Chios: la mastìca

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Le belle architetture, l’estensione della capitale, l’abbondanza di chiese e monasteri sparsi nell’isola testimoniano della sua grandezza nei secoli.

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Già ricca e famosa nell’antichità, Chios fiorì sotto la dominazione veneziana (dal 1172), poi con i Bizantini. L’epoca della dominazione genovese (dal 1346 al 1566), in cui aveva il monopolio del commercio nell’Egeo occidentale, fu il periodo di sua massima fioritura. Seguì poi l’occupazione turca e solo nel 1912 Chios poté tornare a far parte della Grecia.

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Oltre al commercio, la ricchezza dell’isola derivava dall’agricoltura, in primo luogo dalla lavorazione della mastìca. Si tratta della resina del lentisco, una pianta diffusa in tutto il bacino del Mediterraneo, ma che solo a Chios, e anche qui solo nella parte meridionale dell’isola, produce una resina dal particolare sapore, cui fin dall’antichità vennero riconosciute proprietà portentose.

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Masticata, questa resina ha la consistenza e il sapore del chewing-gum ed è perfetta per l’igiene orale. Si usa anche per insaporire cibi e bevande, cura i disturbi di stomaco e di pressione ed è considerata anche un afrodisiaco. Tutto questo fece salire alle stelle il suo prezzo.

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Tuttora la preziosa mastìca è laboriosamente raccolta e lavorata. Visitando le coltivazioni è meraviglioso osservare le amorevoli procedure con cui vengono trattate le piante.

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Nell’estate del 2012 un tragico incendio distrusse vaste aree delle piantagioni di lentisco dell’isola. Ora c’è un forte impegno per la loro rinascita.

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(Le altre puntate: qui).

Carla Muschio
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