Vetrina: trapianti di fegato

fegatini

La vetrina di questa rubrica presenta le migliori risposte dei lettori sull’argomento della settimana precedente. Il mio contributo è una citazione, presa da uno dei tanti manuali di etichetta. Valuterai tu se la sentenza citata getta una luce che avvia a una soluzione o spinge invece verso un conformismo cieco.
«Non è necessario partecipare ogni settimana, ma a Natale i lettori più brillanti e costanti riceveranno in dono un libro offerto dalla redazione di daParte. Quindi, scrivetemi!» è stata la scritta che ha accompagnato sinora le puntate di questa, diciamo, scuola. E ora la fine dell’anno è giunta e i vincitori sono stati decretati: Filippo, Luciano e Mariagrazia. I libri, meritati, sono già in viaggio. E grazie comunque a tutti i partecipanti.
(Cliccate sulle linguette delle schede per proseguire).

Carla Muschio
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Lettura

Io non condannavo le vanterie fanfarone, gli autoincensamenti senza misura. Certamente, come dice lei, non c’è ragione di giudicare male un uomo di valore che, senza strafare, dichiara i propri meriti; anzi, la sua testimonianza sarà più attendibile dei complimenti che possono fargli gli altri. Voglio dire che, quando uno non si sbaglia nell’esaltare le proprie qualità, e se riesce a evitare di attirarsi l’antipatia o l’invidia di chi lo ascolta, è una persona che sa vivere: e quindi, oltre agli elogi che si fa da solo, ne merita anche dagli altri. Perché non è mica facile parlar bene di se stessi, anzi, è difficilissimo.

(Baldassar Castiglione, Il cortigiano,
tradotto da Carmen Covito e Aldo Busi, Rizzoli, Milano 1993, p. 60)

Vetrina

Luciano Madrisotti
Ci sono stati vari errori di comportamento nella scena proposta, uno più grave degli altri. Premesso che non tutti gli ospiti si conoscevano, è stato senza dubbio eccessivo da parte di Mario introdurre un argomento così funesto. Avrebbe dovuto parlarne con sobrietà solo con gli amici suoi e del malato seduti vicino, consentendo di passare presto ad altro. I guai propri non interessano molto e infastidiscono se narrati in diretta, specie in un contesto festoso, quelli di un assente diventano subito motivo di riflessioni esistenziali di dubbia profondità. Invece la drammatica situazione dell’amico è piombata e rimasta sul desco, ma gli accorti ospiti Bortelli dovevano far scivolare via subito l’argomento penoso con accorti interventi anche per non mettere a disagio Edoardo. Al contrario hanno consentito che i commenti dilagassero non aiutati certo dai commensali. Però l’errore maggiore è stato quello dell’illustre chirurgo vittima di un forte attacco di autostima. Essendo ignoto a tutti il suo mestiere, si sarebbe potuto rivolgere solo a Mario, a margine della serata o chiedendo un suo numero telefonico ai Bortelli, offrendosi di intervenire con le sue conclamate abilità. La pubblicità messa sul tavolo è stata di pessimo gusto ed ha costituito certamente l’errore maggiore.

 

Francesca Taddei
Che dire… in teoria non sta mai bene autoincensarsi, vantarsi e fare autopromozioni; soprattutto quando non si è in confidenza con gli interlocutori.
Però di fronte a una cosa del genere direi chi se ne frega dell’etichetta!!! Stiamo parlando di una questione di vita o di morte, dunque ben venga l’aiuto offerto da una persona competente, a prescindere dalla forma!

 

Elena Trabaudi
Nei ritrovi di parenti e amici, se si vuole mantenere un clima festoso, è necessario evitare alcuni argomenti: tra questi la politica innanzitutto, e poi la religione e naturalmente i discorsi sulla salute propria e altrui. Quindi secondo me ha fatto male Mario a parlare del suo amico; i Bortelli, in quanto organizzatori della serata e coscienti della professione di Edoardo, potevano tagliare subito il discorso dicendo: Dopo cena ti faccio parlare con la persona giusta. E via a disquisire sulle prelibatezze che stavano mangiando. Il deviare dall’argomento, a pensarci bene, poteva essere attuato un po’ da tutti, senza costringere il chirurgo a rivelarsi. Lui, Edoardo, secondo me ha sbagliato meno degli altri: gli si può imputare solo di averci messo troppa enfasi.

 

Lodovico Re
Dopo lo show down dell’invitato-chirurgo ecco le parole di ringraziamento, di scambio di telefoni e dritte su come raggiungerlo in ospedale e l’emozione della tavolata. Poi segue un silenzio rotto dal fondo della tavolata da Roberto che quasi con un mugolio a bocca piena dice: «Ma che squisiti questi fegatini della zia Camilla!!!».

 

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