempo libero in mezzo ad un concentrato della propria mediocre routine? Il centro commerciale, il ristorante finto etnico, il ballo tutti insieme, con le stesse mosse.. Colpa delle “armi di distrazione di massa”? Semplici effetti del vivere sempre e comunque la vita di un altro? Anche se ipotetico.
Il naufragio della Concordia ha scatenato, ovviamente, migliaia di metafore, ma il comportamento del comandante ha stupito e indignato molti per due diversi motivi. Per alcuni ha incarnato il male, il capro espiatorio. Tutto è successo perchè c’era un cattivo al posto sbagliato.
concordia1Altri, invece, hanno riconosciuto in Schettino l’atteggiamento di molti personaggi, più o meno potenti che devastano lo Stivale. L’arroganza, l’irresponsabilità, la fuga davanti alla figuraccia. Tutto vero, ma forse bisognerebbe chiedersi da dove nasce questo atteggiamento. Perchè Schettino non è nato così. Lo è diventato, perchè era il comandante di una nave da crociera. Riverito dagli inferiori, invidiato dagli amici, corteggiato dalle donne e lisciato dai passeggeri. Perchè in Italia, ogni potere diventa un privilegio, perchè c’è sempre qualcuno che di fronte a quel potere è pronto a inchinarsi a chiederne le briciole. Quanti, tornando da una crociera, vi hanno raccontato del “privilegio” di cenare al tavolo del comandante. Quante donne sono tornate vantandosi della corte del comandante della nave? Su quei condomini galleggianti naviga gente semplice che si fa poche domande e vive di certezza. Tra queste il fatto che il numero uno è il comandante e quindi è meglio farselo amico. Perchè può trovarti un posto speciale a teatro o al ristorante, evitarti una fila o passarti il numero di telefono giusto. In Corea del Nord non va tanto diversamente. Tutto dipende da Lui, quindi mostriamogli grande riverenza. In questo modo, probabilmente, il capitano Schettino è diventato quello che è. Come, allo stesso modo, una classe politica si è trasformata in casta. Niente di nuovo, quindi, però, per favore la si pianti con l‘apologia del comandante Gregorio De Falco. C’è chi lo vorrebbe presidente del Consiglio. Ma fatemi il piacere, quello è uno che inchioda le persone alle proprie responsabilità, in Italia non prenderebbe un voto.

ON LI
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Nigro globo / Black planet

nigroblogo

(Traduzione per mano di Andrea “Valerio” Del Cantone di Black planet dei Sisters of mercy – cliccare sul titolo per il testo originale)

Non sol d’amore si nutre l’arte di comporre versi: spesso l’animo dei poeti viene colpito anche dalle ansie del proprio tempo e, in prospettiva, del futuro. Lo sguardo verso l’occaso vuol forse dire che anche per l’umanità sta finendo il giorno? O il nigro globo ci dice che è già terminato?

NIGRO GLOBO

Nel ciel di Ponente tegno lo regno.
L’Eura terra tuta è sì ferma e scura
mentr’io d’usvea callaia [1] ‘l corso segno
col destriero gittato a la pianura [2],

d’Oceano a lo fianco, et io sagitto
verso l’occaso acché lo regno sia:
del globo nigro, lo regno sia ritto,
del nigro mondo, lo regno orma’ [3] fia.

Vago girando: sfavilla malia [4],
et agra pluvia me mena ‘n torneo
quivi sul globo nigro. Vieppiù ria
nigeria [5] adombra lo calle usveo

for dal traguardare del mio pensiero.
For dal sovvenir d’onne cosa, fora
di mia mente menami ‘l mondo nero [6].
Et Eura tuta posa nigra anchora.

Nel cielo d’Occaso or balena l’arco
sotto ‘l qual d’occision fa mostra un carco:
al terminar del magno et albo molo [7]
veggo ‘l nigro globo: recami dolo,

vagar girando. Affiamma malia,
m’accende, ‘nfoca, mena in armonia
me e ‘l nigro globo. Et sul nigro mondo,
agra pluvia menami a scuro fondo.

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[1] Una delle strade principali dell’Unione de li Stati de la Vespuccia (o Ameriga). L’aggettivo è modellato su “romeo”, e risale a un’epoca in cui cotella unione era novello Impero, al romano antiquo parallelo. [2] Spronato a correre ventre a terra. [3] Ormai. [4] Una qualche magia malvagia, tanto che persino la pioggia diventa aspra, costringendo a una fuga insensata. [5] Oscurità, nerezza. [6] E’ allora tutta una fantasia di un uomo lontano, che vede la sua Eura terra minacciata da inesistenze? All’epoca della composizione del carme, tra Usv e Usb (Unione de li Stati Bolscevighi) forte era la possibilità di una guerra che avrebbe distrutto l’intero mondo, a principiar dall’Eura terra, che tra le due Us è terra di mezzo. [7] Notissimo luogo in Vespuccia, vicino a Boscosanto.

Tutte le Petrose dell’anno secundo, insin ad hora

Siccome d’inconsueto, tosto posto voco (sia guiderdone eterno a Mastro Giulio, lo sommo fornitore et poetante) onne Petrosa dell’anno secundo, o perlomeno la prima trancia di cotelle. Andate, e che ‘l nostro dir non vi fia aspro e roccioso nemmanco.
Le petre dell’immagine in vero esistono: risicate una cerca appo lo gugolatore, dimandando “Danxia Zhangye”, e nel lontano Catai maravillie troverete.
Servus

Andrea “Valerio” Del Cantone

 

LE PETROSE DEL SECUNDO ANNO, NON PROPRIO TUTE

 

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Dita Ainsalata: Gabbia (episodio 4)

Ecco un nuovo episodio della serie di Dita Ainsalata, opera di David Firth e piccolo culto della rete. In questa quarta “puntata”, tutto potrebbe partire da un viaggio in Francia… o no? Bel tentativo! Purtroppo il nostro Dita Ainsalata non ce la fa. Tuttavia la tristezza non si impadronisce di lui: qualcuno spasima per lui e gli regala un meraviglioso rubinetto, che proietterà il nostro schifoso in una terra da sogno, inusualmente (per questa serie) luminosa. Stavolta il nostro Dita ci lascia anche una piccola morale: non si può mettere l’amore in gabbia, perché allora la sua magia è svanire.

 

VIDEO: DITA AINSALATA – GABBIA