Pomo bizzarro / Strange fruit

Strange_Fruit_by_WarUnderground

(Traduzione curata da Mastro Giulio di Strange fruit di Abel Meeropol, ma portata a successo da Billie Holiday – cliccare sul titolo per il testo originale)

Cupa elegia che denuncia il triste destino dei mori nelle terre meridionali del Nuovo Mondo, nella quale i corpi dei mori appesi vengono paragonati a frutti, piuttosto amari. Nell’auspicio che certe piante non abbiano più a fruttare, in nessun luogo.
POMO BIZZARRO.

L’arbor del mezzodì un pomo curioso
mena, le foglie e le radici brutto[1]
di sanguin: scuri corpi han moto ondoso
per Zefir, che squassa del pioppo il frutto.

Idillio pastoral del sud cortese,
protrusi[2] li oculi e ‘l ghigno è d’orrore;
diffonde la magnolia ‘l dolce odore
poi ecco l’acre afror di carni accese.

È frutto dono ai corvi da beccare,
pluvia il matura et il vento lo sugge,
le fronde donanlo e Febo lo strugge,
este son frutta bizzarre et amare.

Nel mezzodì pende pom singolare
dai rami d’arbor di sanguine brutto;
l’ostro[3] fa scuri corpi basculare.
Dal pioppo pende tale amaro frutto.
************

[1] Sporcato. [2] Sporgenti. [3] Vento del sud

Morirti a fianco

moritiafianco

In italiano suona come Morirti a fianco, in francese si intitola Mourir auprès de toi ed è un cortometraggio in fermoto che vede alla regia la mano di Spike Jonze (Essere John Malkovich; Il ladro di orchidee e Nel paese delle creature selvagge i tre suoi lungometraggi) assieme a quella di Simon Cahn, anche montatore; le tremila sagome in feltro utilizzate per realizzare il corto sono invece della costumista Olympia Le-Tan. Presentato in prima internazionale assoluta durante il 64° Festival del film di Locarno, ha per protagonisti lo scheletro di Macbeth e quella Mina Harker (dal Dracula di Bram Stoker) che è una delle stelle più brillanti, anche di luce oscura, della Lega degli straordinari gentlemen di Alan Moore e Kevin O’Neill. Tutto inizia (o continua) a Parigi, quando un anziano libraio chiude il suo negozio e le figure delle copertine dei libri prendono vita, un po’ come in Toy Story quando il bimbo va via. Un po’, ma non troppo.

 

MORIRTI A FIANCO

 

Zeitgeist: andando avanti

Dopo Zeigeist: the movie e Zeitgeist: addendum, Peter Joseph ha prodotto un terzo documentario,  Zeitgeist: Moving Forward (traducibile più o meno come Spirito del tempo: andando avanti).  Nel 2008 Zeitgeist: Addendum ha vinto il premio Best Feature Artivist Spirit all’Artivist Film Festival di Los Angeles; dal suo rilascio gratuito in rete, gli spettatori, o meglio: le visualizzazioni sono state quasi 100 milioni. Il filmato qui presentato invece, come racconta il sito italiano del movimento zeigeist, “è uscito in anteprima mondiale in cinema selezionati, dal 15 al 25 di gennaio. Dal 26 gennaio è stato rilasciato gratuitamente in rete”.

Equilibri della società

Nel film, continua il sito, “vengono intervistati esperti in tutti i settori, come Dr. John McMurtry, filosofo della University of Guelph in Ontario, Dr. James Gilligan, Clinical Professor of Psychiatry alla School of Medicine di New York, Richard Wilkinson, Professor Emeritus della University of Nottingham, oltre a figure storiche come Martin Luther King. Il film identifica alcuni problemi della società, e propone una modo per vivere in equilibrio con l’ambiente, senza inquinare né distruggere le risorse naturali”.

Una guida, scaricabile

Il sito del movimento zeitgeist, molto attivo (sarà anche alla mostra dei fumetti di Lucca a fine ottobre), offre anche una Guida di orientamento per l’attivista completamente gratuita, scaricabile da questo indirizzo.
Buona visione e buona lettura.

VIDEO: ZEITGEIST – ANDANDO AVANTI

 

Non ci si può fidare del Pd

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Perchè gli elettori preferiscono un inquisito ad un candidato del Pd? Perchè altri preferiscono votare il partito di un comico piuttosto che i candidati del Partito Democratico? Chissà? Forse perchè nel Pd sono “irresponsabili” ovvero scaricano su altri le proprie colpe? Perchè secondo il Pd, in Molise, ha vinto il centro destra per colpa di chi ha votato il movimento cinque stelle. In pratica per il Pd se si perdono le elezioni la colpa è della lista concorrente. Fantastico, chissà quanti anni ci hanno pensato? C’è stato un “brain storming” tra D’Alema, Franceschini e Bersani? In tre bastano o è servito anche l’apporto di Letta? Davvero straordinario: il partito che perde incolpa gli elettori che non l’hanno votato.
Per altro è lo stesso ritornello da vent’anni. Prima si perdeva per colpa di chi votava Bertinotti, poi per colpa di chi votava di Pietro, ora per chi vota i “grillini”. D’altra parte è molto più facile sparare baggianate in televisione piuttosto che avere una linea politica precisa su corruzione, laicità dello Stato, diritti civili e immigrazione. Non è che molti non votano il Pd perchè non si fidano? Magari c’è chi lo voterebbe sperando che voti la legge sulle unioni civili, ma visti i precedenti… Oppure lo voterebbe l’elettore moderato e cattolico, ma poi come fa a fidarsi riguardo, per esempio, al matrimonio tra omosessuali?
I moderati, però, hanno più speranze, visto che la strategia Pd per le prossime elezioni è quella dell’alleanza con l’Udc di Casini. Grazie a questo progetto, l’Italia, finalmente, diventerà un paese normale, laico come Francia o Svezia, responsabile come la Germania e soprattutto moderno e aperto al futuro.

ON LI
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Il sene e l’enfante / Il vecchio e il bambino

N132

(Traduzione curata da Mastro Giulio di Il vecchio e il bambino di Francesco Guccini – cliccare sul titolo per il testo originale)

Ecco un’altra traduzione di carme d’italica penna, ad opera del felsineo cantor che ci parla delle età che finiscono, di tempi che non tornano e di passaggio tra generazioni in un clima da post-catastrofe.
IL SENE E L’ENFANTE.

Un sène[1] strinse la man a un enfante
e ‘nsembre[2] verso al vespro se ne giron;
scarlatte polvi agitava Zefìro
e Febo d’insincero era brillante.

Quel pian parea confin non contenere
se non ove la vista giugner puote;
le lande d’humana presenza vòte
torri d’intorno avean di fumo nere.

Mentre andavan e ‘l dì riponea ‘l manto,
parlava e lacrimava il sene ‘nsieme.
L’alma distante e i rai[3] molli di pianto,
rammentava altri dì, d’antica speme.

Ché Crono senescenza usa oltraggiare
e annebbia ‘l discerner vero e visione:
grava lo carco d’anni sul cuitare[4],
tra ‘l vero e ‘l falso scema distinzione.

Lento era ‘l dir del sène e lunge ‘l guardo:
“Or fingi nel pensier messi ubertose[5]
che quivi ricovrian col pom gagliardo
e ‘l fior, colori e voci melodiose.

E in esto pian, fin ove vola ‘l guardo,
sovrano era ‘l silvano verdeggiare,
donava Giove pluvia, e Febo tardo
era giammai le etadi ad indicare”.

Rapito era l’enfante, e avea velato
l’ocello su le cose che finora
giammai vedute avea, poi trasognato
“Oh dilettose storie” disse, “ancora!”.
*******

[1] Uomo anziano. [2] Insieme. [3] Occhi. [4] Ragionare. [5] Ricche, abbondanti.

Abbraccia la vita

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Scritto e diretto da Daniel Cox, per la produzione di Sarah Alexander e la produzione esecutiva di Neil Hopkins, Embrace life è una pubblicità sulla sicurezza stradale commissionata da una regione britannica, il Sussex. Tre attori: padre, Austin Spangler; madre, Lara Corrochano; figlia, Clare Denning (altre info sui crediti qui). Ed è bellissimo e dimostra come un’idea possa valere una tonnellata di effetti speciosi/ali. Lo dicono, oltre a chi scrive, i premi raggranellati: YouTube Ad of the Year, Prince Michael International Road Safety Award, Gold World Medal, New York International Advertising Awards; Bronze Lion al  Cannes International Advertising Awards; Highly Commended dal Chartered Institute of Highways and Transportation; inclusione nell’Advertising Producers Award (APA) 2010 collection.
Buona visione, e non dimenticate le cinture.

ABBRACCIA LA VITA

Una mela tra le nuvole: Steve Jobs

Ai tempi di Adamo ed Eva una mela costava l’ira di Dio, oggi i prezzi sono un po’ calati. La maggior parte delle vignette presentate qui, prese da vari siti e blog in giro per il mondo*, non richiedono molte spiegazioni: la morte di Steve Jobs ha suscitato un cordoglio quasi unanime, vero o ipocrita che sia (vedere qui per suggerimenti in materia). In tanti tuttavia, a parte ricordare le sue battaglie con la Microsoft (una delle vignette, di qualche tempo fa, recita: L’appuntamento medico di Steve Jobs”, con Jobs che dice: “Ma… dottore… io mangio una mela al giorno”, ed era postata sotto il titolo: “Una mela al giorno leva Microsoft di torno”. Oggi ha un altro sapore), si accordano con o sbeffeggiano la sua quasi santificazione, il fanatismo dei “mela dipendenti” (Jobs: tutti i vostri dati saranno salvati in una nuvola” – Ragazza del pubblico: “Lo sapevo, Apple è una religione”) e così lo vediamo come nuovo Mosè, o come “colui che aggiornerà le tavolette” di Mosé, o imprigionato nel suo intelligentefonino come Han Solo in Guerre stellari. Quel che è certo è che è difficile separare Steve Jobs dalla società che ha cofondato, la Apple, in vita come in morte.
A me non piace dove sta andando la Apple, ma la morte di Jobs mi è dispiaciuta molto.

* (Collegamenti aggiornati a novembre 2012) Vignetta in apertura: Martin Rowson da The Guardian, ripresa però da qui; seguono Jobs/Han Solo, da qui; Jobs che aggiorna Mosè, da qui; Apple come religione, da qui; Jobs/Mosè, da qui; dal medico, da qui; la lapide proposta su Worth1000.com.

Dita Ainsalata: Cucchiai (episodio 1)

I cartoni animati, lo sanno tutti, sono roba per bambini. Un esempio lampante della veridicità di questa teoria è dato da Dita Ainsalata (nell’originale: Salad fingers), una serie realizzata in flash dall’artista britannico David Firth che ha come protagonista un curioso figuro dalle dita simili alle coste dell’insalata e che mette in scena tematiche quali cannibalismo e autolesionismo, feticismo e dissociazione, il tutto condito (si tratta di insalata) con animali morti, cose rugginose, baracche decrepite e via andando. Da notare anche la voce del protagonista e la musica, che contribuiscono a conferire alla serie caratteristiche inquietanti (perlomeno). In rete è diventata un culto, e ha conosciuto anche parodie (tipo Dita Banana). In attesa di un bel raggio blu da guardare insieme ai piccini, potete intanto fargli vedere (o vedere, se siete piccini) quetto. E ttate tanquili, è folo un cattone nimato.

 

VIDEO: DITA AINSALATA – CUCCHIAI

Tradoogle: “Berlusconi è bello, mi ha dato i soldi… dice marocchino ballerino”.

Questa volta sommiamo ridicolo al ridicolo, ovvero Silvio Berlusconi alle traduzioni della stampa straniera del traduttore automatico di Google. Si guadagna l’apertura il titolo del quotidiano ceco Lidovky che, suo malgrado, si ritrova uno scoop senza precedenti. Questo il titolo: “Berlusconi è bello, mi ha dato i soldi. Ma non era il sesso, dice marocchino ballerino”. Si tratta di un articolo del 16 gennaio scorso, la cui traduzione penalizza il genere femminile… Questo l’attacco dell’articolo. “Marocchino Karim chiamato Rubino, per il quale i pubblici ministeri italiani valutare se il minore non è piaciuto il primo ministro italiano Silvio Berlusconi di servizi sessuali a pagamento, afferma che da quando ha ricevuto come dono di 7.000 € (170.000 dollari), ma che non ha avuto rapporti sessuali tra loro”. Da incorniciare.
Un pochino meno chiara la radio serba Slobodna, a cui dobbiamo però, il discreto neologismo Berluscoijevoj, la “residenza dissoluta” di Berlusconi. Questo il brano “incriminato”. “Procura della Repubblica condotto un’indagine della rappresentante regionale Nicola Minettija, agente Lele Mora televisione stella e direttore del telegiornale TG4 stazione Emilia Fede per aver incitato un minore alla prostituzione. Il trio ha accusato poi avrebbe portato gli 16 anni, marocchino intrattenimento nella residenza dissoluta Berluscoijevoj”.
Chiudiamo questa puntata dedicata a Berlusconi con un surreale articolo dello sloveno Delo sul notissimo “Forza gnocca”. Con gnocca che passando da “pussy” si trasforma in “Gattino”. Questo il titolo: “Successivamente, gattino! Successivamente, l’Italia!” e questo il testo: “Verso la fine della settimana, primo ministro italiano Silvio Berlusconi, il fuoco brucia, raccogliere la sua gente, il popolo della libertà, beh, sì, un paio di selezionare per conto di tutte le persone, racconta barzellette per cinque, aggiunto tre puhlice sugli avversari, cosa omalovažujočo sulle donne, cinque profanità a spese dei giudici, che include già le nove processi di sale, ma alla fine aiuta scintilla pensato un po ‘. Questa settimana ha impressionato i tifosi, avversari e soprattutto contraddittorio e la rabbia con l’idea che il suo grande festa rinominato. Perché l’interesse nel suo aspetto, ovviamente, troppo piccolo, ha attirato l’attenzione con una proposta al partito al posto della libertà La gente dice – Go, kitty! Poi naturalmente ha detto che sarebbe saggio ed opportuno per tornare al vecchio nome di appassionati di calcio, Go, Italia! Ma Go, gattino, per sentire meglio, non è vero, strizzò l’occhio al Primo Ministro. E gli italiani ottenere l’osso, che può essere glodajo tutto il weekend.Innumerevoli volte che ho fatto ai miei colleghi, amici o conoscenti casualmente vomitare, quanto sono fortunato perché sto scrivendo da Roma. Silvio Berlusconi è sempre quello di avere storie interessanti, ho quasi rimprovero”.

ON LI
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L’auriga / The chauffeur

aurigabella

(Traduzione curata da Andrea “Valerio” Del Cantone di The chauffeur dei Duran Duran – cliccare sul titolo per il testo originale)
Una raffinata lirica amorosa nella quale il poeta cerca di snudare il rapporto tra maschera e realtà, ma anche le sfaccettature della servitù d’amore.

L’AURIGA.

D’in su le piane di bitume
sdruccioli [1] movonsi, tutti
novello loco cercando.
Voi affianco assisa, lume
di novo incanto, se flutti
di rugiose stille larmando
ite [2], brillate: e ‘l calore
parmi, lasso!, menar frigore [3].

E giuso cola il sole, rato [4]
ascoso dietro l’anteriore
del vestito vostro striato
d’ombra; et il destriero l’ore [5]
a tempo sona e freme, in pleno,
col core sott’al vostro seno.

Ben oltre, lungo il cammino
pro altro die l’api vivendo
sciamano ne la caligine
sparsa. Su nel celestino
nuoti, gabbian, dirigendo
verso occaso la vertigine [6],
a ‘n’isola vana [7]. Tienti
però tra’ rai madonna: senti? [8]

E giuso cola il sole, rato
ascoso dietro l’anteriore
del vestito vostro striato
d’ombra; et il destriero l’ore
a tempo sona e freme, in pleno,
col core sott’al vostro seno.
Cantate blu argento [9], ora, monna.
Canto argento blu, madonna.

Guatando or partirsi drudi [10],
rider vi vedo: che schegge
vitree son mai fitte [11] in coto [12]
vostro, sì che via le snudi
un motto mio? Farlo degge [13]
da’ rai vostri, dando scoto
alle bugie che covate…
O le rafforzeria? Vate! [14]

Ma guatrovvi [15] in vece, monna,
lassarme indietro et ancora:
cantate blu argento, ad hora;
canto argento blu, madonna.
Una maschera di tal sorta
più che colore e forma offre:
anteporreste [16] chi non soffre,
che nobil automa vi porta [17]?

E giuso cola il sole, rato
ascoso dietro l’anteriore
del vestito vostro striato
d’ombra; e il destriero l’ore
a tempo sona e freme, in pleno,
col core sott’al vostro seno.
Cantate blu argento, monna.
Canto argento blu, madonna.

********************

[1] sottinteso: cocchi, che sulle piane di bitume sdrucciolano come quello condotto dall’auriga del carme. [2] state lacrimando gocce rugiadose. Dal momento che sta seduto a fianco alla dama e non davanti, forse il suo ruolo d’auriga riguarda la loro vita insieme piuttosto che l’essere propriamente un conducente di cocchio. [3] “e ‘l calore… frigore”: le gocce di sudore sulla pelle della madonna, provocate dal calore, fanno sentire freddi brividi all’auriga innamorato, che se ne lamenta. [4] rato: variante di ratto, vale “lestamente”. [5] “l’ore sona”: vale “batte il tempo”. [6] vertigine: la discesa del volo [7] vana: vuota. [8] la libertà del gabbiano che nuota nel cielo è contrapposta alla cattura del volatile operata dallo sguardo della  donna. [9] il cantare “blu argento” o “argento blu” pare riferirsi a un’antica formula magica udita nel conto di un trovatore da Simone Lo Buono (uno degli autori della composizione) durante la sua infanzia. Il blu e l’argento, come noto, sono colori magici, e simboleggiano non solo la notte e l’acqua che scorre, ma anche la nostalgia e l’energia vitale, il tempo perduto e il viaggio nel tempo, il blu e l’argento. [10] drudi: amanti. [11] fitte: confitte, conficcate. [12] coto: cogito, pensiero [13] degge: deve (il motto dell’auriga) [14] L’auriga è nell’angoscia: meglio cercare di togliere la maschera alla monna o così facendo la perderebbe per sempre? Ci fosse un vate ad aiutarlo… [15] vi guarderò. [16] preferireste. [17] porta: porti.