La lepre, la tartaruga e i soldi

Di Esopo è nota la favola: un giorno la lepre si vantava di essere il più veloce degli animali, la tartaruga la sfidò, la lepre rise, partirono in gara, la lepre sprezzante si buttò a pisolare, troppo dormì e perse.
Di Zenone è noto il paradosso: la lepre, o Achille, non può superare la tartaruga perché, aristotelando, «Un mobile più lento non può essere raggiunto da uno più rapido; giacché quello che segue deve arrivare al punto che occupava quello che è seguìto e dove questo non è più (quando il secondo arriva); in tal modo il primo conserva sempre un vantaggio sul secondo».
E se si passa dalla ciccia alla carta, magari moneta? Allora quel che ci si aspetta è rispettato: lenta la tartaruga, veloce la lepre.
E se va riassunto con una vignetta, come quella riprodotta qui sopra, opera di uno sconosciuto di vaglia? Lesti a vederla, lenti a parlarne.

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